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Forza Babbo Natale! Ce la puoi fare!

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Forza Babbo Natale! Ce la puoi fare!

13 Dic 2010

di Stefano Uberti Foppa

Caro Babbo Natale,
il periodo è quello giusto. Mancano pochi giorni a Natale e anche ZeroUno, come tutti i bambini che ancora credono che i sogni possano avverarsi, ti scrive cosa vorrebbe trovare sotto l’albero. Siccome quello che chiediamo ci rendiamo conto sia un po’ più complicato di un trenino elettrico, ci andrebbe bene lo stesso se ce lo  portassi nel prossimo anno. Oppure, se davvero la consideri un’impresa difficile, almeno entro un paio di anni. Insomma: dacci un segno che le cose che ti chiediamo, prima o poi davvero si avverino!
Poiché abbiamo fatto i bravi (mentre la crisi devastava l’editoria professionale italiana siamo riusciti a sviluppare un sistema di iniziative editoriali – rivista-sito-executive dinner – sano, autorevole e profittevole), ti chiederemmo quanto segue:

• 1 – Fa’ che indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni il Governo abbia finalmente la capacità di mettere a punto un piano industriale e di riforme che riesca a coinvolgere in modo “bipartisan” tutte le forze politiche, per poter identificare (e soprattutto attuare) quelle linee guida strategiche per il Paese sulle quali rilanciare l’economia, la ricerca, l’innovazione, la convivenza civile e persino la cultura italiana. Sai, Babbo Natale, il fatto strano è che in giro questa cosa la chiedono tutti. E anche le forze politiche la fanno propria. Eppure, quando guardiamo le classifiche, quasi tutte le classifiche di sviluppo economico, di innovazione, di Ricerca e Sviluppo, vediamo l’Italia così in basso che ci viene il sospetto che non ci sia la volontà politica di cambiare lo status quo; oppure, peggio ancora, che non ci sia nemmeno la capacità di definire un disegno strategico che coinvolga le principali forze del Paese in un rilancio ormai non più rinviabile.

• 2 – Fa’ che dietro la parola cloud computing ci siano effettivamente dei fornitori che abbiano soluzioni utili agli utenti e non, come spesso è avvenuto in passato, una corsa allo “sfruttamento intensivo” del momento (ci ricordiamo l’Anno 2000?), spesso andando contro gli interessi (e i budget già ridotti) delle aziende e al solo scopo di vendere, ribattezzandolo “cloud”, un po’ di software che si aveva in casa. “Prendi i soldi e scappa” è un film che nessuno vuole più vedere.

• 3 – Fa’ che la pubblica amministrazione italiana si vergogni finalmente di pagare a 300 giorni circa data fattura, contro una media di un paio di mesi delle amministrazioni evolute (quelle sì) di buona parte dell’Europa.

• 4 – Fa’ che i nostri amici CIO abbiano la forza, la curiosità intellettuale e le occasioni per portare avanti un complesso percorso di trasformazione del proprio ruolo e della propria organizzazione. Non è facile, sai, Babbo Natale, interpretare le variabili di business dell’azienda e su queste costruire un ruolo proattivo dell’Ict quando magari, nella propria impresa, questa funzione non viene adeguatamente considerata. Bisogna certamente avere coraggio ma fa’ anche in modo che il top management e le Lob si rendano finalmente conto che senza una stretta vicinanza con l’Ict, tante idee rischiano di rimanere tali.

• 5 – Fa’ che, sempre i nostri amici CIO, abbiano la forza di capire che rivedere i contratti con i vendor sempre più al ribasso, strozzandoli per ottenere il prezzo più conveniente, potrebbe portare, prima o poi, ad accorgersi che, per quel prezzo stracciato, il livello della soluzione o del servizio erogato non poteva essere diverso da quella schifezza che è risultato essere. Posso andare certamente in una trattoria a mangiare per 10 euro tutto compreso, ma sarà difficile avere lo stesso livello di qualità di un ristorante a cinque stelle.

• 6 – Fa’ che i nostri lettori continuino ad essere vicini alla nostra rivista con consigli, sollecitazioni e proposte così come è sempre avvenuto in questi anni. E che ZeroUno riesca a rappresentare sempre per loro un utile strumento di formazione, informazione e supporto al lavoro.

• 7 – Fa’ che i vendor continuino a trovare in ZeroUno l’interlocutore migliore in grado di interpretare e talvolta anche criticare, laddove sia il caso, le loro strategie di offerta e le loro vision. E che la possibilità di confronto con il mercato attraverso ZeroUno sia considerato uno strumento importante per garantirsi credibilità e crescita.

• 8 – Fa’ che per ogni persona accettare di mettersi in gioco, non delegare, assumersi responsabilità, affrontare la fatica del cambiamento e del convincimento di altri sia parte non di una “condanna” professionale ma di una ricerca di qualità individuale prima ancora che di ruolo.

 9 – Fa’ che la banda larga arrivi finalmente in tutto il Paese. Siamo stufi della quantità di annunci sui finanziamenti stanziati per la banda larga, puntualmente disattesi da “improvvise emergenze e crisi”.

 10 – Fa’ che il continuo diffondersi dei social network che generano “coscienze collettive”, spostando sui consumatori, sui gruppi sociali, un impensabile, soltanto pochi anni fa, potere di condizionamento e controllo, vada davvero nella direzione di un miglioramento della qualità della vita e della condizione umana. Riuscire a creare, attraverso confronti e scambi di opinioni, dei percorsi che mettano al centro l’interesse della persona e della collettività è un sogno che, al di là di tutte le ideologie che in passato hanno miseramente fallito, è ancora presente in ognuno di noi.

Ecco, caro Babbo Natale, l’elenco dei regali che vorremmo. Mentre scriviamo ci rendiamo conto che dovremmo chiedertene ancora tanti ma sappiamo che sei molto occupato. Ci viene da dire però, che, cribbio, almeno uno di questi potresti sforzarti di portarcelo! A proposito: se per caso proprio pensi di non farcela, non tirare in ballo anche tu la crisi economica, l’internazionalizzazione, la Cina e l’India. Noi ci impegneremo, ma fai anche tu la tua parte… E non azzardarti a regalarci un trenino elettrico!

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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