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Pure Storage aiuta le aziende a gestire meglio i dati moderni

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Attualità

Pure Storage aiuta le aziende a gestire meglio i dati moderni

I workload esistenti ed emergenti fanno sempre più leva su dati non strutturati. Il vendor offre una piattaforma di Unified Fast File Object storage (UFFO) che, nel data center, unifica l’accesso ai dati e ai data service offrendo elevate prestazioni multidimensionali, semplicità e un ‘abbonamento’ all’innovazione continua

22 Ott 2020

di Riccardo Cervelli

È un momento cruciale per lo storage a file e a oggetti in ambito enterprise. Affrontiamo questo tema con Amy Fowler, VP, FlashBlade Strategy and Solutions di Pure Storage.

“L’adozione del cloud pubblico e il più ampio passaggio verso i framework DevOps e Agile – spiega Fowler – hanno rivoluzionato il modo in cui le organizzazioni cercano di costruire, implementare e progettare applicazioni che offrano loro un vantaggio competitivo. In futuro, pressoché tutte le applicazioni moderne saranno progettate e costruite per sfruttare i data service di file e oggetti”.

Per soddisfare le esigenze dello storage a oggetti su larga scala, in passato molte aziende hanno sottoscritto offerte di object storage in cloud. Uno dei motivi è stata la difficoltà a gestire questo tipo di dati con le infrastrutture storage on-premises. “Le esigenze delle moderne applicazioni e dei dati moderni differiscono dai dati tradizionali, e come tali le organizzazioni che cercano di sfruttare i sistemi legacy non riusciranno ad accelerare la propria trasformazione digitale”.

UFFO: unificazione e gestione rapida di file e oggetti

Per aiutare i clienti a risolvere questo problema, Pure Storage propone una soluzione di Unified Fast File and Object (UFFO). “Con FlashBlade – racconta la VP, FlashBlade Strategy and Solutions di Pure Storage – abbiamo sviluppato una piattaforma storage simile al cloud che garantisce la stessa semplicità, le stesse prestazioni e lo stesso consolidamento che i clienti si aspettano nel cloud pubblico, ma nel proprio data center. Sebbene non sia l’unica soluzione UFFO disponibile, la nostra è oggi leader sul mercato”.

Amy Flower Pure Storage
Amy Fowler, VP, FlashBlade Strategy and Solutions di Pure Storage

È sufficiente il Fast File o Fast Object storage da solo a soddisfare le esigenze delle applicazioni e dei dati moderni? “No”, risponde Fowler. “Le applicazioni moderne sono architettate nel core con concetti cloud-native. L’obiettivo finale di UFFO è quello di unificare su un’unica piattaforma l’accesso ai dati e ai data service per i workload esistenti ed emergenti, consolidando al tempo stesso i workload e offrendo prestazioni multidimensionali in modo semplificato, riducendo complessità e attriti. Il Fast File è ormai da tempo comune, ma il Fast Object è un segmento di mercato in crescita che risponde anche alle esigenze delle aziende che cercano di sfruttare l’object storage per i workload primari e tier 1 che nascono nel cloud, ma che vengono riportati al data center dei clienti per molteplici motivi, quali la sicurezza, il controllo, la sovranità dei dati e le performance”.

Un modello che garantisce innovazione continua

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In che cosa si distingue l’Unified Fast File and Object di Pure Storage da quello dei competitor? “Sempre di più – risponde Amy Fowler – la vera differenziazione delle diverse proposte si baserà sulle peculiarità a livello di architettura e sull’approccio alla fornitura di UFFO ai clienti. Questo è il punto che rende FlashBlade unica e posizionata per continuare a essere leader di mercato. Una piattaforma UFFO rimane moderna nel tempo combinando il meglio dello storage tradizionale on-prem con un ‘abbonamento’ all’innovazione continua. L’ascesa dell’esperienza cloud-like significa che una piattaforma di Unified Fast File and Object deve fornire scelte di consumo flessibili e garanzie di soddisfazione. Mentre l’infrastruttura legacy comporta aggiornamenti destabilizzanti, impone un licensing “à-la-carte” per le singole funzionalità aziendali e perpetua la complessità della gestione e delle operazioni. Questi compromessi non possono coesistere in un mondo con volumi di dati moderni in rapida crescita e una maggiore necessità di UFFO. Con l’esclusivo modello di business Pure Evergreen, le organizzazioni possono garantire che FlashBlade resti sempre all’avanguardia, con continui aggiornamenti software e hardware eseguiti senza interruzioni, fornendo una vera e propria garanzia sull’investimento”.

Una tecnologia per molti casi d’uso

Quali tipologie di aziende ritenete più interessato all’UFFO? “I clienti – sostiene si stanno rendendo conto di avere più di un caso d’uso che la tecnologia UFFO può indirizzare. Il fast file può affrontare le opportunità di rapid restore a seconda dell’architettura sottostante del software di protezione dei dati. Splunk Smartstore (una funzionalità di indexing) è stato riprogettato per sfruttare un Fast Object storage, e vediamo sempre più spesso i principi di progettazione di applicazioni cloud-native che sfruttano sia il Fast file che il Fast Object. Avere entrambi sulla stessa piattaforma consente protezione degli investimenti, consolidamento e semplicità a fronte di un aumento di dati non strutturati”.

Sviluppi e go-to-market congiunti con molti partner

Qual è la strategia di go-to-market di Pure Storage nell’UFFO?

“Pure ha specialisti in File & Object che coprono tutti i principali mercati. Abbiamo Architect operativi sulla nostra roadmap di soluzioni di analytics, technical compute e rapid restore per ampliare il nostro portfolio e soddisfare le principali esigenze dei clienti. Facciamo inoltre leva su importanti partnership per costruire soluzioni congiunte e piani go-to-market su casi d’uso chiave e verticali, tra cui Cisco, Nvidia, Splunk, Vertica, Elastic, Veritas, Commvault, Cohesity, Veeam e molti altri. Pure è un’azienda che si basa al 100% sul canale con focus sui principali partner nazionali e global system integrator”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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