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Soluzioni e servizi per una nuova Fujitsu

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Soluzioni e servizi per una nuova Fujitsu

21 Lug 2014

di Giampiero Carli Ballola

Riorganizzatasi in una Corporation che opera nel mondo con strutture, strategie e modelli di business comuni a tutte le sue aree di attività, la società investe sui servizi cloud di infrastruttura e di piattaforma erogati dai propri data center. Senza dimenticare però la sua natura tecnologica, ribadita dal lancio di una linea di sistemi altamente integrati e ‘pronti all’uso’.

LONDRA – Alla periferia di una placida cittadina a nord di Londra il cui nome, per motivi di sicurezza, ci è stato chiesto di non rivelare, sorge il maggiore dei 7 data center che Fujitsu ha nel Regno Unito. Il primo in Europa ad aver ottenuto nel 2008 la certificazione di terzo livello dell’Uptime Institute [totale ridondanza dei sistemi di elaborazione, storage, networking, alimentazione e raffreddamento; downtime garantito inferiore a 96 min/anno; disponibilità di servizio superiore al 99,982% – ndr] e l’unico, sempre in Europa, ad aver ricevuto nel 2011 la “Gold Operational Sustainability”, grazie all’elevata efficienza (Pue di 1,4) e al ricorso parziale a energia rinnovabile (generatore eolico).

Duncan Tait, già Ceo di Fujitsu UK e da aprile posto a capo, con funzioni di Ceo, dell’area Emeia (Europa, Medio Oriente, India e Africa)

In questo ambiente superprotetto si è tenuto ai primi di luglio “Fujitsu Strategy Insight”, un evento nel quale, per quanto siano stati fatti annunci importanti, come la nuova linea dei sistemi integrati (vedi box in basso), Duncan Tait, già Ceo di Fujitsu UK e da aprile posto a capo, con funzioni di Ceo, dell’area Emeia (Europa, Medio Oriente, India e Africa) ha tracciato il quadro di una società che, riorganizzata nella struttura e nel modello di business, offre al mercato un mix di servizi e tecnologia di alto livello con lo scopo di aiutare le imprese utenti a evolvere verso il modello di impresa digitale.

Avviata circa un anno fa, la riorganizzazione della Corporation ha abbandonato il modello delle società semi-autonome per adottare una struttura a matrice che incrocia cinque aree geografiche ad altrettante linee di business (Global Delivery, Integration Services, Service Platform, Global Marketing, Global Corporate). Queste ultime non sono business unit, nel senso che non sono responsabili di fatturato e profitti delle rispettive aree di competenza, ma vanno viste come linee di attività che, distinte nelle operazioni ma coordinate nella strategia di offerta, convergono nel determinare una proposta unitaria per il cliente. Come ha detto Tait: “Il senso della riorganizzazione è quello di servire i clienti su base globale. Sia nella loro presenza geografica sia nel rispondere ai loro bisogni non più con soluzioni hardware, software e servizi offerte in modo separato, ma con una proposta che le comprenda tutte e grazie al ‘local empowerment’ [cioè alla valorizzazione dell’esperienza, capacità e autonomia operativa locale nella gestione dell’account – ndr] possa essere rapidamente messa in atto. Il Ceo di un’area geografica – ha concluso – è oggi di fatto un account manager”.

Nel suo articolato intervento Tait non ha mancato di accennare ai risultati finanziari, che dopo la riorganizzazione hanno segnato un aumento delle revenue (+9%) e soprattutto dei profitti (+61%). Ciò ha permesso di allocare per l’anno fiscale 2015-16 investimenti per 2 miliardi di dollari destinati a tre aree di attività: innovazione del business, che prevede anche interventi sull’ecosistema dei partner; innovazione del modello sociale, per fare della Corporation un ambiente ideale per chi ci lavora e una realtà dall’impatto positivo sulla società civile; rafforzamento della capacità di delivery globale dei servizi cloud. Questi comprendono gli attuali servizi IaaS ‘Trusted Public’ (cloud pubblico sicuro) e ‘Private Hosted’ (cloud privato), nonché i servizi di backup in partnership con EVault e di It Management in partnership con CA Technologies, ai quali si aggiunge il nuovo servizio PaaS di cloud integration (preannunciato a fine 2013), per la gestione parallela di ambienti cloud e on-premises.


Sistemi integrati per il Business-centric DC

Nell’incontro tenutosi al North London Data Center, Fujitsu ha presentato una nuova linea di sistemi integrati che capitalizza l’esperienza dei sistemi FlexFrame in un’offerta che va da piattaforme semplici e general-purpose a sistemi complessi destinati ad applicazioni sviluppate ad hoc o a soluzioni dalle elevate esigenze di calcolo, storage e networking, come Sap Hana.

Nella Foto: il server Primergy TX1330

I componenti di base dei nuovi Fujitsu Integrated Systems sono: il server (Primergy o i mission-critical Primequest); il sistema operativo (Windows Server 2012 standard o data center); lo storage (Fujitsu Eternus DX e/o NetApp FAS), la connettività (Brocade) e il software di gestione. Il tutto ovviamente preinstallato, integrato e testato. Come elementi opzionali si aggiungono: il software di virtualizzazione (Fujitsu vShape, che realizza un ambiente virtuale di calcolo e storage su tecnologia VMware o Microsoft); il software di automazione e orchestrazione dei carichi di lavoro; il database e una gamma di applicazioni.

Nella foto: lo storage Eternus DX100

Queste componenti formano, assieme a quelle di base, uno stack completo, preinstallato e integrato, che viene testato in fabbrica come fosse un singolo prodotto e consegnato pronto al deployment presso l’utente. Ad ulteriore semplificazione delle scelte dei clienti gli Integrated Systems possono essere proposti in tre modelli di configurazione, rispettivamente per 100, 350 e 700 macchine virtuali. Con gli Integrated Systems Fujitsu ha anche presentato il nuovo Cluster-in-a-box, che ne riprende la filosofia di massima semplicità in un sistema destinato ai compiti più critici. Si tratta di un contenitore basso e compatto che comprende un cluster di server blade o multi-node Primergy, lo storage (Primergy SX o Eternus JX) e il networking. Il tutto è ridondato e dotato di sistemi automatici di riavvio dei servizi, in modo da realizzare un ambiente fisico o virtuale (tramite l’opzione Microsoft Hyper-V) di alta disponibilità e pronto alla messa in opera.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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