L’Autonomous Enterprise raccontata a SAP NOW! 2026 definisce un modello di impresa in cui le persone sono al centro dell’azione e della decisione, identificando obiettivi, priorità, requisiti e vincoli, mentre assistenti e agenti AI si fanno carico delle attività necessarie a realizzarli. Questa visione trasforma idealmente la tradizionale piramide organizzativa. Se l’intelligenza artificiale può assorbire una parte crescente delle attività operative ripetitive, la base della piramide tende a restringersi. Si amplia invece la fascia centrale, composta da professionisti preparati che interpretano le informazioni, esercitano il giudizio, si assumono la responsabilità delle decisioni e governano processi sempre più complessi supportati dall’AI. Nell’Autonomous Enterprise, infatti, l’AI diventa la punta di diamante di un modello in cui le persone restano al centro, mantenendo intenzionalità, capacità decisionale e controllo, affiancate da un’intelligenza che assume una parte crescente del lavoro operativo. Non a caso, la rappresentazione iconografica di Joule è un diamante.
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Autonomous Enterprise: il ruolo chiave di Altea UP
Ma come portare queste tecnologie potenziate nelle aziende, rendendole capaci di comprendere e rispettare le specificità di ogni organizzazione? La risposta chiama in causa la conoscenza dei processi aziendali, la qualità e l’integrazione dei dati e la capacità di tradurre le esigenze del business in modelli operativi coerenti. Ed è proprio questa combinazione di competenze che caratterizza l’approccio di Altea UP, Diamond Partner di SAP NOW AI Tour 2026 e SAP Gold Partner SAP.
Nella realizzazione dell’Autonomous Enterprise, infatti, SAP affida ai partner un ruolo di prima linea: portare nelle aziende un modello che combina la standardizzazione dei processi con la capacità di valorizzare ciò che rende ogni organizzazione diversa dalle altre. Altea UP interpreta questa responsabilità industriali e competenze che spaziano dalle architetture applicative alla gestione e integrazione dei dati, fino alla trasformazione organizzativa. Un patrimonio che permette di riconoscere fin dall’avvio di un progetto quali esigenze possono essere soddisfatte dalle best practice SAP e dove, invece, occorre intervenire sulle caratteristiche specifiche di ogni impresa.
«È la logica dell’approccio fit-to-industry di Altea UP: utilizzare la standardizzazione come leva per semplificare e accelerare la trasformazione, concentrando competenze e risorse sui processi che determinano il valore distintivo dell’azienda – ha spiegato Andrea Viberti, Partner e CBO di Altea UP -. La conoscenza maturata nei progetti ci consente di anticipare le complessità operative, governare le integrazioni con sistemi e informazioni esterni all’ERP e accompagnare le persone nell’evoluzione dei modelli di lavoro. Con l’Autonomous Enterprise, il ruolo di Altea UP evolve da system integrator a knowledge integrator, mettendo in relazione il patrimonio di processi codificato nelle soluzioni SAP con le informazioni e le competenze specifiche di ogni organizzazione. È questa integrazione a creare le condizioni per una nuova forma di intelligenza collettiva, in cui persone, assistenti e agenti AI collaborano, inaugurando un nuovo modo di lavorare che amplia la capacità dell’impresa di comprendere, decidere e agire».

L’evoluzione della roadmap SAP
L’evoluzione dell’offerta SAP presentata a SAP NOW! 2026 amplia le capacità tecnologiche a disposizione delle imprese. La roadmap comprende oltre 280 agenti AI, con l’obiettivo di arrivare a 400 entro la fine dell’anno e di includere, dal 1° novembre, la maggior parte delle funzionalità agentiche nelle subscription standard. Alla base dell’architettura c’è il SAP Knowledge Graph, che mette in relazione dati, applicazioni e regole di business, fornendo a Joule e agli agenti AI il contesto semantico necessario per operare nei processi aziendali. La SAP Autonomous Suite integra applicazioni, dati e capacità agentiche, mentre la SAP Business AI Platform offre gli strumenti per sviluppare, estendere e governare l’intelligenza artificiale. Con l’Industry AI, SAP porta inoltre questa evoluzione nei diversi settori industriali, incorporando conoscenza dei processi, regole di compliance e modelli di dati specializzati.
