Sponsored Story

Sorveglianza sanitaria: con la digitalizzazione maggiore efficienza ed efficacia

Digitalizzazione documentale e adozione di tecnologie cloud rappresentano il vero punto di svolta nella sorveglianza sanitaria. Ecco come cambia l’approccio alla gestione dei dati e quali sono i reali vantaggi.

Pubblicato il 15 Dic 2023

Sorveglianza sanitaria

La digitalizzazione della sorveglianza sanitaria rappresenta un importante passo avanti per garantire efficienza ed efficacia nell’organizzazione e nella gestione dei controlli sulla salute dei lavoratori. Grazie all’utilizzo di software integrati in cloud, è possibile centralizzare e aggiornare tutti i dati in un’unica banca dati, semplificando le attività e migliorando i controlli.

Per il D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche, le aziende devono sottoporre al controllo lo stato di salute dei lavoratori, per valutare l’idoneità allo svolgimento delle mansioni attribuite e prevenire le conseguenze di eventuali rischi. Il controllo avviene con un’articolata attività di sorveglianza sanitaria, che richiede un’organizzazione efficiente e una gestione documentale accurata.

Gli archivi dei dati anagrafici e delle cartelle sanitarie dei lavoratori, per esempio, devono essere conservati e aggiornati ogni nuovo evento. A questo impegno, già notevole, si aggiungono gli invii delle convocazioni del personale per visite/esami e altri adempimenti obbligatori.

Più dipendenti ci sono, più onerose e dispersive possono risultare l’organizzazione e la supervisione delle attività, anche perché spesso vengono svolte utilizzando strumenti come fogli di calcolo e posta elettronica. Diventa essenziale, allora, digitalizzare la sorveglianza sanitaria per rendere più efficiente l’intera gestione.

Lavorando con un software integrato, per esempio, i vari file registrati nei computer aziendali scompaiono perché gli archivi confluiscono in un’unica banca dati. Interfacce standard con accessi sicuri via Internet e specifici automatismi, poi, semplificano le attività amministrative, migliorando anche l’efficacia dei controlli.

Digitalizzare la sorveglianza sanitaria, in sintesi, comporta un concreto risparmio di risorse e maggiori garanzie per la salute dei lavoratori, elementi particolarmente apprezzati dai responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e da quelli della sicurezza (HSE).

Vantaggi della sorveglianza sanitaria digitalizzata

Nella sorveglianza sanitaria, l’azienda convoca i dipendenti per visite mediche ed esami, invia loro referti e giudizi di idoneità, conservandoli, talvolta, in archivi cartacei. Sono attività impegnative, a cui se ne aggiungono altre che comportano il trattamento di un’enorme mole di dati, la cui gestione può risultare frammentata e dispersiva.

Affidarsi a una piattaforma software progettata per digitalizzare i vari procedimenti amministrativi rende più semplici e strutturate tutte le attività, meglio ancora se in cloud. La digitalizzazione delle attività, infatti, automatizza gli adempimenti ripetitivi come gli inviti alle visite, la generazione dei documenti obbligatori e la gestione della cartella sanitaria con accessi controllati per tutti i portatori di interesse, rendendo i processi aziendali della sorveglianza sanitaria più agili ed efficienti.

Se è nel cloud, inoltre, in quanto “Software as a Service” (SaaS) senza necessità di installazione, c’è anche il vantaggio di poterlo utilizzare immediatamente appena stipulato il contratto.

La scelta del cloud per la nostra soluzione Medwork risponde proprio a queste esigenze” spiega Giuseppe Di Napoli, Head of digital product sales di Dilaxia.“L’uso del cloud permette di registrare in un unico contenitore tutti i dati, evitando di tenerli sparsi in archivi non interoperabili tra loro. In questo modo le attività vengono svolte direttamente dal personale amministrativo che può anche personalizzare i rapporti e i moduli senza l’apporto di un reparto IT.”.

Sorveglianza sanitaria digitalizzata: funzioni operative

Attraverso l’uso del software di gestione della sorveglianza sanitaria è possibile generare automaticamente gli inviti a visite periodiche, a esami e inviarli ai destinatari in posta elettronica e in WhatsApp, così come le notifiche dei risultati e i referti. “In questo modo l’efficienza operativa aumenta, per il minor numero di errori/disguidi derivanti dalle gestioni manuali, e il personale può essere assegnato ad attività con maggiore valore aggiunto” sottolinea Di Napoli.

Negli archivi memorizzati nel cloud, spiega il manager, vengono aggiornati anche gli eventi che possono influire sulla salute dei lavoratori (incidenti, malattie professionali, maternità), compresi quelli con disabilità.

“I medici autorizzati possono consultare via Internet, in qualsiasi momento, i dati storici dei lavoratori, i fattori di rischio legati a mansioni e a situazioni sanitarie personali, i risultati di visite/esami in tempo reale. Inoltre, possono gestire attività di prevenzione, come cambi di mansione o prescrizioni di specifici esami.” prosegue. “Anche i dipendenti possono accedere ai dati via Internet per visualizzare la propria cartella sanitaria e i documenti personali”.

Lato azienda, il software mette a disposizione rapporti e dashboard che mostrano andamenti e indicatori come il numero di infortuni in un anno, quanti giudizi di idoneità al 100% e quanti parziali con prescrizioni e limitazioni.

Continua Di Napoli: “Dai dati registrati, i responsabili della sicurezza possono ricavare informazioni per capire come intervenire per ridurre i rischi, in modo che l’azienda sia sempre più un luogo in cui è tutelata la salute di chi lavora”.

La sicurezza informatica nella sorveglianza sanitaria digitalizzata

Proteggere i dati memorizzati negli archivi ed evitare l’accesso di persone non autorizzate sono le misure minime per scongiurare le conseguenze di eventuali violazioni informatiche. Per aumentare il livello di sicurezza negli accessi, è importante utilizzare l’autenticazione multifattore (MFA). Un esempio è la digitazione dell’OTP (One Time Password) generata sul cellulare con applicazioni come Google o Microsoft Authenticator, per confermare l’identità digitale dopo l’inserimento di utente e password.

“Con riferimento alla sicurezza – precisa ancora Giuseppe Di Napoli – Medwork ha puntato sulla certificazione per i servizi cloud dell’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) allo scopo di garantire le migliori prestazioni per la sicurezza e l’affidabilità. Tra le azioni di verifica, ogni anno vengono eseguiti anche penetration test che sollecitano l’infrastruttura software per valutare la presenza di eventuali vulnerabilità. Per ridurre l’inserimento delle credenziali, poi, sono state implementate integrazioni con software Microsoft (Active Directory/LDAP) con cui l’utente autorizzato che accede a Windows, entra automaticamente anche in Medwork.”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!


Aziende


Canali

Articoli correlati

Articolo 1 di 5