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Brembo: refresh del sistema informativo pensando al business e alle persone

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Brembo: refresh del sistema informativo pensando al business e alle persone

10 Mag 2010

di Rinaldo Marcandalli

Mettere le persone al centro non soltanto come slogan marketing ma come linea guida per un ridisegno del sistema informativo che sia davvero in grado di supportare i processi di business. È quanto è stato fatto in Brembo che ha ridefinito il proprio sistema informativo in chiave business. Un esempio concreto di ‘business technology’

Un caso italiano di successo che riteniamo illustri il contributo che un approccio Business Technology (l’Information Technology integrata nei processi aziendali fino a diventare strumento  “invisibile” di aggregazione dei servizi di business – secondo la definizione di Forrester), può dare all’innovazione aziendale è costituito dalla “riedizione” dello stesso sistema informativo aziendale di Brembo. Con un percorso iniziato nel 2003, e incentrato sulla partnership strategica con Microsoft, emerge nel 2009 un sistema informativo che Mauro Pessi, amministratore delegato di Brembo, presenta alla stampa come in grado di supportare l’internazionalizzazione dei dati (l’R&d di Brembo non sta più ormai solo a Curno o nel parco tecnologico Kilometro Rosso a Stezzano, ma è disseminata in tre continenti), la scalabilità (il fatturato Brembo è triplicato in dieci anni da 300 ai 1060 Milioni di Euro del 2008), e soprattutto la continua evoluzione del modello di business stesso e dei sottostanti processi: “Neanche volendo Brembo potrebbe frenare l’R&d e la continua differenziazione di prodotto, dettata da sistemi frenanti dotati ad esempio di pinze, dischi, gomme con materiali sempre più innovativi”, dice Pessi. Ma ci colpiscono poi le parole di Pier Paolo Crovetti, Cio di Brembo (in foto), che dal punto di vista dell’utente ha guidato la convergenza del sistema informativo: dai tre silos del 2003, imperniati su sistema aziendale centrale, supporto alle relazioni interpersonali e informatica personale, si è passati ad un unico sistema che riunisce i tre insiemi (avviati a diventare “perfettamente permeabili” fra loro), e dotato di due viste olistiche: una “periferica” sui diversi ambienti e dispositivi, e una più interna sui diversi ruoli business delle persone. “Questo refresh del sistema informativo mette la persona al centro degli ambienti di lavoro cui è abilitata, assegnandole virtualmente le risorse che le spettano, il tutto in funzione del suo profilo business”, spiega Crovetti. D’accordo, la persona al centro è un leit-motiv caro a Microsoft. Ma primi nella lista degli obiettivi abilitati dal nuovo sistema informativo di Brembo, articolati da Crovetti sono: “Sviluppare per processo, non più per funzione” e “Facilitare la gestione del ruolo nei processi”. Aver impostato il proprio sistema informativo in modo da nascondere nel processo di business la tecnologia utilizzata, rendendola “invisibile” all’utente che gioca il suo ruolo nel processo, è concettualmente “Business Technology”.  
   
La voce del player It
A Brembo, “campione italiano dell’innovazione, che mostra come ritrovare l’effetto leva dell’It per l’innovazione (e la ripresa)” il testimonial è venuto dalla presenza dell’amministratore delegato di Microsoft Italia. “Nell’It come leva, al di là della difficile situazione economica, il sistema Italia crede troppo poco – lamenta Pietro Scott Jovane (in foto) -, se è vero che negli ultimi cinque anni i nostri investimenti It sono cresciuti solo dell’1,9% (mentre Pil e forza lavoro sono calati di -0,6% e di -0,2%, contro gli Usa che sullo stesso periodo hanno registrato: It +3,8%, Pil +1,1%, forza lavoro +1,9%)”. Jovane addita le medie imprese (fra cui Brembo) come l’unica isola oggi in controtendenza durante questo 2009 rispetto alle grandi, alle piccole, e alla Pa Centrale e Locale. “Le medie imprese, forse perchè tra le più esposte alla concorrenza globale, nel rapporto Investimenti in It/Riduzione costi (in cui sono rappresentate come Pmi innovative) si posizionano alte fra gli innovatori, mentre piccole e grandi navigano fra i risparmiatori”, asserisce Jovane. Con citazione di kennedyana memoria (“in una crisi sii consapevole del pericolo, ma riconosci l’opportunità”), Jovane sottolinea poi che l’opportunità, anche in tempi duri, Microsoft la riconosce: pur “impattata da scelte difficili, riduzioni di costi e anche di personale”, ha protetto per il 2009 un budget R&d in crescita del 20%, da 8 a 9,5 Miliardi di dollari. 
   