«La roadmap AI di SAP segna un passaggio fondamentale verso l’Autonomous Enterprise – ribadisce Carmelo Abissi, CEO di Altea UP -: un’evoluzione in cui l’intelligenza artificiale può esprimere pienamente il proprio valore solo se poggia su processi aziendali solidi, dati integrati e un ERP moderno. Per le imprese, la sfida non è semplicemente adottare nuovi agenti AI, ma creare le condizioni perché possano operare in modo concreto, sicuro e governato all’interno dei processi di business. In questo percorso, Altea UP mette a disposizione delle aziende una profonda conoscenza dei processi e delle dinamiche operative, maturata in anni di esperienze progettuali in diversi settori industriali. Un patrimonio di competenze che, unito allo sviluppo di acceleratori di innovazione, ci consente di rendere più rapido ed efficace il percorso di trasformazione, riducendo i tempi di implementazione e aumentando la trasparenza degli investimenti, con obiettivi e benefici più chiari e misurabili».

Autonomous Enterprise: la trasformazione dell’ERP come precondizione
Tra le innovazioni annunciate a SAP Now! 2026 riflettori puntati su Joule Work, il nuovo ambiente che collega gli strumenti di produttività individuale ai dati e ai processi gestionali, e Joule Studio 2.0, che consente di progettare agenti, applicazioni e workflow descrivendo in linguaggio naturale le esigenze di business. I Joule Spaces permettono invece di creare ambienti di lavoro personalizzati, nei quali le informazioni pertinenti vengono organizzate e aggiornate in funzione delle attività da svolgere. L’architettura è aperta anche all’integrazione con agenti di terze parti, mentre l’Agent Hub permette di censire gli agenti presenti nell’organizzazione, monitorarne l’utilizzo, misurarne i benefici e controllarne i consumi. È un’evoluzione che amplia le possibilità di automazione, ma rende altrettanto importante definire autorizzazioni, responsabilità e modalità di controllo delle operazioni eseguite dall’AI.
Questo patrimonio tecnologico costituisce il punto di partenza per i partner chiamati a portare l’Autonomous Enterprise nelle singole organizzazioni. SAP indica in RISE with SAP e GROW with SAP i percorsi per accelerare la modernizzazione dei sistemi gestionali e l’adozione del cloud. I tre progetti presentati da Altea UP a Milano si inseriscono in questa traiettoria, mostrando come la trasformazione dell’ERP e l’integrazione dei processi industriali preparino le aziende a sfruttare progressivamente le nuove capacità dell’intelligenza artificiale.
Tema Sinergie: dall’integrazione dei processi industriali alle nuove opportunità dell’Autonomous Enterprise
La capacità di Altea UP di governare la complessità dei processi industriali, integrando sistemi, competenze e modelli operativi differenti, trova una dimostrazione concreta in un progetto molto sfidante realizzato per Tema Sinergie. Un percorso nel quale il valore del partner si è espresso tanto nella progettazione del nuovo Digital Core quanto nella gestione del cambiamento e nella salvaguardia della continuità operativa. A raccontarlo a SAP NOW! 2026, nella sessione “Dal go-live alla business continuity: Tema Sinergie affronta la sfida con RISE with SAP”, sono stati Augusto Galli, Senior Manager di Altea UP, e Glauco Baroni, IT Application Coordinator di Tema Sinergie Group.

