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Manifattura Milano, riportare la manifattura in città

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Manifattura Milano, riportare la manifattura in città

17 Lug 2017

di Elisabetta Bevilacqua

Quali opportunità derivano dalla rivoluzione 4.0 per la rigenerazione urbana e per la creazione di nuova occupazione nel settore della manifattura digitale? Secondo Stefano Micelli, docente di International management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il progetto Manifattura Milano può indicare un percorso anche ad altre città italiane e un importante messaggio del Made in Italy nel mondo

“Siamo vissuti per anni nella cultura dei parchi tecnologici prima, degli incubatori poi e ora crediamo siano più efficaci i programmi di accelerazione. In ogni caso, appare ormai chiaro che saranno sempre più le città ad avere un ruolo da protagoniste come contenitori di questi nuovi sistemi”, dice Stefano Micelli, docente di International management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolineando l’importanza del piano quinquennale per lo sviluppo della manifattura digitale Manifattura Milano, la sfida lanciata da Milano ad altre metropoli, come Parigi, Londra, Barcellona, New York, che già hanno avviato il percorso per riportare la manifattura in città.

“Manifattura Milano segnala l’importanza delle nuove economie urbane e può rappresentare un modello per tutte le nostre città che si stanno attrezzando per un trasformazione epocale: il commercio soffre, alcuni comparti, come le banche, tenderanno a ridimensionare la loro presenza in città. Cosa fare di questi spazi che rischiano di diventare dei vuoti?”, si chiede ancora Micelli. Non si tratta solo di riempire spazi vuoti, ma è importante che le comunità si attrezzino per una nuova idea di lavoro e di vita in comune e che alcune città comincino a riflettere su percorsi di rigenerazione urbana.

Stefano Micelli

Professore di International management presso l'Università Ca' Foscari di Venezia

“Una manifattura su piccola scala fatta da giovani produrrà oggetti legati a valori simbolici e culturali che parlino della società italiana e si nutrirà dell’esperienza della città. Negli scorsi anni abbiamo spinto la manifattura fuori dalla città. Oggi le produzioni che non inquinano e che vivono della contaminazione con la società urbana, non solo sono compatibili con le città, ma la loro integrazione è fondamentale anche per chi compra”. Vedere la gente che lavora può diventare uno “spettacolo” anche in contrappunto con l’esperienza mercificata del turismo di massa.

Il Comune di Milano ha lanciato il progetto Manifattura Milano con l’obiettivo di rendere Milano un ecosistema abilitante per la nascita, l’insediamento e la crescita di imprese operanti nel campo della manifattura digitale e del nuovo artigianato, creando nuova occupazione, rigenerando le periferie, promuovendo la coesione sociale.

Il piano quinquennale prevede la riapertura di spazi pubblici dismessi, programmi coordinati di formazione nelle scuole, un investimento di 10 milioni di euro del Comune e finanziamenti derivanti dal Piano Industria 4.0, bandi regionali e fondi europei, il coinvolgimento di attori privati e associazioni imprenditoriali come Confindustria e Cna.

Il punto di partenza sono 36mila imprese e 350mila posti di lavoro, 13mila artigiani nel settore della manifattura, il 25% del fatturato complessivo generato in città, il primo posto in Italia per numero di imprese e di addetti nel settore e per startup manifatturiere.

la pianificazione di Manifattura Milano
Fonte: Presentazione linee guida Manifattura Milano

 

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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