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Sophos: massima protezione minore Tco

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Sophos: massima protezione minore Tco

Il vendor internazionale di Ict security punta
su una sicurezza integrata, gestibile da un’unica console e in grado di supportare i nuovi modelli Ict quali il cloud e il Bring Your Own Device. Nel mirino anche le esigenze di razionalizzazione dei fornitori e di risparmio di utenti e partner.

05 Dic 2012

di Riccardo Cervelli

Disporre di una sicurezza a 360 gradi al minore Total cost of ownership possibile. È questo l’obiettivo delle imprese secondo Sophos, una delle storiche multinazionali dell’Ict security. Un obiettivo che rischierebbe di sfuggire considerata l’esplosione dei punti potenziali di vulnerabilità di un ambiente Ict moderno, che non si limita più ai pc utilizzati all’interno delle imprese e ai data center situati tra le mura aziendali, ma comprende sempre di più dispositivi eterogenei, mobili, spesso personali e consumer (si veda il fenomeno Bring your our device o Byod), che chiedono di poter accedere alle infrastrutture It di un’organizzazione da località remote a qualsiasi ora del giorno e della notte. “L’esigenza di interagire con l’azienda da qualsiasi luogo – chiosa Marco D’Elia, country manager di Sophos in Italia – è una novità che comporta uno sforzo in più nella gestione della sicurezza”.

Marco D'Elia, country manager di Sophos Italia

“Complete security”, che è anche lo slogan scelto dal vendor per la proprio filosofia, e supporto alla mobilità, sono le due aree su cui Sophos si è più focalizzata negli ultimi tempi, anche attraverso acquisizioni mirate: quella di Dialogs, un’azienda tedesca specializzata in soluzioni di mobile device management, e quella di Astaro, realtà svizzera operante nel segmento dei dispositivi Utm (Unified threat management) e dei gateway per la sicurezza. È grazie all’integrazione delle tecnologie di questi due produttori che Sophos ha potuto rilasciare due importanti novità nella propria offerta, quali Sophos Mobile Control as a Service e Utm5. Entrambi “strizzano l’occhio” al mondo delle Pmi. Sophos Mobile Control as a Service, infatti, è una soluzione che consente alle imprese di implementare nel giro di pochi minuti una soluzione di Mobile Device Management che include tutte le funzionalità richieste a un Mdm, anche nell’era Byod. Utm5, invece, si propone come un unico hardware o box virtuale che integra sia la sicurezza gateway sia quella degli endpoint, facendo leva sul cloud. Accanto a queste, vale la pena di citare altre due novità: Encryption for Cloud storage e Mobile Security. La prima si inserisce nell’impegno di Sophos verso il cloud, cifrando automaticamente e invisibilmente i file caricati su servizi come Dropbox, SkyDrive e Egnyte. Mobile Security è invece un’app gratuita per la sicurezza dei dispositivi Android. Protegge dal malware e dalle conseguenze di smarrimenti e furti dei device.

“Sophos – spiega D’Elia – offre un range completo di soluzioni gestibile da un’unica console. Questa strategia risponde anche all’esigenza delle aziende di razionalizzare il numero di fornitori e, soprattutto, ridurre il Tco delle soluzioni”. Un beneficio analogo lo ottiene anche il canale di vendita indiretta. “In passato – spiega Fabio Buccigrossi, channel director di Sophos Italia – i partner sceglievano le tecnologie che preferivano in ciascuna area della sicurezza. Oggi tendono ad acquisire soluzioni leader da un unico fornitore e gestibili da un’unica console. Così risparmiano anche nella formazione e nella certificazione. E questi risparmi si riflettono anche sugli utenti finali”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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