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Il CIO e le prossime sfide dell’innovazione tecnologica

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Il CIO e le prossime sfide dell’innovazione tecnologica

31 Mar 2008

di Fabio Rizzotto

È un dato di fatto, ormai, che l’asse del “valore” si orienti progressivamente verso modelli e best practice rendendo la variabile tecnologica solo una delle componenti che agevolano meccanismi innovativi e cambiamenti di business. Da questa considerazione discendono una serie di riflessioni sul ruolo dei Cio nelle organizzazioni, chiamati a misurarsi con la complessità It interna, processi di business e ritmi tecnologici sempre più sostenuti.
È uno dei profili professionali che ha dovuto maggiormente rinnovarsi nell’ultimo decennio, tra progetti di ammodernamento e adeguamenti normativi, strategie, cambiamenti organizzativi, risorse, budget e, perché no, criticità nel rapporto con le linee di business e i relativi processi.
Un quadro per molti versi affascinante ma che si traduce in sfide continue per i Cio, da affrontare proprio quando l’attenzione al fattore competitività richiama il ruolo centrale dell’innovazione, facendo accendere i riflettori sui cambiamenti It. Quello che appare certo è l’estrema concretezza con cui questa figura è chiamata a muoversi e a misurarsi. Che si tratti di tematiche di business o tecnologiche, in uno scenario così incalzante si delinea un profilo che sempre più deve coniugare l’interesse e lo sguardo verso le tecnologie emergenti con la valorizzazione dell’assetto attuale dei sistemi It, da realizzarsi con la ricerca dell’efficienza e con progetti misurabili. Questo, riteniamo, è tutt’altro che una forma di chiusura, bensì una prospettiva che risponde a logiche fisiologiche di cambiamento.
Le sfere di analisi sono pertanto molteplici e tutte importanti. La gestione delle risorse It nella sua doppia accezione del “personale” e del “budget” è uno dei più rilevanti, dove la problematica delle competenze (e dell’evoluzione di queste) si mescola alle scelte di outsourcing o alla capacità di coniugare gli aspetti tecnici con quelli di project management. Altrettanto significativa è la relazione tra It e business, non soltanto dal punto di vista degli sforzi che il Cio deve fare in qualità di “regista”, ma anche del modo in cui le singole linee di business percepiscono la funzione It, secondo una logica bidirezionale.
L’individuazione delle priorità di investimento deve poi avvenire all’interno di riflessioni congiunte con il Top Management e i vertici aziendali, che misurano l’It in funzione delle strategie aziendali. L’individuazione delle priorità è quindi un esercizio complesso, critico, in quanto si gioca sull’equilibrio tra forze che spesso si muovono in direzione non univoca. Il ruolo multilaterale dei responsabili It richiede la capacità di gestire un intero portafoglio di risorse e iniziative nel quadro dell’It Governance. Questo non può avvenire senza il supporto dei partner Ict. Di fronte a un’offerta che da un lato si consolida sotto i colpi della convergenza e dall’altro si alimenta di nuove iniziative, i Cio si interrogano sulle leve che fanno del fornitore un partner strategico. Se l’outsourcing continua a seguire le proprie logiche –  fatte di scelte fortemente connaturate alla natura dell’azienda e all’assetto dei sistemi It – per le attività di tipo progettuale si fa strada l’esigenza di metodologie e benchmark che aiutino le strutture It ad affrontare i cambiamenti e ancor più le sfide gestionali e operative. E’ su questo che  si giocano, in ultima analisi, l’efficacia e l’efficienza delle novità tecnologiche che vanno sotto il nome di virtualizzazione, Soa, unified communication, software-as-a-service, solo per citarne alcune.
Di questi ed altri argomenti si parlerà durante la Cio Conference Idc del prossimo 15 maggio, un evento dedicato alla figura del Cio, che quest’anno s’interroga su come misurare e accrescere il valore del Cio in azienda.

*Fabio Rizzotto è IT Research Manager di Idc Italia

Fabio Rizzotto

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