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Tecnologia Apstra per la produzione TV di Bloomberg

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Attualità

Tecnologia Apstra per la produzione TV di Bloomberg

Un’innovativa tecnologia che combina machine learning e analisi predittive permette di automatizzare in tempo reale la complessa infrastruttura per il broadcasting delle news e delle informazioni finanziarie Bloomberg in Europa

14 Gen 2019

di Giampiero Carli Ballola

LONDRA – Lo scorso 8 gennaio Apstra, software house californiana che ha sviluppato un’innovativa tecnologia per l’automazione dei data center, ha organizzato un incontro ristretto con una quindicina di giornalisti e blogger europei nella capitale inglese per annunciare l’ingresso di Bloomberg tra i suoi clienti. Per chi non la conoscesse, Bloomberg (www.bloomberg.com), con un fatturato 2018 stimato a 10 miliardi di dollari, presenza in 12 paesi con 176 sedi e 19 mila dipendenti diretti, è la più grande società a livello globale per la raccolta, elaborazione e distribuzione di dati, informazioni, notizie ed analisi di carattere tecnologico ed economico-finanziario prevalentemente orientate al mondo dell’industria e dell’Hi-Tech. L’anno scorso Bloomberg ha aperto a Londra, nel cuore della City, la nuova sede del quartier generale europeo, un complesso di edifici dall’ardito stile architettonico che ospita, oltre agli uffici direzionali, le strutture necessarie alla produzione e trasmissione dei contenuti audio e video. Si tratta di uno studio centrale che coordina l’attività di due studi di registrazione, tre di trasmissione e uno fotografico; più quella delle relative sale di controllo e degli apparati per il broadcasting quotidiano di otto ore di programmi televisivi e quattro di radio, quasi tutti dal vivo.

la sede Bloomberg di Londra
Vista interna della sede Bloomberg di Londra

L’infrastruttura di rete del centro Bloomberg, basata su IP, comprende più di 90 nodi di un tessuto di oltre 400 connessioni Ethernet 40Gb; oltre 2 mila endpoint attivi connessi via combinazioni di Ethernet 10, 40 e 100Gb; più di 4 mila port (gli indirizzi che identificano gli utenti, umani e non, della rete) e, per finire, 14 Petabyte di sistemi storage video. Si tratta, se solo pensiamo ai nodi di rete come server, quali in effetti sono, di un’infrastruttura simile a quella di un data center i cui carichi di lavoro debbano quasi tutti essere gestiti in tempo reale. Per questo Bloomberg ha pensato che fosse necessario automatizzare per quanto possibile le operazioni e che Apstra fosse il fornitore in grado di affrontare tale compito.

Imparare e prevedere

Fondata nel 2014 a Menlo Park (CA) Apstra ha infatti introdotto nel 2016 una piattaforma software definita di Intent Based Data Center Automation (IBDCA) dalla tecnologia basata su concetti innovativi nell’automazione delle operazioni e che le è valso i riconoscimenti di Gartner come “cool vendor 2017“ e di Idc come “Innovator 2018”.

In estrema sintesi, si tratta di un sistema che sfrutta e combina due delle maggiori aree di sviluppo dell’AI, e cioè il machine learning e le predictive analytics, per organizzare le operazioni di un data center anticipando a monte dei processi le richieste dei carichi di lavoro e a valle la disponibilità delle risorse.

foto di mansour karam
Mansour Karam, Ceo e fondatore di Apstra

L’idea non è esclusiva Apstra, ma ciò che la sua tecnologia ha in più è l’essere basata sul costante controllo per via telemetrica della rete, che Mansour Karam, Ceo e fondatore di Apstra presente all’incontro, definisce “il sistema nervoso dei data center”, e su agenti software, detti “sonde”, che agiscono secondo regole predefinite estraendo dai dati telemetrici rilevati informazioni che permettono di anticipare lo stato dei sistemi. Questo approccio si è esteso dal networking alle operazioni e alla sicurezza. “Ne consegue – ha detto ancora Karam citando però una dichiarazione di Tony Lott, a capo dei progetti per l’infrastuttura IT di Bloomberg – la capacità di avere una visione unificata dell’intera rete del centro di produzione in modo indipendente dai dispositivi e dalle loro specificità”.

Come altre soluzioni di automazione delle operazioni basate su analisi predittive, l’IBDCA Apstra offre il miglioramento dell’availability, delle prestazioni e soprattutto della flessibilità operativa del data center in concomitanza con una riduzione di quasi la metà (-89%) delle spese operative. Ma in più offre, come implicitamente detto da Lott, il grande vantaggio di essere ‘vendor agnostic’. “I clienti – ha ribadito Karam – vogliono evitare di essere legati a un fornitore in conseguenza di una loro scelta, quale essa sia. Se giusta e specialmente se sbagliata”.

Giampiero Carli Ballola

Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

Tecnologia Apstra per la produzione TV di Bloomberg

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