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Manuel Minute (Linea Light Group): determinazione, trasparenza e approccio positivo alle sfide

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Vita da CIO

Manuel Minute (Linea Light Group): determinazione, trasparenza e approccio positivo alle sfide

“Senza i giusti bilanciamento e orchestrazione delle nuove tecnologie non si arriva a un risultato che sia tangibile per il business”, Manuel Minute, CIO Linea Light Group, ritiene che il presidio interno dell’IT così come la combinazione di competenze tecnologiche e organizzative siano fondamentali per supportare l’azienda nei percorsi di innovazione

10 Dic 2019

di Patrizia Fabbri

Determinazione e atteggiamento positivo verso le sfide, convinto sostenitore dell’apprendimento continuo, Manuel Minute, Group IT Manager di Linea Light Group, sposato con due figli, di 6 anni e di 2 anni e mezzo, ha una grande passione: la musica. “Suono la chitarra elettrica e le tastiere e per un certo periodo l’ho fatto anche in modo semi professionale. Adesso mi limito a farlo per progetti specifici e mi piace moltissimo: per esempio lo spettacolo che abbiamo portato al Teatro ad Artegna in occasione del recente quarantennale dell’album The Wall dei Pink Floyd oppure un progetto in ambito fusion funk rock che, per usare un termine lavorativo, ha avuto un deliverable concreto con la produzione di un CD”, dice Minute ridendo in un momento di pausa dei lavori del recente Richmond IT Director Forum durante il quale, per 3 giorni a Rimini si sono confrontati decine di CIO, manager IT, esperti e analisti sui temi più stringenti che coinvolgono i sistemi informativi aziendali.

1 Manuel Minute

ZeroUno: Come si caratterizza la sua giornata lavorativa?

Manuel Minute: Sicuramente è abusato il dire che viviamo in un vuca world [volatile uncertain complex ambiguous ndr], però mi rendo sempre più conto che è vero ed è da accettare, non è una situazione che conceda alternative. Spesso è difficile fermarsi a pensare “mi organizzo per agire nel modo migliore”, perché le cose cambiano rapidamente, le scelte che ieri erano prioritarie oggi possono non esserlo più: bisogna accettare l’entropia, essere pronti a rimettersi in discussione.

E quindi la mia giornata lavorativa dipende molto…dalla giornata. Ci sono giorni in cui si è assorbiti dagli aspetti funzionali e ci sono altri momenti in cui si riesce a organizzare al meglio la funzione aziendale, ma mi rendo conto che il tempo per questa attività è ridotto perché c’è tanta spinta verso il fare, il migliorare, l’evolversi.

L’azienda in cui lavoro ora, in particolare, è una realtà molto innovativa, con alta velocità di cambiamenti, anche in corso d’opera, quindi l’impegno in revisioni ed evolutive agili può superare le pianificazioni di lungo termine. Ma, come dicevo, questa è una situazione stimolante con la quale convivere.

ZeroUno: Linea Light Group è una realtà italiana in crescita che come numeri ha ormai superato la soglia della PMI: realizza soluzioni illuminotecniche su misura basate sui più alti standard del Made in Italy. Leggo nel sito aziendale che, nata nel 1976, oggi con 550 dipendenti ha una forte presenza internazionale e che all’estero realizza il 60% del proprio fatturato che si aggira intorno ai 100 milioni. Come è strutturata la funzione ICT? So che lei è arrivato da pochi mesi in Linea Light e che la sua precedente esperienza era in un grande gruppo manifatturiero, qual è stato il suo percorso lavorativo e quali sono le principali differenze che ha riscontrato?

Manuel Minute: Dopo la laurea ho iniziato a lavorare in una piccola software house, un’esperienza molto formativa perché ho imparato a conoscere tutte le fasi del processo: dal pre sales, all’implementazione, alla formazione del cliente, al supporto post vendita. Quindi da un lato ho avuto l’opportunità di seguire progetti molto interessanti, dall’altra ha rappresentato una crescita professionale molto importante perché mi ha permesso di avere lo spettro completo della relazione con il cliente.

Poi sono passato ad un system integrator in ambito consulenziale ERP, un gruppo più strutturato che mi ha aiutato ad ampliare conoscenze e competenze. Dopo qualche anno, ho fatto il salto in azienda entrando a far parte, come lei ha ricordato, di una importante realtà manifatturiera del Friuli, dove, dopo essermi occupato di analisi e project management in progetti legati al mondo MES e gestione logistica, oltre che di evolutive dell’ERP e di business intelligence, sono diventato IT Manager coordinando i vari team.

