La connettività a supporto dell’Internet of Things è una priorità per i consigli di amministrazione del 75,6% delle imprese intervistate da Eseye nel 2026 State of IoT Adoption Report. Il dato riflette il crescente peso delle tecnologie connesse nei prodotti destinati ai clienti e nei servizi critici per il business.
L’indagine, condotta da Censuswide su 1.200 decisori aziendali in ambito IoT nel Regno Unito e negli Stati Uniti, registra programmi di crescita sia sul fronte dei dispositivi sia su quello della spesa. Il 78% degli intervistati prevede di ampliare il proprio parco di oggetti connessi nei successivi 18 mesi, e il 66,5% intende aumentare gli investimenti nei due anni successivi.
Questi programmi accrescono l’esigenza di garantire sicurezza, resilienza e controllo operativo su installazioni più estese e distribuite, dalle quali dipende una parte crescente delle attività aziendali.
Indice degli argomenti
Sicurezza e dismissione delle reti pesano sulla gestione
La frammentazione dei fornitori è uno degli ostacoli evidenziati dalla ricerca. Per il 74,5% del campione, gestire più SIM e piattaforme di connettività di operatori diversi richiede molto tempo.
A questa complessità si aggiungono i problemi di sicurezza: il 73,3% dichiara di aver subito una violazione in ambito IoT nei dodici mesi precedenti l’indagine. Anche l’evoluzione delle infrastrutture mobili incide sulla continuità dei servizi: il 74,3% si aspetta conseguenze per la propria attività dalla dismissione delle reti 2G e 3G.
L’affidabilità dei collegamenti assume quindi un peso rilevante nella sostenibilità economica dei progetti. Per il 74,6% degli intervistati, una connettività globale prossima al 100% è cruciale per il business case.

Dati affidabili per l’intelligenza artificiale e l’automazione
Il rapporto tra IoT e intelligenza artificiale emerge dalle risposte sugli effetti dei limiti di connettività. Il 29,3% delle imprese indica, tra le conseguenze negative o i rischi, l’impossibilità di utilizzare efficacemente l’AI a causa della mancanza di dati IoT affidabili.
I dispositivi connessi alimentano un numero crescente di processi automatizzati e basati sull’intelligenza artificiale. Qualità e continuità dei flussi informativi acquistano così rilevanza per le prestazioni delle applicazioni aziendali.
Guardando ai benefici potenziali, il 31,4% degli intervistati ritiene che un’adozione diffusa ed efficace dell’IoT possa migliorare le decisioni e l’automazione dei processi attraverso l’accesso a dati affidabili.
Le interruzioni hanno conseguenze anche sulla tempestività delle informazioni. Il 25,4% del campione segnala il rischio di raccogliere dati tardivi o inaccurati a causa dell’indisponibilità dei dispositivi, con effetti negativi sulle decisioni di business.
Gli effetti su conformità e fiducia dei clienti
Le limitazioni dei collegamenti coinvolgono anche la relazione con il mercato e il rispetto degli obblighi normativi. Il 25,5% delle imprese cita possibili danni alla reputazione aziendale e alla fiducia dei clienti tra le conseguenze negative o i rischi associati a una connettività inadeguata. Il 29,33% indica il mancato rispetto dei requisiti di conformità.
Nel quadro descritto da Eseye, questi elementi contribuiscono a portare il tema all’attenzione dei vertici: la disponibilità dei dispositivi e dei dati incide su responsabilità che attraversano più funzioni aziendali.
SGP.32 accresce la domanda di orchestrazione
La gestione su larga scala porta in primo piano anche SGP.32, la specifica che offre alle imprese maggiore flessibilità sui profili eSIM e sulla scelta delle reti. Il 75,4% degli intervistati considera però complesso e oneroso, in termini di risorse, gestire autonomamente la connettività basata su questa specifica.
Il 78,1% valuta positivamente un servizio gestito di orchestrazione delle reti SGP.32, capace di occuparsi delle operazioni continuative per conto dell’impresa, nella scelta del partner per la connettività IoT. È la capacità dei fornitori che ottiene il consenso più elevato tra quelle esaminate nell’indagine. Il 77,8% apprezza inoltre la disponibilità di servizi IoT end-to-end presso un unico interlocutore.