Fondata nel 1985, Tema Sinergie è un gruppo italiano che in quarant’anni si è affermato a livello internazionale nella progettazione e produzione di impianti e attrezzature ad alta specializzazione per la medicina nucleare di cui è leader globale, la radioterapia e il settore farmaceutico. Con sede principale a Faenza e una presenza anche in Spagna e negli Stati Uniti, il gruppo opera attraverso tre business unit:
- RadioPharma & Nuclear Medicine, coprendo tutta la catena del valore in logica one stop shop company (dalle linee per la produzione del radiofarmaco all’infusione dello stesso)
- Pharma & Biotech, focalizzata su impianti e soluzioni per la produzione farmaceutica focalizzandosi sulla nicchia delle Advanced Terapies relative alla medicina personalizzata
- Radiation Oncology & Medical Imaging, che comprende la distribuzione di apparecchiature e soluzioni per la radioterapia e la diagnostica per immagini.
«Negli ultimi anni Tema Sinergie ha conosciuto una crescita molto importante, accompagnata dalla progressiva diversificazione dei nostri modelli di business e dall’ampliamento dell’offerta – ha sottolineato Baroni -. Oggi dobbiamo governare realtà produttive differenti, presidiando la progettazione e realizzazione di prodotti altamente personalizzati, coprendo tutta la filiera del servizio dalla distribuzione di apparecchiature e consumabili fino all’assistenza post-vendita. Un livello di complessità operativa che il nostro precedente gestionale non era più in grado di sostenere. In quanto legacy stratificato e adattato nel tempo alle esigenze aziendali, creava blocchi operativi significativi. Per questo abbiamo deciso di cambiare, affrontando la trasformazione su due fronti: ripensare e formalizzare i processi fondamentali dell’azienda e individuare una piattaforma gestionale capace di accompagnare la nostra evoluzione».
Il progetto RISE with SAP, realizzato con Altea UP, ha portato alla costruzione di un Digital Core ERP che integra ciclo attivo e passivo, produzione, qualità, gestione delle commesse, contabilità e controllo di gestione, insieme ai processi di post-vendita. Un cambiamento che ha richiesto di ricondurre a un modello gestionale condiviso processi industriali differenti, preservando le specificità operative delle diverse aree di business.
«Siamo partiti dalle best practice SAP per verificare quali processi potessero essere adottati e dove fosse invece necessario approfondire le peculiarità di Tema Sinergie – ha illustrato Galli -. Abbiamo adottato un approccio Hybrid Agile, lavorando inizialmente a stretto contatto con il cliente per definire insieme le priorità, sviluppare le soluzioni per passaggi successivi e verificarne ogni volta il funzionamento. Questo ci ha permesso di apportare modifiche e correggere il percorso mentre il progetto avanzava. Nelle fasi finali siamo invece passati a una pianificazione più rigorosa delle attività, con una sequenza precisa di verifiche e interventi per arrivare al go-live riducendo al minimo i rischi operativi».
Più in dettaglio, l’approccio Hybrid Agile combina due logiche progettuali: quella Agile, basata su cicli brevi di sviluppo e verifica che consentono di adattare progressivamente le soluzioni, e quella Waterfall, che prevede una successione pianificata di attività e verifiche. Una combinazione particolarmente utile quando occorre conciliare la flessibilità necessaria a gestire processi industriali complessi con il rigore richiesto per l’entrata in esercizio di un nuovo ERP.
«Una delle sfide più impegnative – ha fatto notare Galli – ha riguardato l’integrazione del nuovo ERP con le applicazioni specialistiche per PLM, project management, CRM e gestione del magazzino, insieme alla revisione dei processi di produzione e post-vendita. Abbiamo affrontato anche esigenze molto specifiche, come le modifiche alle distinte tecniche durante la lavorazione e la gestione degli sfridi di piombo. Il progetto si è articolato in cinque sprint nell’ambito della metodologia SAP Activate. Abbiamo inoltre investito molto sulla preparazione delle persone, con mesi di esercitazioni su ordini e distinte tecniche reali e il coinvolgimento diretto dei key user. L’obiettivo era arrivare al go-live con processi verificati, utenti preparati e il minor rischio operativo possibile».