A fine luglio di quest’anno sono entrato in Linea Light Group, cambiando azienda e regione. Venendo alla sua domanda, cosa è cambiato? Molto. Prima di tutto le risorse IT che, ovviamente, sono numericamente diverse e questo, anche se può sembrare strano, è stato per me un cambiamento piacevole perché mi ha fatto capire quanto sono importanti le sfide che l’IT deve affrontare in aziende di dimensioni un po’ più contenute. Come lei ha ricordato siamo un gruppo importante, con una forte vocazione internazionale, quindi l’IT è sempre più strategico e il mio ruolo è anche quello di dare un assetto adeguato a questa funzione.

Stiamo quindi investendo in risorse umane e a brevissimo saremo una squadra di sei persone: l’idea, nel breve-medio periodo è di avere, oltre alla mia figura che si occuperà di governance e progetti strategici, un’area sulle infrastrutture ICT, un’area dedicata alle applicazioni, quindi più legata al mondo business e produzione, ed una figura che si occupi del coordinamento del servizio IT e della sicurezza delle informazioni.

L’azienda è in crescita e, come dicevo, molto innovativa per cui a volte è arduo rispondere con prontezza alle esigenze del business, ma, anche se è doveroso farsi supportare da aziende esterne qualora necessario, ritengo sia fondamentale avere il presidio interno dei processi perché solo questo ci consente di essere focalizzati su aspetti rilevanti che da fuori potrebbero essere meno visibili. E questo lo dico anche grazie alla mia esperienza: avendo lavorato in passato come consulente, mi rendo conto che la visione che si ha dall’esterno è differente.

foto Manuel Minute
Manuel Minute, Group IT Manager di Linea Light Group

ZeroUno: Questo comporta avere competenze diverse, certamente non solo tecnologiche. Qual è la sua formazione?

Manuel Minute: Mi sono laureato in Ingegneria Gestionale a Udine nel 2003, ma già allora ero attratto dall’ICT e infatti feci una tesi sulla cybersecurity, tema che in quegli anni era abbastanza innovativo. Ma forse il seme sul quale è cresciuto il mio interesse per l’informatica legato all’innovazione è stato gettato da mio padre quando ero bambino e con il Commodore 64 scrivevamo insieme le lettere di Amnesty International: era un modo nuovo per fare qualcosa di serio e importante. Dopo la laurea, mi sono focalizzato sui processi aziendali, ma sempre con un occhio all’IT cercando di legare i due mondi: da un lato, uno studio funzionale dei processi gestionali al fine di migliorarli, dall’altro, capire come la tecnologia potesse supportare questa attività.

Quindi le due competenze, tecnologica e organizzativa, sono entrambe importanti. Ma non solo, dopo 16 anni di lavoro, mi è chiaro quanto il rapporto umano sia sempre fondamentale, curarlo in modo adeguato non è mai uno spreco di tempo.

ZeroUno: Questo però, soprattutto quando si è in una posizione di leadership, significa anche avere capacità di relazione e gestione del team che non sono innate…

Manuel Minute: Certamente. L’acquisizione delle cosiddette soft skill non può basarsi solo sull’esperienza. Io credo molto nella formazione continua e nelle certificazioni perché consentono di sistematizzare il percorso formativo e, per mantenerle attive negli anni, stimolano il lifelong learning; oltre agli aspetti tecnico-gestionali, una parte degli studi affrontati per ottenere le mie attuali certificazioni ha proprio riguardato soft skill: per esempio quella sul project management del PMI [project management institute ndr] in cui uno dei temi principali è la gestione delle risorse umane; oppure quella riguardante supply chain ed operations dell’APICS dove, in vari ambiti, si evince come sia utile un diverso approccio comunicativo a seconda delle figure aziendali e del contesto; da poco ho iniziato un percorso di certificazione nella governance dei sistemi informativi aziendali dell’ISACA dove il tema della gestione dei team è strategico.

Sono inoltre un accanito consumatore di corsi online e, spesso approfittando anche del percorso in macchina per andare al lavoro, utilizzo piattaforme come LinkedIn Learning o Udemy dove ho approfondito conoscenze sulla lean leadership e la cultura lean più in generale. E per cercare di capire come portare efficacemente innovazione in azienda ho seguito corsi su diverse metodologie come, per esempio, il design thinking.

