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Il mercato It security italiano secondo una ricerca Itway

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Il mercato It security italiano secondo una ricerca Itway

19 Gen 2010

di Riccardo Cervelli

Il mercato della sicurezza It in Italia è stato messo sotto la lente di ingrandimento da Itway Vad, uno dei principali distributori a valore aggiunto impegnati nel settore. L’indagine si è basata su circa 5000 interviste ad altrettanti rivenditori e system integrator. Ecco i principali risultati

Le domande previste dalla  “Itway Channel & Market Security Research”, condotta nel periodo settembre-novembre 2009, riguardavano diversi temi. Tra i principali si segnalano i tipi di competenze sviluppate di più dagli intervistati, gli ambiti della sicurezza maggiormente interessati dai progetti in corso, le entità di questi progetti, i settori economici più sensibili in questo momento al tema della security, i vendor dai quali è prevalente l’acquisto di tecnologie e per i quali sono maggiori i processi di certificazione.
Tra le competenze più fortemente sviluppate, al primo posto (con il 64,2% delle risposte) è risultata la web security, seguita da security management (58,9%), endpoint security (52,6%), intrusion prevention (50,5%), messaging security (48,4%) e sicurezza perimetrale (47,4%). Con un maggiore distacco si sono classificate altre aree, le prime delle quali sono la sicurezza applicativa (37,9%), quella dei data center (36,8%) e l’ottemperanza a compliance e normative (33,7%).
Richiesti di indicare in quali ambiti oggi i progetti di e-security risultano più importanti (adottando una scala di valori basso, medio e alto), in prima posizione è uscita la virtualizzazione. Il 55,8% degli intervistati ha affermato di credere fermamente nello sviluppo delle tecnologie di sicurezza in ambito virtuale e di ritenere la virtualizzazione un paradigma che rivestirà una grande importanza per i propri clienti in futuro.  Al secondo posto si sono collocate le aree della Security as a Service e della sicurezza applicativa, entrambe con il 36,4% degli intervistati che le hanno considerate molto importanti. Il cloud computing è stato considerato un driver importante di crescita nel prossimo futuro solo dall’11,9% del campione. Il fatto che comunque un 42,9% abbia attribuito a quest’ambito un’importanza media dimostra che esiste un certo livello di fiducia nei suoi confronti.
Per quanto concerne il “business”, il mercato italiano è caratterizzato da un elevato numero di progetti di media o piccola entità. L’importo medio, nel 77,1% dei casi, è inferiore ai 50mila euro. Solo il 10,9% degli intervistati ha vantato attività superiori agli 800mila euro, con il 6,8% che supera i 2 milioni di euro. Il settore con la maggiore domanda di progetti è il manifatturiero (37,9% delle aziende intervistate che ha dichiarato attività aperte in questo mercato), seguito a poca distanza dalla Pubblica amministrazione centrale e locale (34,8%). Più distaccati sono risultati il settore finanziario e assicurativo (21,2%), le Tlc (18,2%), scuole e sanità (entrambe con il 15,2%).
Il vendor meglio posizionato dal punto di vista degli operatori di canale è Cisco (33,3% delle risposte), seguito da Symantec (21%) e da CheckPoint (19,8%). Questi tre fornitori sono anche quelli presso i quali sono più frequenti i processi di certificazione. Il 37,9% degli intervistati ha dichiarato di non sentire la necessità di certificare il proprio personale su ulteriori tecnologie. Il 21,2% delle aziende contattate ha ammesso di non disporre di personale certificato.
Per l’indagine completa contattare Theoria, tel. 02 20221534.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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