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Industria 4.0 e Blockchain: la prospettiva Almaviva

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Industria 4.0 e Blockchain: la prospettiva Almaviva

13 Ott 2017

di Elisabetta Bevilacqua

Secondo l’esperienza di Almaviva, a conferma di quanto scritto negli articoli di questo servizio, la Blockchain trova campo di applicazione su tutti i mercati, soprattutto in affiancamento alle soluzioni IoT, dall’AgriFood alla PA, passando per Utility, Transportation, Smart Community, Industria 4.0. Permette la realizzazione di piattaforme e di soluzioni di tracking & control, certification & storage, anti-fraud e sharing economy, solo per citarne alcune. Offre un ambiente adatto alla collaborazione tra più attori che non si conoscono, grazie alla interoperabilità ultra-semplificata fra dispositivi e persone, alla trasparenza delle informazioni, all’altissimo livello di sicurezza e alla decentralizzazione delle componenti software.

La tecnologia Blockchain, fra le 10 tecnologie top 2017 secondo Gartner, si sta sempre più affermando in vari settori industriali. ZeroUno ha cercato di capirne il livello di maturità per soluzioni operative in ambito industriale e le possibilità di impiego nel modello Industria 4.0 a partire dall’esperienza sul campo di Almaviva.

Alessandro Mantelli

Head of IoT, Industry 4.0, Mobile & Architecture di Almaviva

“Questa tecnologia, spesso identificata con il mondo Financial Services, delle Crypto Currency e dei Bitcoin, ha per noi un’applicazione più estesa sia nei mercati di adozione sia negli scenari di utilizzo: Almaviva realizza ÐApp, applicazioni decentralizzate, che sfruttano lo stato dell’arte delle tecnologie peer-to-peer, delle quali la Blockchain è una delle componenti fondamentali” esordisce Alessandro Mantelli, Head of IoT, Industry 4.0, Mobile & Architecture di Almaviva, che vede in questo nuovo modello architetturale una soluzione per soddisfare le nuove esigenze delle imprese e degli enti pubblici.

Almaviva ritiene che anche Industria 4.0 sia uno degli ambiti in cui la Blockchain può dare un grande contributo, in quanto ecosistema di imprese interconnesse che scambiano grandi quantità di informazioni e necessitano di effettuare transazioni automatiche in modo sicuro e veloce fra sistemi, oggetti, processi e persone.

Come dettagliatamente illustrato, Blockchain è una tecnologia in grado di supportare un modello di collaborazione e scambio informativo trasparente, non ripudiabile, decentralizzato che può favorire questo scenario, in particolare se vengono utilizzati gli Smart Contract, programmi che rappresentano contratti fra parti eseguibili automaticamente a fronte di eventi prestabiliti.

Alcune esperienze concrete

Almaviva è impegnata su diversi progetti che vedono l’utilizzo di Blockchain pubbliche, private, miste o “di consorzio”, dove le informazioni sono validate da un numero ristretto di nodi, ma accessibili a tutti.

Un esempio di piattaforma pubblica è quella della tracciabilità della filiera vitivinicola presentata a Vinitaly 2017 in collaborazione con AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) e MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali). È una soluzione che, per le aziende che aderiranno alla piattaforma, garantirà nella prossima vendemmia la tracciabilità del trasporto delle uve e del processo di trasformazione e di imbottigliamento, dal produttore al consumatore finale.

“A differenza di altre soluzioni di tracciabilità, anche di quelle basate su Blockchain, quella progettata per Mipaaf non aggiunge oneri burocratici per le aziende – spiega Alessandro Mantelli – si integra con i sistemi esistenti del Ministero utilizzando dati già predisposti per Agea, produce informazioni certificate che possono affiancare o sostituire altre già presenti, garantisce il valore del Made in Italy ed è aperta al mercato; chiunque può utilizzare le informazioni creando valore aggiunto per la filiera”.

La piattaforma è condivisa tra più soggetti: dall’impresa agricola al produttore, dal vinificatore all’imbottigliatore, fino al trasportatore e alla GDO. Il risultato è un registro sicuro, inviolabile, distribuito e immutabile delle transazioni eseguite dagli attori della filiera. In questo modo, anche terze parti possono realizzare soluzioni ad hoc e gli utenti finali possono verificare in autonomia la validità di tutti i passi del processo di produzione e di distribuzione del vino.

Anche per la piattaforma I.Ter della Regione Campania, che ha ottenuto il Premio Agende Digitali regionali 2016, Almaviva ha realizzato una soluzione Blockchain basata su un modello consortile. I.Ter è un Geographic Cloud che unifica tutte le banche dati georeferenziate degli uffici e degli enti regionali e che rende disponibili strumenti, dati e servizi condivisi a cittadini, professionisti e imprese e consente la completa digitalizzazione dei procedimenti amministrativi relativi al governo e al controllo del territorio, garantendo accessibilità, trasparenza ed aggregazione delle informazioni.

Grazie all’integrazione della componente IoT, attraverso alcune funzionalità della piattaforma Almaviva GIOTTO e della tecnologia Blockchain, i dati, inviati dalle On-Board Unit dai veicoli di SMA Campania che monitorano il territorio, vengono certificati e resi immutabili in un registro privato, accessibile solo  agli Uffici e agli Enti regionali della Campania. Rimane salva la possibilità del registro di essere gradualmente aperto alla consultazione e all’integrazione con altri soggetti, come per esempio le forze dell’ordine o la magistratura.

“Almaviva investe nell’evoluzione di queste tecnologie e, tramite il proprio competence center dedicato, le utilizza già oggi per potenziare ed arricchire la propria offerta, proponendo ai propri clienti soluzioni personalizzate e integrate con i sistemi esistenti”, precisa Mantelli. In conclusione, secondo il punto di vista di Almaviva, le applicazioni decentralizzate e la Blockchain trovano ambiti di applicazione ideali in tutti i modelli di business basati su condivisione di risorse, infrastrutture, servizi e canali.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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