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Manuel Minute, Group IT Manager di Linea Light Group

ZeroUno: E alla luce, sia della sua esperienza professionale sia della sua formazione, come imposta le relazioni con i collaboratori?

Manuel Minute: Sicuramente ho valori professionali che cerco di mettere in pratica sia con i miei collaboratori diretti sia con gli altri colleghi.

Uno è la determinazione. Sono una persona molto determinata e quindi cerco questa caratteristica anche nei miei collaboratori: è importante avere un obiettivo ed essere tutti focalizzati sul suo raggiungimento.

Un altro è l’assoluta trasparenza: per me è fondamentale mettere tutto sul tavolo, altrimenti senza la completa visione e la fiducia reciproca i risultati non si raggiungono.

E poi, come persona ho un approccio positivo alle sfide, quindi mi viene spontaneo pretenderlo anche dai collaboratori: non è facilissimo, perché in un’azienda potrebbero esserci percorsi individuali o personalità che non si sposano con un approccio di questo tipo.

Inoltre, per me è basilare il concetto di leadership leale dando il merito a chi ce l’ha, facendo capire, anche nella relazione con la proprietà e il top management, chi lavora bene. Potrà sembrare scontato, ma per me è molto importante lo spirito di squadra: vista la complessità e la velocità del mondo in cui lavoriamo, è veramente difficile, se non impossibile, raggiungere gli obiettivi da soli; è determinante lavorare in team e il mio ruolo è anche quello di far in modo che questi team funzionino.

ZeroUno: Una impostazione che vale anche con il business?

Manuel Minute: Ho la fortuna di rispondere a un amministratore delegato molto innovativo, una vera e propria fucina di idee che abbracciano anche l’ambito dell’Information Technology. Quindi nel mio lavoro sono molto stimolato dal business, al punto che, come dicevo, a volte è difficile riuscire a rispondere a tutti gli input.

Contemporaneamente, come in tutte le realtà, c’è a volte la paura del cambiamento. Del resto, penso sia normale, sono in un’azienda che sta crescendo rapidamente e questo grazie alle scelte che sono state fatte finora, per cui ci sono molti ambiti in cui è corretto non essere troppo disruptive. Fa parte del lavoro capire bene quali sono le esigenze e portare innovazione con il giusto passo.

ZeroUno: E questo ci porta a un tema oggi fondamentale: qual è la sua idea di innovazione?

Manuel Minute: Le innovazioni possono essere di diverso tipo, quelle che seguo io non sono propriamente quelle di prodotto, ma sono più focalizzate sui processi funzionali. Quindi parliamo di innovazioni ICT che possono essere di aiuto alle varie aree aziendali e qui le opportunità sono innumerevoli, ma attenzione: senza la giusta orchestrazione delle nuove tecnologie non si arriva a un risultato che sia tangibile per il business. Quindi per me innovazione significa supportare l’azienda a crescere in modo sostenibile, il che vuol dire anche non sbilanciarsi troppo su novità difficili da mantenere nel tempo. L’IT è una funzione che deve portare valore in azienda: orchestrazione e bilanciamento sono indispensabili affinché ciò avvenga.

illustrazione Manuel Minute
Manuel Minute, illustrazione di Elisa Vignati

ZeroUno: Come ormai è tradizione, vorrei chiudere questa intervista chiedendole di identificare il momento più entusiasmante e quello più difficile nella sua carriera professionale.

Manuel Minute: Entrambi i momenti che mi vengono in mente sono legati al fattore umano. Il più difficile penso sia stato quando ho dovuto dire a una persona, con la quale avevo anche instaurato un rapporto personale positivo, che non era adatta al ruolo che avrebbe dovuto ricoprire e che quindi l’azienda non poteva confermare la sua collaborazione.

Per quanto riguarda il momento più entusiasmante, in realtà me ne vengono in mente diversi, legati da un comun denominatore: quando le mie idee vengono accolte positivamente dalle diverse figure aziendali. Ricordo in particolare l’implementazione di un sistema di gestione dei trasporti interni che implicava una notevole modifica dei processi logistici, quindi del lavoro delle persone, dall’addetto di magazzino al responsabile di funzione. Il fatto che tutte queste persone abbiano accolto positivamente i risultati del progetto mi ha dato una grande soddisfazione.

Patrizia Fabbri

Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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