Il "refresh": obiettivi strategici e priorità 
Con Giovanni Stifano, direttore Microsoft Dynamics ed Enrico Bonatti, direttore gruppo Information Worker di Microsoft, il Cio di Brembo ritraccia il quinquennale progetto di refresh del suo sistema informativo, articolandolo sui due pilastri per i quali, a partire dal 2003 è stata scelta Microsoft come partner strategico: l’Erp aziendale (Dynamics Ax) e la comunicazione interpersonale nell’ambito dell’azienda estesa (evolutasi da “connected” a Unified Communication & Collaboration, Ucc).
“Obiettivi strategici per l’organizzazione It di Brembo erano allora: sostenere il business nella sua crescita dimensionale e internazionale, sostenere il brand con la centralità dell’R&d di prodotto, abilitare un’ampia diffusione aziendale del know-how sottostante all’R&d, stare sul mercato con livelli di servizi sempre più avanzati e continui (24X7)”, spiega Crovetti. 
Di fatto un vero e proprio piano di modernizzazione quinquennale del sistema informativo; si è perciò dato come priorità: ridefinire contesti e scenari; definire i sistemi “It mission critical” e i siti sostenibili (produttivi in condizioni sempre più concorrenziali); definire l’architettura (piattaforma unica o lego con mattoncini?). Infine, abilitare due transizioni: da ufficio fisico corporate-centrico a virtuale, user centrico e ubiquo; passare da processi omogenei e prigionieri di silos a processi eterogenei e reali, con workflow “eseguito” nei sistemi informativi stessi.
I tre silos (aziendale, relazionale e personale) si sono “sempre più avvicinati”, specie i primi due, che (con la svolta del Voip prima, poi con Video over Ip, chat, soluzioni Ucc, fino ai Servizi di Collaborazione) sono di fatto unificati: “Gli stessi strumenti lavorano sulla riunione dei due vecchi silos, senza che si riesca più a distinguere la tecnologia che si usa; e l’invisibilità per me è il vero obbiettivo dell’It”, dice Crovetti. Il nuovo ruolo del sistema informativo per quanto riguarda l’ambito della “Comunicazione e Collaborazione” può quindi essere così riassunto: abolite le barriere, integrare tutte le forme di comunicazione fra persone e processi; “aprire” l’architettura It per tradurre nel modello di business Brembo innovazione, prodotti, servizi originati dall’universo It esterno; seguire una roadmap che sincronizzi l’evoluzione del sistema informativo con le esigenze del business, il mercato delle tecnologie, e le spinte che provengono dal Social computing (e dai digitali nativi). 
In sostanza, “L’architettura del nuovo sistema informativo è concepita come griglia di valutazione permanente della coerenza fra gli investimenti di Brembo e dove va il mercato”, aggiunge Crovetti. 
   
Piattaforme e vista olistica business
 L’integrazione di conoscenza individuale, collaborazione e comunicazione, e servizi aziendali è il motore immobile da cui discende l’idea del sistema informativo olistico (per ruoli business e risorse rese disponibili) voluto dal Cio di Brembo. La vista all’utente business resta olistica anche se “fisicamente” si mappa su tre sistemi: Dynamics Ax, contenitore dell’Erp “tradizionale”; un “sistema di avanzamento fabbrica” (assicura allineamento, trasparenza e coerenza tra processi operativi, sia in fabbrica che negli uffici); e un Manufacturing Resource Planning (genera i fabbisogni e “alloca” in fabbrica le capacità specifiche per rispondervi).
Crovetti ci tiene, infine, a sottolineare i nuovi obiettivi cui il progetto strategico con Microsoft ha abilitato il rinnovato sistema informativo: sviluppare per processi e non più per funzioni; facilitare la gestione dei ruoli nei processi (Stifano ricorda il Microsoft Customer Model articolato in: Modello ruoli  – 61 profili Utenti definiscono lavoro svolto e dati trattabili; Modello lavoro – 33 gruppi di processi e 155 processi, come dote iniziale; tutti configurabili). E ancora: un framework applicativo potente e aperto, capace di risposte veloci e flessibili  alle esigenze business; atomicità delle funzioni disponibili, in modo che siano integrabili e “meshabili” con altre tecnologie Brembo, sicchè si possa disporre flessibilmente delle funzionalità senza percepire la tecnologia); fruibilità indifferente tra “blue e white collar”, di riflesso alla realtà operativa. 

Rapporto Investimenti in It/Riduzione costi: ad emergere sono le medie imprese, identificate come Pmi innovative
(Cliccare sull'immagine per ingrandirla)

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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