Microsoft Inspire: tra Power Platform, Teams per le famiglie e Tik Tok

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Microsoft Inspire: tra Power Platform, Teams per le famiglie e Tik Tok

L’evento Microsoft Inspire di quest’anno si è svolto a porte chiuse, ma la casa di Redmond ha saputo proporre uno stimolante portfolio di eventi in collegamento remoto su Teams, culminati con l’intervento di Satya Nadella, che ha dimostrato come la digitalizzazione sia la risposta vincente alla pandemia sanitaria del Covid-19.

07 Set 2020

di Pablo Cerini

Una delle date più attese del luglio appena trascorso è stata, come ogni anno, quella dell’evento Microsoft Inspire, svoltosi per la prima volta, causa emergenza sanitaria, a porte chiuse e in collegamento remoto. Contrariamente a quanto le premesse potevano fare temere, la mancanza degli sfarzi di Las Vegas non ha abbattuto la casa di Redmond, anzi, Microsoft si è presentata ai suoi partner carica di novità e molto propositiva. Il culmine dell’energia si è sprigionata nel keynote speech di Satya Nadella, che ha delineato le linee guida della vision aziendale per il prossimo anno, focalizzandosi su scenari resilienti e opportunità strategiche.

Potere alle aziende…

Innanzitutto, per quanto riguarda l’offerta di business automation, Nadella ha premuto l’acceleratore sulla piattaforma Power Platform, sottolineandone la centralità nei piani di integrazione del mondo Microsoft365 e Dynamics. Power Platform si propone come il tool per aumentare la produttività aziendale per mezzo dello sviluppo assistito, con l’obiettivo di offrire anche a personale privo di avanzate competenze informatiche la possibilità di sviluppare soluzioni software di qualità professionale.

Le potenzialità sono enormi, considerando che questo ambiente si trova già nativamente integrato con tutte le applicazioni di Office365, e permette di eseguire diversi task per semplificare la produttività quotidiana: dai più semplici, come ad esempio ricevere una notifica sul proprio Outlook una volta che un collega ha modificato un foglio Excel, ad automatismi elaborati che coinvolgono software esterni, come ad esempio acquisire un codice a barre con lo smartphone e comunicarlo al proprio gestionale ERP.

Nella visione di Microsoft lo sviluppo assistito ha una valenza disruptive che non ha nulla da invidiare a tecnologie create per i developer professionisti: anzi, proprio per la sua capacità di rendere indipendente una sempre maggior percentuale di utenti nella gestione del proprio workplace, lo sviluppo assistito incarna quello che è da sempre uno dei valori fondamentali per Microsoft: la democratizzazione dell’informatica.

foto Satya Nadella
Satya Nadella, CEO di Microsoft

…e Teams per le famiglie

Alla leadership nel mondo delle applicazioni di ufficio, potrebbe seguire un ulteriore consolidamento nel segmento home, scenario in cui potrebbero giocare a favore di Microsoft anche le recenti controversie riguardanti il famoso network social Tik Tok. Il gigante di Redmond potrebbe venire coinvolto nella sua gestione, con una opportunità in più di offrire valore aggiunto e integrazioni con le piattaforme di comunicazione e i social di cui già detiene il controllo.

Per Microsoft, sarebbe importante aumentare la propria sfera di influenza nel comparto mobile: grazie agli smartphone, sistemi operativi concorrenti hanno conquistato ampie fette dell’utenza casalinga, e su questi device le applicazioni Microsoft soffrono di una agguerrita concorrenza, tanto che le versioni base dei programmi Office vengono concesse in licenza free. Per riconquistare terreno, Microsoft punta sul suo cavallo di battaglia, che potrebbe diventare per il segmento dei software di comunicazione quello che Windows è stato per i sistemi operativi: una delle app più installate dell’anno, ossia Teams.

Dopo aver permesso alle aziende di continuare a essere produttive nei mesi di lockdown, ora Teams si ripresenta con un nuovo taglio per l’utenza familiare, mettendo a disposizione l’elevata tecnologia e resilienza della piattaforma per applicazioni che spaziano dalla didattica alla pianificazione domestica.

Se negli anni Novanta il mantra di casa Redmond era “We set the standard” (riferendosi al fatto che Windows, soppiantando gli altri sistemi operativi, sarebbe diventato la piattaforma su cui tutti i software avrebbero trovato un terreno di integrazione comune), adesso il motto sembra essere diventato “Teams is the new Windows”. “Team” è la parola chiave attorno a cui ruota l’ecosistema Microsoft (ma, in realtà, non solo: si pensi a Cisco con il suo software di videoconferenza o alle quote di mercato conquistate da Zoom), per permettere a persone distanti tra loro di lavorare in modo produttivo, annullando la distanza che li separa. Teams è lo smartworking nella sua reale espressione: non un surrogato del lavoro vero, ma un nuovo modo di collaborare e comunicare su cui anche alle famiglie che potranno sperimentare tutte le potenzialità offerte rispetto ai tradizionali software di comunicazione. La rivoluzione come applicativo per il segmento home, infatti, sta nel fatto che Teams non è solo una chat, ma mette a disposizione una selezione di app di valore integrate nell’ambiente e infinite possibilità di espansione.

Tech intensity: la formula per uscire dal Covid

La formula di Nadella per superare positivamente il ristagno seguito alla pandemia si può quindi riassumere in due termini chiave: “Tech intensity”. Significa che le aziende e le realtà sociali più premiate saranno quelle che avranno saputo innalzare il livello di digitalizzazione dei propri processi, sia con tool prettamente pensati per la realtà aziendale (Power Automate) sia con le soluzioni che Microsoft è riuscita a scalare anche al segmento dell’utenza non professionale (Teams for family).

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Pablo Cerini

Giornalista

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