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Beta 80: 3 BU il cui denominatore comune è specializzazione + innovazione

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Attualità

Beta 80: 3 BU il cui denominatore comune è specializzazione + innovazione

Una storia italiana che, per capacità di innovazione e livello qualitativo delle soluzioni e dei servizi offerti, ha travalicato i confini nazionali. Una realtà che si contraddistingue per servizi ICT di elevato valore aggiunto e che in alcuni ambiti come l’emergency e la gestione magazzini è tra le aziende di riferimento

13 Giu 2019

di Patrizia Fabbri

“Il valore c’è se è vissuto”, è la frase di Alfredo Lovati, Amministratore Delegato di Beta 80 Group, che probabilmente meglio rappresenta le fondamenta su cui si basa l’azienda, insieme a un’altra, altrettanto efficace: “Il confronto è per noi un fattore decisivo di sviluppo”.

Beta 80, azienda di riferimento per le soluzioni dedicate alle centrali operative per le emergenze, tra le prime nella gestione dei magazzini e che offre servizi ICT ad elevato valore aggiunto, è di quelle realtà poco conosciute ai più ma alla quale, negli ambiti dove opera, viene riconosciuto l’ottimo livello di qualità nelle soluzioni e nei servizi offerti: “Dei nostri 25 clienti principali, 20 sono con noi da oltre 15 anni e gli altri 5 sono acquisizioni più recenti, ma che contiamo siano altrettanto durature. E quest’anno prevediamo di raggiungere 52 milioni di ricavi, con una crescita che negli ultimi anni si attesta sul 10% anno su anno”, afferma Lovati.

I valori non si insegnano, si vivono

Passione, intraprendenza e responsabilità sono infatti gli elementi che, negli anni ’80, accomunavano 10 laureandi del Politecnico di Milano i quali, pensando al loro futuro, immaginavano un’azienda di sviluppo software. Elementi che poi hanno costituito i principi sui quali, nel 1986, è stata creata Beta 80 “con i risparmi dei primi lavori da studenti, perché allora il concetto di startup non esisteva e tantomeno la possibilità di ottenere finanziamenti”, spiega Lovati, ricordando con un sorriso quegli anni. Principi che fanno ormai parte del DNA dell’azienda e ne rappresentano il valore perché se si uniscono passione e intraprendenza a responsabilità, il risultato è una miscela di innovazione e qualità.

Se questi sono i valori di base, il confronto rappresenta la modalità con cui si coniugano: “Siamo partiti in un momento in cui il mercato era molto ricettivo, ma dove gli operatori erano principalmente le grandi multinazionali”, dice Lovati, spiegando che per un gruppo di giovani, che avevano deciso di mettersi insieme senza un “maestro”, il confronto era fondamentale: “Lo era e lo è. Cercare sempre idee nuove è vitale e bisogna saper imparare da tutti. Mettersi in ascolto, del mercato, dei colleghi, dei fornitori, dei clienti, è importante perché è il modo in cui si cresce, ci si perfeziona”.

Il dialogo rappresenta dunque un altro di quei valori che caratterizzano Beta 80: “Quando incontro un cliente, mi interessa capire come lavora, come è organizzata la sua azienda, stabilire una relazione. Non è una relazione strettamente legata al business, ma motivata proprio dal desiderio di capire l’azienda con la quale ci stiamo relazionando. Un approccio che poi ci aiuta anche nel business e che ci caratterizza, diventando il modello culturale di Beta80: la curiosità, la capacità di ascolto, la mente aperta, ci consentono di recepire pienamente le esigenze di ogni singolo cliente e di sfidare costantemente noi stessi nel raggiungere esattamente il risultato atteso, andando anche oltre le aspettative, ogni volta che è possibile”.

foto di alfredo lovati
Alfredo Lovati, Amministratore Delegato di Beta 80 Group

La specializzazione nella qualità

Come vedremo più avanti, l’azienda è articolata in 3 Business Unit (ICT, Supply Chain & Warehouse Management, Emergency) e si rivolge, per quanto riguarda le prime due, principalmente alle aziende di grandi dimensioni e, per tutte, con situazioni complesse da gestire: “Le 3 BU hanno una propria organizzazione, ciascuna con un responsabile di riferimento, ma vi è una grande contaminazione tra le aree e quindi una condivisione della conoscenza che ci permette di trovare continui spunti per idee innovative”, spiega l’AD che ricorda come tutti gli utili siano sempre stati reinvestiti nell’azienda perché “volevamo fare una cosa che durasse nel tempo, che potesse trasformare la realtà, migliorandola oltre la nostra presenza in azienda e per fare qualcosa di durevole devi consolidare e innovare, quindi investire. In quest’ottica un passaggio importante di crescita è stato l’ingresso in azienda di manager di consolidata esperienza: questo ci ha consentito di separare la gestione dalla proprietà con impatti positivi sulla crescita del middle management e, in generale, a un maggior sviluppo delle capacità interne”.