Il rilascio del 1° aprile 2026 ha segnato il passaggio al nuovo sistema senza interruzioni dell’operatività aziendale. Tra gli elementi qualificanti della soluzione figurano l‘architettura modulare e gli strumenti di monitoraggio realizzati attraverso SAP Business Technology Platform: dashboard e funzionalità di tracciatura consentono di seguire puntualmente gli scambi di dati tra le applicazioni, migliorando la visibilità sulle integrazioni e la capacità di individuare eventuali anomalie.
«Il passaggio al nuovo sistema è stato impegnativo, ma siamo riusciti a garantire la continuità operativa fin dal primo giorno – ha osservato Baroni -. I processi fondamentali sono entrati regolarmente in funzione e oggi stiamo lavorando agli affinamenti successivi. Il valore del progetto va oltre la sostituzione del gestionale: abbiamo rivisto il modo in cui lavoriamo, chiarito ruoli e responsabilità e acquisito strumenti che ci permettono di controllare meglio i processi e gli scambi di informazioni. Possiamo affrontare le prossime fasi di crescita contando su un sistema più integrato, flessibile, scalabile e capace di evolvere insieme all’azienda».
Il percorso prosegue con nuove estensioni della piattaforma e l’individuazione delle attività ripetitive nelle quali introdurre l’intelligenza artificiale. È qui che il progetto si collega alla visione dell’Autonomous Enterprise: la conoscenza dei processi industriali, integrata in un sistema comune e resa accessibile attraverso dati affidabili, costituisce la base per introdurre forme di automazione sempre più evolute, mantenendo alle persone il governo delle decisioni e delle attività aziendali.
AIDA Europe: dalla complessità Engineer-to-Order a un nuovo modello operativo con SAP S/4HANA Public Cloud
La capacità di coniugare le best practice SAP con le specificità dei modelli produttivi è invece al centro del progetto realizzato da Altea UP per AIDA Europe. In questo caso, il valore dell’approccio fit-to-industry emerge dalla scelta di portare una produzione Engineer-to-Order, caratterizzata da elevata personalizzazione e complessità gestionale, su SAP S/4HANA Public Cloud, accompagnando l’azienda nella revisione dei processi e nell’adozione di un nuovo modello operativo. Il percorso è stato presentato a SAP NOW! 2026 nella sessione AIDA: la complessità di un’azienda ETO che si dota di un nuovo modello operativo con SAP S/4HANA Public Cloud.

Parte di un gruppo multinazionale giapponese, AIDA Europe opera in Italia dal 2004 ed è specializzata nella realizzazione di impianti e presse industriali per lo stampaggio dei metalli. La complessità del suo modello produttivo emerge già dalle caratteristiche delle macchine: si passa da presse realizzate in serie e successivamente personalizzate, composte da circa 1.500 codici differenti, fino a impianti progettati sulle specifiche del cliente, con capacità di 3.200 tonnellate e oltre 4.500 codici da gestire.
«La nostra è una realtà industriale nella quale ogni macchina può coinvolgere migliaia di componenti, ciascuno con un proprio percorso di realizzazione – ha spiegato Domenico Guida, Production Division Manager di AIDA Europe -. Per governare questa complessità abbiamo bisogno di informazioni puntuali e integrate, dalla progettazione fino al montaggio finale. Il precedente gestionale era stato costruito sulle esigenze dell’azienda di molti anni fa e progressivamente personalizzato per adattarsi alla nostra evoluzione. Nel tempo, però, era diventato un sistema chiuso, sempre più difficile da integrare con le altre applicazioni aziendali. La scelta di SAP S/4HANA Public Cloud è nata dalla volontà di superare questi limiti, adottando una piattaforma più strutturata, capace di integrare i processi e di evolvere nel tempo attraverso aggiornamenti continui».