Paul Marshall, cofondatore e Chief Customer Officer di Eseye, collega questa domanda all’aumento della complessità tra reti, mercati e tecnologie. Nel comunicato osserva: «La ricerca mostra che le imprese vogliono controllo strategico e visibilità senza dover gestire direttamente ogni profilo, rete e decisione sulla connettività. Per questo l’orchestrazione sta diventando una capacità così importante nella prossima fase di adozione dell’IoT».
Secondo David Langton, Chief Marketing Officer dell’azienda, la crescita dei dispositivi richiede alle organizzazioni di mantenere affidabilità su larga scala e di trasformare i dati raccolti in risultati per il business. Connettività, resilienza e orchestrazione acquistano per questo maggiore spazio nell’agenda dei consigli di amministrazione.
Il divario tra continuità richiesta e prestazioni effettive
La versione integrale dello studio evidenzia una distanza tra le esigenze delle imprese e le prestazioni dichiarate: oltre metà del campione registra una disponibilità media della connettività pari o inferiore al 90%, e soltanto l’1,2% supera il 98%. L’affidabilità dipende anche dai dispositivi: il 76,3% degli intervistati attribuisce i fallimenti dei progetti IoT a problemi a questo livello. Il rapporto raccomanda quindi di affrontare già in fase di progettazione aspetti come firmware del modem, gestione dell’alimentazione, comportamento della rete e condizioni ambientali di utilizzo. Diagnostica remota, aggiornamento del firmware e meccanismi di ripristino completano le indicazioni per ridurre gli interventi sul campo durante il ciclo di vita degli apparati.
La manifattura guida le intenzioni di crescita
L’approfondimento settoriale individua nella manifattura la quota più elevata di imprese che prevedono di ampliare il parco di dispositivi entro 18 mesi: l’85,1%. Il 70,6% programma inoltre un aumento della spesa IoT nei due anni successivi. La maggior parte dei produttori intervistati gestisce tra 1.000 e 5.000 dispositivi, ma la fascia di disponibilità media dei collegamenti più frequente resta compresa tra l’81% e il 90%. Il rapporto collega la rilevanza dell’affidabilità ai possibili effetti delle interruzioni sui dati di produzione, sulla manutenzione da remoto, sul monitoraggio degli asset e sui flussi automatizzati. Nel settore emerge anche una forte domanda di elaborazione locale dei dati, o edge computing, e di accesso wireless fisso, indicato con la sigla FWA, Fixed Wireless Access.
Sanità, investimenti divisi tra crescita e riduzione
La sanità e i dispositivi medici figurano tra gli ambiti con l’adozione IoT più matura: quasi metà delle organizzazioni intervistate gestisce tra 5.000 e 10.000 apparati. Le prospettive di spesa risultano però eterogenee: il 49,6% prevede di aumentare gli investimenti e il 40,4% di ridurli, rendendo questo settore il più diviso del campione sulle decisioni di budget. La disponibilità media dei collegamenti si concentra nella fascia tra il 91% e il 95%; nessuna delle realtà sanitarie intervistate dichiara valori superiori al 98%. Il rapporto individua nella connettività affidabile su più aree geografiche la principale difficoltà operativa e richiama il peso della pianificazione del ciclo di vita per dispositivi che possono restare in servizio per anni e supportare applicazioni critiche.
Logistica, tracciamento e servizi connessi orientano i progetti
Nella supply chain e nella logistica, il 70,8% delle imprese intervistate programma un aumento della spesa IoT nei due anni successivi e oltre tre quarti prevedono di ampliare il parco di dispositivi entro 18 mesi. Il beneficio più frequentemente indicato riguarda la diversificazione dell’offerta attraverso prodotti intelligenti: il rapporto lo collega alla possibilità di integrare tracciamento, monitoraggio delle condizioni e servizi connessi negli asset e nelle spedizioni. L’accesso al supporto tecnico specializzato rappresenta la difficoltà più citata. Una maggioranza di misura preferisce inoltre una gestione semplificata della connettività, anche a fronte di un minore controllo diretto: una scelta che lo studio mette in relazione con la complessità del coordinamento tra dispositivi, rotte, vettori, magazzini e giurisdizioni.
Il perimetro della ricerca
L’indagine Censuswide riguarda aziende con almeno 500 dipendenti, con un campione suddiviso in parti uguali tra Regno Unito e Stati Uniti. La raccolta dei dati si svolge tra il 9 e il 15 giugno 2026. Il comunicato di presentazione dei risultati è datato 24 settembre 2026.




























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