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Ict Italia, primo semestre 2009: criticità diffusa

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Ict Italia, primo semestre 2009: criticità diffusa

03 Nov 2009

di Giancarlo Capitani

Gli effetti della crisi cominciano a manifestarsi in misura consistente anche nel mercato dell’Ict, il cui andamento in tutti i maggiori Paesi da anticiclico è diventato prociclico, ovvero uguale o peggiore rispetto a quello dell’economia nel suo complesso. In Italia, a differenza di Giappone, Germania e Francia, dove il Pil ha registrato un’inversione di segno ed è tornato a crescere, l’economia continua a mantenere un’intonazione negativa e l’Ict ne è influenzato. Il mercato dell’Ict che già aveva registrato nel 1° semestre dello scorso anno una lieve decrescita, è diminuito nel 1° semestre di quest’anno del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa dell’effetto combinato di un calo del 2,5% delle telecomunicazioni e di quello del 9% l’informatica, che cresceva lo scorso anno dell’1,3% (figura 1).

 

 

Figura 1: Il mercato dell'Ict in Italia per semestre
(Cliccare sull'immagine per ingrandirla)

Figura 2: Il mercato dell'It in Italia per semestre
(Cliccare sull'immagine per ingrandirla)


     Per la prima volta, tutte le principali componenti del mercato It hanno registrato nel 1° semestre 2009 un andamento negativo (figura 2). Il comparto dell’hardware è attualmente quello maggiormente penalizzato dalla crisi economica, che ha determinato nel primo semestre un blocco degli investimenti indirizzati all’acquisto di sistemi e Pc, con un calo dell’8% della spesa relativa nel primo trimestre ed un andamento ancora più negativo nel secondo trimestre, con un risultato aggregato del -15,7% nel primo semestre. Questa dinamica è stata generalizzata a tutti i segmenti, seppure con decrescite più forti nei Pc desktop (-25% in valore) e nei sistemi di fascia midrange (-21% in valore), le cui vendite sono particolarmente legate ai progetti di più ampio respiro che sono stati rinviati o bloccati. L’andamento già negativo dell’assistenza tecnica, si è accentuato ulteriormente per effetto di una contrazione delle tariffe, fenomeno già evidenziato negli anni scorsi. I Pc decrescono per la prima volta sia in unità sia in valore (le vendite in unità vedono una crescita del 14,8% dei Pc Notebook, su cui incide tuttavia l’andamento dei Netbook che crescono di oltre il 200% con una quota del 32% sul totale del segmento). Alla situazione di stasi delle vendite di Pc ha contribuito anche l’attesa legata al lancio del nuovo sistema operativo Windows 7 e dei nuovi processori mobile.
     L’andamento negativo del segmento dei servizi It è quello che ci descrive in modo più sintomatico lo stato attuale del mercato. Il decremento del 7,3% è da attribuire in linea generale al perdurare di una combinazione di fattori negativi, in primis la riduzione degli investimenti in nuovi progetti a cui si sommano la riduzione delle spese correnti e l’ancora presente calo delle tariffe professionali. Ne deriva una sofferenza per tutti i segmenti, anche se non sempre il loro calo a valore rispecchia un corrispondente calo della domanda. Ne è un esempio l’outsourcing, dove la domanda risulta in crescita, ma il calo a valore è dato dalla rinegoziazione di contratti in essere e dall’ancora scarso impatto dei nuovi contratti siglati nell’ultimo periodo.
     Anche il mercato delle telecomunicazioni ha avuto un’intonazione decisamente negativa, accentuando il calo già registrato nel 1° semestre 2008, passando dal -1,4% dello scorso anno al -2,5% quest’anno, con andamenti sempre più divaricati tra telecomunicazioni mobili che calano dello 0,7% e fisse, il cui calo del 4,4% è più consistente e che per la prima volta scendono sotto la soglia dei 10 Miliardi di Euro. Le ragioni di tale trend sono attribuibili ad un concorso di fattori che vanno dalla riduzione delle tariffe e da contratti flat nell’ambito di offerte competitive, alla riduzione dei consumi ma anche alla difficoltà da parte dei carrier di introdurre nuovi servizi in grado di compensare il calo di quelli tradizionali. Le Tlc di Rete Mobile rappresentano un contesto più dinamico in cui è possibile individuare aree di sviluppo e di innovazione (ad esempio il mobile broadband) ed in cui alcuni operatori manifestano dinamiche positive rispetto ad altri.
     Altro elemento rilevante di questo 1° semestre è il calo del 2,7% dei  sistemi e terminali che tradizionalmente hanno fatto da traino al comparto degli apparati e che è attribuibile all’andamento poco positivo delle vendite di telefoni cellulari secondo un trend che sembra destinato a proseguire anche nel secondo semestre nonostante le consuete campagne natalizie degli operatori. I servizi tradizionali, sia fissi che mobili, in particolare la voce, confermano il trend negativo degli ultimi anni con un calo dell’1,7%. Le tariffe degli operatori si riducono costantemente sia a causa della concorrenza sia in seguito agli interventi di organismi regolatori italiani ed europei, per il mobile, in particolare.
     I servizi a valore aggiunto che hanno sempre rappresentato la voce positiva per il mercato, quest’anno mostrano due trend di segno opposto: i Vas di rete fissa calano soprattutto nell’area dei servizi per le aziende, mentre non è ancora sufficiente il contributo dei Vas consumer come l’IpTv; i Vas di rete mobile migliorano la performance del 2008 e sono soprattutto i servizi di mobile broadband a rappresentare in questa fase la principale fonte di incremento dei ricavi per gli operatori Tlc.
     La crescita delle linee di rete mobile registra un lieve ma significativo calo, sintomatico del fatto che le due Sim che in media ogni utente ha sono giudicate un tetto difficilmente superabile e che il mercato è sostanzialmente saturo.
     L’interrogativo che ci si pone a questo punto dell’anno è se i timidi segnali di ripresa dell’economia si stiano consolidando e stabilizzando e con essi la domanda di Ict. Secondo le previsioni recenti di Confindustria il ciclo economico dovrebbe registrare un segno meno negativo nel 3° trimestre in Italia e significativamente positivo nel 4° trimestre, per poi consolidarsi nel corso del 2010 generando una crescita del Pil dello 0,8%, grazie ad una ripresa sia dei consumi sia degli investimenti sia dell’export.
     L’intonazione più positiva dell’economia e la ripresa degli ordini e di un clima di maggiore fiducia nelle aziende dovrebbero consentire loro di liberare risorse di budget Ict che erano stati prudenzialmente accantonate in corso d’anno, da destinare all’avvio di progetti già pianificati ma tenuti fino ad oggi in stand by. Inoltre, dovrebbero concludersi alcune gare importanti nella Pa Centrale. Il secondo semestre di quest’anno potrebbe essere quindi meno negativo del primo per il mercato Ict e il risultato sull’anno potrebbe essere leggermente migliore rispetto a quello realizzato nel 1° semestre.
     In definitiva ci sono segnali di ripresa o di attenuazione della crisi nell’economia da cui potrebbero scaturire stimoli positivi sulla spesa e sugli investimenti Ict. Per rendere ciò possibile e perché questi stimoli determinino una ripresa stabile del mercato occorre che in Italia si avvii una grande stagione di innovazione sia a livello di imprese che di Sistema Paese.

* Giancarlo Capitani è amministratore delegato della società di ricerche NetConsulting, capitani@netconsulting.it

Giancarlo Capitani

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