“Quello che abbiamo compreso fin da subito è stato che, da un lato, per sostenere un certo livello di business era necessario aprire diverse sedi [il Gruppo, che conta 550 dipendenti, ha il quartier generale a Milano, 7 sedi decentrate] e, dall’altro, che, in particolare in ambito ICT, dovevamo focalizzarci su alcuni specifici ambiti – precisa Lovati – e abbiamo quindi deciso di investire su alcune tecnologie e piattaforme best of breed sulle quali oggi basiamo la nostra offerta ICT: Service Now, Microsoft Azure, AWS, BMC, Informatica, Qlik, IBM Watson”.

La crescita del capitale umano è uno dei punti di forza di Beta 80 con investimenti importanti ai quali si affianca l’attività dell’Academy rivolta a giovani laureati (e non solo in materie scientifiche) che intendono approfondire alcuni temi: “La partecipazione è completamene gratuita, i partecipanti non hanno alcun obbligo nei nostri confronti e possono accedere a moduli formativi certificati…certo, poi cerchiamo di trattenere i più capaci”.

Vediamo ora su cosa sono focalizzate le 3 BU.

ICT: dai servizi gestiti al data management

“In ambito ICT, la sfida è competere con i big in un mercato in piena evoluzione, trovando un posizionamento efficace, ma coerente con la nostra mission. Ci impegniamo – prosegue Lovati – per avere sempre un’offerta qualificata, selezionata cercando di anticipare i principali trend per portare un’eccellenza ai nostri clienti. Un mercato dove oggi i temi principali sono l’evoluzione verso ambienti cloud, la gestione dei dati e l’integrazione di ambienti eterogenei con soluzioni di diversi soggetti, che hanno alzato il livello della complessità. Per questo ci siamo concentrati su alcune aree di specializzazione, su piattaforme o tecnologie best-of-breed sulle quali essere incisivi ed eccellenti. L’innovazione di processo e tecnologica è il filo rosso per creare valore al cliente”.

Proprio per rispondere a queste esigenze di specializzazione, la BU ICT è suddivisa in 5 aree che possono essere suddivise in 2 macro gruppi:

  • il primo è quello delle operation: “Non abbiamo la stessa ampiezza di offerta dei Big, ma la nostra scelta di specializzarci su Service Now già anni fa, molto prima che Forbes la premiasse nel 2018 come l’azienda più innovativa, è un esempio della nostra capacità di leggere i trend e di fare in anticipo le scelte tecnologiche più incidenti sul business e chi consentono poi di essere pronti a rispondere alle esigenze del mercato. E questo – prosegue il CEO – ci consente di essere oggi il principale partner di riferimento delle aziende che decidono di adottare processi di ottimizzazione delle operations e della collaboration”;
  • il secondo ambito è quello del mondo applicativo dove le aziende di riferimento di Beta 80 hanno portafogli applicativi che devono convivere in ambienti diversi, dal cloud all’on premise, al multi-cloud e quindi necessitano di modernizzazione applicativa e di integrazione: “Su queste tematiche, per esempio, siamo Gold Partner di Microsoft e accompagniamo le aziende nell’application optimization, che non è non è solo un passaggio tecnologico, ma di innovazione del modo di fare le cose”, prosegue il top manager.

Quella ICT è una Business Unit dove sono molto importanti, oltre a quelle tecnologiche, forti competenze di settore: “Grazie al rapporto pluriennale con clienti come da Fastweb a Wind, BT, Vodafone e presso operatori come Open Fiber, Eolo, Metroweb, vantiamo una profonda conoscenza del settore TLC, alla quale si affianca quella in ambito Finance con clienti come IntesaSanPaolo, Banca d’Italia, SIA-SSB, Borsa Italiana, Generali. Come elevata è anche la conoscenza GDO e di cosiddetti fast mover: da Iper, Leroy Merlin, Nuova Coop ad Amadori o Giochi Preziosi”.

