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Bridge Consulting: la passione dei dati

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Bridge Consulting: la passione dei dati

20 Apr 2015

di Elisabetta Bevilacqua

L’azienda, sul mercato dal ’98, a breve supererà i cento dipendenti, nella quasi totalità tecnici, con un fatturato in crescita grazie a una strategia che si fonda
su tre pilastri: il rapporto di fiducia con i clienti, partnership con grandi vendor come Oracle e Ibm e sulla valorizzazione delle persone. Per creare soluzioni e servizi in area gestionale, data base, BI, Big data e molto altro

FIRENZE – “La nostra crescita, lenta ma costante, è stata realizzata principalmente attraverso il passaparola, visto che non abbiamo figure commerciali, e grazie alla capacità di creare un vero rapporto di fiducia con i clienti”, esordisce Tiziano Cambi, Direttore dell’area Business Intelligence di Bridge Consulting. “Abbiamo superato bene anche la crisi; dopo una lieve contrazione del 2% nel 2013, lo scorso anno abbiamo raggiunto un fatturato di 7 milioni di euro, il più alto da quando siamo sul mercato”, aggiunge il Presidente Pietro Pistillo. I clienti di riferimento sono principalmente grandi aziende della Gdo (soprattutto della galassia Coop), del fashion (tutti i principali marchi), del manufacturing.

Pietro Pistillo, Presidente di Bridge Consulting

Bridge Consulting offre sia soluzioni in ambito gestionale, data base, Business Intelligence, big data sia servizi di monitoraggio dei sistemi, fornendo data base administration e monitoraggio procedure, con Sla garantiti. Due esempi sono Nuovo Pignone (Gruppo GE) e gli Ipermercati e i supermercati UniCoop Firenze, dove viene garantito il funzionamento del backoffice e dei sistemi dei punti vendita. In termini architetturali Bridge Consulting ha sposato l’ambiente Soa, sviluppando, per esempio, un’applicazione per la gestione del prestito sociale UniCoop Firezne e Coop Consorzio Nord-Ovest (alcuni miliardi di euro), utilizzando Java, Oracle Database e Oracle Service Bus per l’integrazione.
In prospettiva si stanno realizzando anche sistemi di ‘suggerimento’ per aiutare il cliente al momento dell’acquisto in funzione del suo comportamento e strumenti probabilistici utili al management per fare valutazioni e disegnare scenari di comportamento.
Recentemente sono state realizzate anche applicazioni in area mobile. Per un importante brand internazionale del fashion è stata, ad esempio, sviluppata un’applicazione fruibile da Ipad mini di cui i commessi sono dotati per gestire giacenze, verificare la disponibilità in altri negozi, dare suggerimenti alternativi ai clienti.

Partnership strategiche durature
Oltre al rapporto di fiducia con i clienti, l’altro pilastro della strategia dell’azienda sono le partnership strategiche con i grandi vendor, Oracle innanzi tutto, che “è parte del nostro Dna – ricorda Cambi – Siamo partner Oracle dalla nascita, prima sui data base e poi sul middleware e sulla BI”.
Si tratta di una partnership forte che ha visto Bridge Consulting, che è Oracle Gold partner, come relatore in eventi internazionali, quali la Oracle User Conference di San Francisco con la presentazione di soluzioni di geomarketing, e la presenza con speech ai più recenti Oracle Open World e alla JavaOne Conference, sempre a San Francisco. “Essere presenti a questi eventi significa aver dimostrato di avere davvero qualcosa di interessante da dire – sottolinea Pistillo – E riuscire a riempire la sala offre non solo grande soddisfazione, ma ritorno di immagine”.
“La presenza a questi eventi internazionali facilita i contatti con product manager e sviluppatori, utili per risolvere rapidamente i problemi che si presentano presso i clienti, mentre essere parte del Customer Advisory Board ci consente di conoscere il punto di vista dei clienti e sapere in anticipo le caratteristiche dei nuovi prodotti”, dice Marco Bettini Direttore Area Nuove Tecnologie e Data Base Administration.
Bridge Consulting è anche Ibm advanced partner sulla piattaforma Cognos, mentre è in fase di definizione la partnership con Qlik.
Infine l’azienda profonde un grande impegno nei confronti delle persone, in particolare nella formazione sia del personale interno sia verso i clienti, realizzata in proprio o per conto dei partner, e nell’R&D dove investe circa il 10% del fatturato.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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