La decisione, maturata attraverso un percorso di selezione della soluzione, ha trovato il sostegno della casa madre giapponese, già utilizzatrice di SAP in ambiente on-premise. Per AIDA Europe, tuttavia, la scelta del Public Cloud ha comportato un cambiamento più profondo: abbandonare la logica delle personalizzazioni accumulate nel tempo e confrontare i processi aziendali con le best practice SAP, individuando le modalità con cui ricondurre le esigenze della produzione su commessa a un modello gestionale integrato.
Il progetto, realizzato con Altea UP nell’arco di otto mesi, ha portato all’adozione di SAP S/4HANA Public Cloud come piattaforma centrale per la gestione di amministrazione e controllo, acquisti, commesse, produzione, vendite, qualità e magazzino, integrando anche le applicazioni esterne. Particolarmente significativa è stata l’estensione della copertura gestionale ai processi di qualità e alla movimentazione fisica dei materiali, precedentemente non governati in modo integrato dal sistema ERP.
«La sfida era dimostrare che anche un’azienda Engineer-to-Order, con processi produttivi articolati e fortemente orientati alle specifiche del cliente, potesse adottare un ERP Public Cloud valorizzandone le funzionalità standard – ha fatto notare Marco Tortarolo, Senior Manager di Altea UP -. Abbiamo lavorato con AIDA Europe fin dalla fase di assessment, utilizzando un ambiente prototipale per verificare concretamente la corrispondenza tra le best practice SAP e i requisiti aziendali. Il confronto continuo con i responsabili dei processi e con i key user ci ha consentito di individuare le esigenze specifiche della produzione su commessa, definire le integrazioni necessarie e accompagnare l’organizzazione verso un nuovo modello operativo. Abbiamo adottato una metodologia Hybrid Agile, mantenendo una collaborazione molto stretta tra i team durante tutte le fasi progettuali. Il risultato è un sistema che integra la gestione delle commesse con gli altri processi aziendali, superando la frammentazione precedente e creando una base tecnologica capace di sostenere le evoluzioni future».
Il change management ha rappresentato un’altra componente del progetto: l’adozione del nuovo ERP ha comportato una revisione delle modalità operative consolidate e un cambiamento nella cultura organizzativa, sostenuto dal coinvolgimento della direzione aziendale e delle persone.
«All’inizio il cambiamento suscitava comprensibilmente qualche preoccupazione, perché significava abbandonare un sistema che l’azienda conosceva da molti anni e modificare abitudini operative consolidate – ha commentato Guida -. Il coinvolgimento della direzione e delle persone chiave dei diversi processi è stato determinante. Abbiamo costruito una rete di utenti preparati, capaci non soltanto di utilizzare il nuovo ERP, ma anche di aiutare i colleghi ad adottarlo. Oggi il sistema viene utilizzato in modo diffuso nell’organizzazione e stiamo già riscontrando benefici nella gestione dei magazzini fisici, nella movimentazione dei materiali e nell’integrazione delle informazioni. Soprattutto, abbiamo raggiunto il primo obiettivo che ci eravamo posti: garantire la continuità del business durante un cambiamento così importante».
Il go-live del 1° aprile 2026, coincidente con l’inizio dell’anno fiscale di AIDA Europe, è avvenuto senza interruzioni delle attività fondamentali. Il consolidamento del nuovo modello operativo è ancora in corso e l’azienda sta lavorando all’ottimizzazione di alcuni processi, mentre i benefici derivanti dalla maggiore integrazione sono destinati a manifestarsi progressivamente. Il passaggio al Public Cloud ha inoltre modificato la gestione dell’infrastruttura IT, riducendo le attività direttamente a carico dell’azienda e introducendo un modello di aggiornamento continuo della piattaforma. Un’evoluzione che permette ai responsabili dei sistemi informativi di concentrare maggiormente le proprie competenze sul miglioramento dei processi e sullo sviluppo di nuove funzionalità.
