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Extreme Networks mette l’AI al servizio della sicurezza e dell’autonomia delle reti

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Extreme Networks mette l’AI al servizio della sicurezza e dell’autonomia delle reti

Nuove soluzioni promettono di rendere le reti più autonome e intelligenti sia sul fronte della gestione sia su quello degli attacchi informatici oltre che di sfruttare al meglio Wi-Fi e IoT. Intervista a Vincenzo Lalli, country manager di Extreme Networks

03 Giu 2019

di Piero Todorovich

Con il nome di ExtremeAI è stato annunciato da Extreme Networks l’arrivo di una nuova classe di soluzioni a supporto delle reti, basata sulla tecnologia del machine learning (ML). Le nuove soluzioni hanno la capacità di analizzare e classificare i comportamenti degli endpoint e delle applicazioni che scambiano dati in rete, identificando le situazioni inattese e prendendo in autonomia i provvedimenti di rimedio, come per esempio l’isolamento di un dispositivo attaccato da virus.

“Gli scopi sono due – spiega Vincenzo Lalli, country manager di Extreme Networks -, da una parte rendere l’infrastruttura di rete più sicura, dall’altra renderla self healing”. L’intelligenza è oggi una parte essenziale della rete: “L’obiettivo che vogliamo raggiungere è quello dell’autonomous network – continua Lalli – cambiando anche le modalità con cui si interagisce con la rete: passando dalle console tradizionali a sistemi evoluti con cui è possibile dialogare in modi molto vicini al linguaggio naturale”.

Il software defined networking (SDN) è finalmente realizzato? “SDN è un concetto di grande interesse, ha promesso di cambiare il mondo, ma non c’è ancora riuscito per il fatto che è mancato lo sviluppo dello strato applicativo – spiega Lalli -. Il nostro approccio a SDN non è da puristi, ma funziona ed è calato nel contesto pragmatico dell’autonomous network”.

Extreme Networks ha rilasciato nelle scorse settimane Defender for IoT, “un sistema nato nell’ambito sanitario per proteggere gli apparati elettromedicali, oggi esteso a qualsiasi ambiente in cui siano impiegati in rete oggetti intelligenti come telecamere di videosorveglianza, sensori e altro che possa essere obiettivo di attacco – spiega Lalli -. Abbiamo mostrato la soluzione in occasione di un recente evento dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) riscontrando un grande interesse nel settore della sanità”.

Defender for IoT risponde all’esigenza di mettere in sicurezza reti a cavo e wi-fi esistenti, “serve per mettere in sicurezza senza dover rivedere l’infrastruttura esistente – continua Lalli -. Una soluzione adatta alle infrastrutture pubbliche esistenti, oltre che nell’ambito della sanità, in quelli dell’università e del retail”.

Foto di vincenzo lalli
Vincenzo Lalli, country manager di Extreme Networks

Extreme Networks può vantare molta esperienza nelle soluzioni per ambiti come la grande distribuzione, l’hospitality e gli impianti sportivi. “Dal supporto della gestione logistica con etichette elettroniche allo streaming video via Wi-Fi per i tifosi in uno stadio”, continua Lalli. Soluzioni professionali basate sul protocollo audio video bridging (AVB) equipaggiano oggi le regie mobili 4K dei principali operatori tv italiani. La società ha inoltre competenza nelle applicazioni analitiche basate su Wi-Fi che registrano e analizzano i MAC address per fare statistiche sul movimento delle persone in aree commerciali, ambiti aeroportuali e stazioni.

Da 13 anni in Extreme Networks, da metà febbraio nel ruolo di country manager per l’Italia, Lalli sta accompagnando l’evoluzione interna e della rete commerciale dalla vendita d’infrastrutture a quella di soluzioni basate su software e intelligenza analitica. “Una trasformazione digitale del business che riguarda noi al pari dei nostri clienti e che stiamo affrontando con un programma interno di education che coinvolge vendita, prevendita e il resto della struttura aziendale italiana”.

Il core business della società si sta sempre più spostando verso le soluzioni d’impresa, “ambito in cui Gartner ci classifica tra i leader per capacità, al terzo posto dopo Cisco e HP [Critical Capability for Wired and Wireless Lan Access Infrastructure Report 6/2018, ndr]”.

Piero Todorovich

Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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