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Amazon Web Services, un cloud per startup e Pmi

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Amazon Web Services, un cloud per startup e Pmi

14 Feb 2014

di Rinaldo Marcandalli

Più che nel cloud, in fondo mera razionalizzazione informatica, l’Utente Amazon crede nel business in rete con servizi “elastici” e pay per use. Ha fermenti innovativi bottom up. È una Startup o un’Impresa in metamorfosi.
Un percorso sostenibile per la Pmi italiana?

MILANO – Amazon Web Services (Aws), terza divisione Amazon, dal 2006 offre storage e server as a service garantendo in sostanza il continuo adeguamento di capacità e potenza It ai bisogni non solo del business retail originario, ma del business di ogni settore, con un triplice mantra, spiega Nicola Previati, Territory Manager per l’Italia di Amazon: on demand (acquisire se serve, rilasciare quando finito); elasticità (scalare verso l’alto o verso il basso in base ai bisogni business); pay per use (minimi costi capitale; non a caso le prime utilizzatrici sono le Startup). 

Nicola Previati, Territory Manager per l'Italia di Amazon Web Services

Previati sottolinea anche l’abbattimento dei costi di test di nuovi progetti: “Provare, fallire presto e a bassi costi e riprovare riduce il rischio e sprigiona innovazione”, ha dichiarato il top manager che evidenzia “la naturale partnership di Aws con ogni azienda che vede nell’It meno una risorsa differenziante il business e più una commodity della cui gestione liberarsi”.

Presto si è sviluppata una comunità di utenti italiani, in prima fila la padovana New Vision, specializzata in una piattaforma, 4me.it, usata da molti utenti “per tener sotto controllo ogni contenuto digitale, anche se pubblicato dall’altra parte del mondo”, coma ha spiegato Nicola Meneghello, Amministratore Delegato di New Vision, nel corso del Rule the Cloud Tour 2013 organizzato a metà dicembre da Amazon Web Services e New Vision con l’idea di condividere per moltiplicare esperienze comuni e che ha visto la presenza di testimonial come Rtl 102.5, la filiale Canon di Milano e Valentino.  

Nicola Meneghello, Amministratore Delegato di New Vision

Il data center di riferimento per i clienti italiani è quello irlandese (Amazon non ha data center in Italia), ma in realtà è sempre e solo il cliente a decidere in quale data center intende depositare i propri dati o tra quali spostarlise serve. Aws eroga i servizi attraverso 9 Regioni globali, ognuna composta di Availabilty Zone (Az), ossia location tra loro remote connesse su una rete a bassa latenza che non condividono failure point, la business continuity è garantita da un load balancing dei carichi all’interno di due Az; l’Irlanda ha tre Availabilty Zone. Il Content Delivery Network (Cdn) di Aws ha infine anche Edge Location, o punti di presenza, uno dei quali è a Milano, che consentono di ottimizzare la user experience su storage o server affittato nei data center delle varie Regioni.  

 

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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