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La gestione documentale elettronica targata Infocert

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La gestione documentale elettronica targata Infocert

04 Mag 2011

di Riccardo Cervelli

Con una capitalizzazione di tutto rispetto, pari a 25 milioni di euro, Infocert, spin off di Infocamere, parte all’attacco del mercato della gestione documentale elettronica, con significativi investimenti in ricerca e sviluppo e in acquisizioni di realtà complementari al proprio business. Nella foto Danilo Cattaneo, direttore generale di Infocert.

Il mercato della gestione documentale elettronica, fino a poco tempo fa è stato frenato soprattutto da un timore: la possibilità che i documenti digitali potessero essere manomessi. Con l’avvento della firma digitale basata sui requisiti imposti dal Cnipa, che “cristallizza” il documento informatico al momento della sua firma e gli conferisce valore legale, non ci sono più limiti allo sviluppo di una modalità di gestione dei flussi documentali che permetta alle aziende di ottimizzare i propri processi, aumentare la produttività dei dipendenti, e, last but not least, ridurre costi e necessità di spazio fisico. Uno scenario in cui può cominciare a esprimersi al meglio un player come InfoCert, nato nel 2007 da uno spin-off di Infocamere (la società consortile di informatica delle camere di commercio italiane) e attivo nel mercato della certificazione e della sicurezza digitale, della conservazione sostitutiva dei documenti, della posta elettronica certificata e del document management a valore legale.
InfoCert ha al suo attivo attualmente oltre 4 milioni di certificati di firma digitale, 250 milioni di documenti conservati a norma, più di 450 mila caselle Pec (posta elettronica certificata) e 4 milioni di registrazioni di protocollo all’anno. Nel 2009 la società ha ceduto a Infocamere parte dei propri prodotti (fra i quali un Erp) e ha acquisito Klever dal gruppo Bizmatica, arricchendo l’ offerta di soluzioni di gestione dell’informazione in formato elettronico. Nel 2010 ha realizzato un fatturato di oltre 24 milioni di euro, di cui circa tre riconducibili a Klever. L’obiettivo del 2011 è crescere del 12%. “La maggior parte dell’utile – dichiara Danilo Cattaneo, 42 anni, da settembre direttore generale di InfoCert, ex Oracle – sarà reinvestita”. Sia nel 2011 che nel 2012 si prevede di investire molto in ricerca e sviluppo e acquisizioni di realtà complementari per penetrazione sul territorio e per tipologie di prodotti. In quest’ottica InfoCert può trarre forza anche da una capitalizzazione di tutto rispetto, pari a circa 25 milioni di euro.
L’assunzione dell’ex manager di Oracle la dice lunga sulla volontà della proprietà di ampliare la penetrazione di InfoCert in tutti i settori economici. “In primis – spiega Cattaneo – puntiamo al finance e alla Pubblica amministrazione, in particolare al mondo della sanità”. Ma nel mirino ci sono tutte le industry, dalla grande impresa – seguita in partnership con system integrator che hanno anche oltre mille addetti – alla Pmi, rispetto alla quale si sta riorganizzando un canale di partner più piccoli, ma specializzati per distretti e mercati verticali. Spazio anche a partnership con produttori di Erp locali e con altri operatori. Recentemente è stato siglato un accordo di collaborazione commerciale con Vasco, azienda internazionale di primaria importanza nella realizzazione di soluzioni per l’autenticazione forte degli utenti e per la sicurezza delle applicazioni e delle transazioni online finalizzato allo sviluppo di soluzioni basate sulla strong authentication e sulla firma digitale. Accanto a questi canali c’è il Web, dal quale deriva attualmente circa il 25% del fatturato e attraverso il quale InfoCert offre prodotti di Pec, marcatura temporale, rinnovi di certificati di firma digitale, certificati Web server e gestione di modulistica elettronica.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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