«Con SAP S/4HANA Public Cloud abbiamo risposto all’esigenza di gestire in modo integrato i processi aziendali, compresa la contabilità e il controllo delle commesse – ha concluso Loris Plebani, ICT Manager di AIDA Europe -. Il nuovo ambiente ci permette di collegare le diverse funzioni e di gestire le integrazioni con i sistemi esterni attraverso tecnologie e protocolli standard. Il cloud ci solleva inoltre da una parte delle attività infrastrutturali, mettendoci a disposizione una piattaforma che continuerà a evolvere. Possiamo quindi concentrarci sul consolidamento del modello gestionale e sui prossimi sviluppi, a partire dalla Business Intelligence e dalle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale».
AIDA Europe ha già adottato Joule Base e guarda alla Business Intelligence come a una delle successive tappe del percorso, una volta consolidata la gestione integrata dei dati. È su questa base che il progetto si collega alla visione dell’Autonomous Enterprise, avvalendosi delle competenze industriali e progettuali di Altea UP per utilizzare progressivamente dati e intelligenza artificiale a supporto delle decisioni e dell’evoluzione dei processi.
SAP Quality Awards 2026: Gruppo Sunino e Altea UP premiati per il percorso verso l’AI agentica
La 31ª edizione di SAP NOW! si è conclusa con la consegna dei SAP Quality Awards 2026, che hanno visto Gruppo Sunino, insieme ad Altea UP, aggiudicarsi il riconoscimento nella categoria Joule Agents and Joule Assistants. Un premio che mette in luce un aspetto fondamentale dell’evoluzione verso l’Autonomous Enterprise: l’autonomia dell’intelligenza artificiale dipende dalla capacità dell’impresa di rendere accessibile e utilizzabile la propria conoscenza operativa. Per interpretare una situazione, individuare le azioni necessarie e intervenire nei processi, gli agenti AI devono poter contare su dati affidabili, informazioni contestualizzate e regole di business chiaramente definite.
È in questa direzione che si sviluppa il progetto realizzato da Altea UP per Gruppo Sunino, attraverso l’integrazione di SAP S/4HANA Public Cloud e SAP Digital Manufacturing. La soluzione collega i processi gestionali alle attività produttive e acquisisce i dati provenienti dagli impianti attraverso tecnologie IoT. La connessione tra ERP e fabbrica permette di ricondurre le informazioni operative a un contesto gestionale condiviso, migliorando la visibilità sui processi produttivi e rendendo disponibili informazioni sulle quali sviluppare nuove capacità di analisi, controllo e automazione.
INSERIRE IMMAGINE “05 Premiazione SAP Quality Awards Sunino Altea UP”
Il contributo di Altea UP consiste nell’aver collegato la conoscenza dei processi industriali alle architetture applicative e ai dati generati dalla produzione, costruendo una base informativa coerente con le specificità operative dell’azienda. Gruppo Sunino ha già attivato Joule Base, avviando l’adozione dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema SAP. Il riconoscimento valorizza quindi un percorso nel quale l’integrazione tra sistemi gestionali e produttivi crea le condizioni per introdurre progressivamente assistenti e agenti AI capaci di operare sulla base di una conoscenza sempre più approfondita del contesto aziendale.
A chiudere l’evento è stata anche la sfida lanciata da Carla Masperi, amministratrice delegata di SAP Italia, all’ecosistema dei partner: raggiungere 500 implementazioni di agenti AI in SAP S/4HANA entro metà dicembre 2026, considerando anche gli scenari già presentati e le implementazioni multiple dello stesso agente. Un obiettivo che sottolinea il ruolo dei partner nel portare l’intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali, trasformando le potenzialità della tecnologia in nuove capacità operative.


































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