Supply Chain & Warehouse Management: la BU per la gestione di magazzini presidiati e automatici

Supply Chain & Warehouse Management è la più piccola in termini di fatturato, dove, dopo alcuni anni di lavoro presso realtà dalla logistica particolarmente sfidanti, Beta 80 ha sviluppato due prodotti: Stockager, per la gestione di magazzini dove sia prevista la presenza dell’operatore, e Runner, per la gestione di magazzini completamente automatizzati.

“Abbiamo raggiunto un’elevata specializzazione nella gestione di magazzini, e in particolare di quelli totalmente automatizzati che presentano caratteristiche di elevata complessità. I nostri clienti si collocano nella fascia alta del loro settore merceologico: da Fratelli Carli a Safilo, da Conbipel a realtà con esigenze molto particolari, come la francese Lesaffre, player globale nel settore lieviti e fermentazione, con tutto il tema del mantenimento della catena del freddo, oltre che della tracciatura dei lotti. Per non parlare di alcuni grandi nomi dell’ecommerce, che purtroppo non posso citare, ma dove le SLA sono particolarmente stringenti dovendo operare in un mercato molto agguerrito”, spiega il CEO di Beta 80.

“Con il tempo si è aggiunta anche una forte competenza nell’implementazione della piattaforma SAP per la logistica; in questo ambito siamo tra i primi 3-4 player italiani e forse siamo gli unici ad avere una copertura di offerta così ampia”, precisa Lovati.

Emergency: la gestione delle emergenze dal pubblico al privato

La BU Emergency and Crisis Management, per la quale Beta 80 è conosciuta su tutto il territorio nazionale, si articola su 4 settori:

  • Public Safety: in questo ambito l’azienda opera con la piattaforma proprietaria Emma per la gestione delle Centrali Operative. La soluzione, è specializzata per tutte le agenzie: Emergency Medical Services (118), Soccorso Tecnico (115 VVFF), 112: “Abbiamo 63 centrali attive in Italia ed è un ambito nel quale siamo leader assoluti, dove la qualità deve essere ai massimi livelli perché lo SLA è nella maggior parte dei casi la vita stessa delle persone”, afferma Lovati.
  • Servizi non differibili: ossia guardia medica, trasporti medici, ecc. dove “forti dell’esperienza maturata nella Public Safety, abbiamo giocato un ruolo di primo piano fin dalla nascita dei servizi stessi”.
  • Protezione Civile: “L’esperienza accumulata nei due ambiti precedenti e la riconoscibilità in termini di qualità ed efficienza che, grazie a questi, abbiamo raggiunto, ci ha portato poi ad essere il punto di riferimento anche per le emergenze sistemiche”.
  • Mercato privato: “Il lavoro degli ultimi 20 anni, i fortissimi skill accumulati nella gestione di tutte queste aree, ci consente oggi di proporre sul mercato le nostre nuove soluzioni per il mercato privato, che coniugano alcune delle problematiche del settore pubblico legate alla salvaguardia della vita umana, a esigenze specifiche legate alla security e alla business continuity. I nostri nuovi prodotti si rivolgono infatti ad alcuni specifici settori caratterizzati da alti livelli di rischio e complessità: il settore energetico, i grandi hub dei trasporti, i complessi fieristici ma anche i parchi divertimento o alcuni mega-mall”, dichiara il CEO.

Ma per mantenere la leadership non bisogna sedersi sugli allori: “Quello che ci contraddistingue è di saper unire la facilità d’uso per i casi standard con una elevata ricchezza funzionale. La piattaforma proprietaria supporta tutte le fasi del processo (Call Taking, Dispatching, Reporting, Data Analytics e Simulazione) con 98 moduli che garantiscono funzionalità, processi, integrazioni e interoperabilità.

Qualche anticipazione sulle prossime sfide? “Sperimentiamo on the edge su mercati evoluti come il Public Safety, dove tutto il processo di Digital Transformation è già completato, e dove stiamo già lavorando su quella che viene definita la Next Generation” risponde Lovati, che prosegue “Questo ci permette di lavorare in anticipo su quello che sarà lo scenario futuro di settori oggi meno maturi: 5G, AI e IoT, RPA e Big Data.

Patrizia Fabbri

Vicedirettore di ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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