Intervista a Danilo Duina, Cio di Ori Martin: riprogettare totalmente l’infrastruttura It per raggiungere la business continuity

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Intervista a Danilo Duina, Cio di Ori Martin: riprogettare totalmente l’infrastruttura It per raggiungere la business continuity

Come realizzare un’infrastruttura server e storage centralizzata che garantisca la business continuity e una forte riduzione dei tempi di elaborazione dei dati di produzione in Ori Martin, una realtà del manufacturing in forte espansione.

10 Lug 2020

di Lutech

Sostenere la crescita ma soprattutto garantire la piena continuità operativa di tutti i servizi applicativi, in particolare di quelli che gestiscono la produzione. Una sfida comune a molte aziende italiane in ambito manufacturing impegnate nel consolidamento della struttura operativa, spesso a seguito di una serie di acquisizioni.

Ori Martin è un’importante realtà bresciana leader nella produzione di acciai di qualità di oltre 200 tipologie destinati a impieghi nel settore automotive e meccanico. La produzione oggi è distribuita su 9 stabilimenti a seguito dell’acquisizione di 4 realtà in tre anni che, insieme alle 5 già inglobate in precedenza, porta a 9 le controllate del gruppo, per un totale di oltre 800 dipendenti e un fatturato di quasi 500 milioni di euro. L’adeguamento ai protocolli Industry 4.0, già avviato da qualche anno, ha visto la completa automazione dei processi industriali e il conseguente aumento dei carichi di lavoro in elaborazione, in transito e in archiviazione nell’infrastruttura It.

Danilo Duina, CIO di Ori Martin, ha presto constatato che i sistemi It preesistenti non erano più all’altezza delle richieste di business e ha accolto il progetto di revisione del data center presentato dal Gruppo Lutech. Di seguito ci racconta l’evoluzione del progetto.

foto Danilo Duina
Danilo Duina, CIO di Ori Martin

Dott. Duina, quali erano i limiti evidenti dell’infrastruttura It precedente?

Si trattava di un’infrastruttura non sufficientemente scalabile per gestire i nuovi carichi di lavoro previsti nei prossimi anni. L’architettura si rivelava non adeguata per le esigenze future sia per capacità di elaborazione che per velocità di accesso ai dati archiviati. Inoltre, avevamo bisogno di migliorare le prestazioni del processo di backup e disaster recovery.

Oltre all’accorpamento delle nuove realtà, quali erano le nuove esigenze?

Prima di tutto era necessario consolidare e centralizzare l’It nello stesso data center, mantenendo solo il minimo delle attività applicative nelle sedi periferiche: la struttura doveva supportare l’elaborazione di un set standard di applicazioni gestionali, file system e gestione documentale, a cui si aggiungevano strumenti per l’analisi dei dati di produzione, Mes (Manifacturing Execution System) e gestione dei magazzini. Inoltre volevamo migliorare la business continuity dei sistemi che ha per noi rilevanza critica. Come abbiamo detto, le applicazioni di produzione si appoggiano sull’infrastruttura IT e la nostra azienda è attiva 24 x 7. Avevamo anche la necessità che i dati di produzione inviati al data center fossero restituiti in tempi brevissimi, aumentando le prestazioni, e che si garantisse la massima precisione nel tracciamento della filiera. Insomma, l’It doveva fornire a Ori Martin una totale continuità di business, un ripristino in minuti e non più in ore con RTO e RPO prossimi allo zero.

Come avete realizzato la business continuity richiesta?

Insieme al Gruppo Lutech abbiamo studiato una architettura completamente nuova basata sull’offerta Dell Technologies. È stata realizzato una struttura primaria (server Dell PowerEdge e array storage Dell EMC SC) e una speculare nello stesso luogo con l’aggiunta di array storage dedicato al backup e tape library offline per l’archiviazione storica dei dati (Dell PowerEdge con media library e tape library Dell EMC PowerVault ML).

Quali sono stati i vantaggi immediati?

L’architettura è progettata per scrivere il dato contemporaneamente nei due ambienti, garantendo così la business continuity e il ripristino in tempi minimi. Possiamo contare su downtime zero grazie alla rete ridondata e, ovviamente, registriamo un notevole incremento delle performance e una migliore allocazione delle risorse. In particolare, parliamo di un incremento di velocità di un fattore 20 sulle operazioni di I/O, aumento del 50% delle performance di calcolo, tempi nell’elaborazione dei dati di produzione ridotti di 10 volte rispetto a prima e, infine, scalabilità assicurata grazie alla modularità e all’alta disponibilità computazionale e di espansione dello spazio di archiviazione.

Si sono ottenuti vantaggi anche nella manutenzione?

Innanzitutto, la ridondanza dei sistemi ci consente di effettuare tutti gli interventi di manutenzione e aggiornamenti che riteniamo opportuni senza alcuna interruzione di servizio, garantendo sicurezza e funzionalità ottimali, mentre prima erano rigidamente programmati e concentrati in pochi momenti all’anno. Il servizio di manutenzione proattiva con il Gruppo Lutech prevede attività periodiche di aggiornamento e supporto con verifiche periodiche sullo stato dell’infrastruttura e la realizzazione di report sui livelli di rischio. Il software di gestione degli apparati Dell Technologies oggi fornisce diverse funzionalità per l’allocazione automatica dello spazio di archiviazione e per il monitoraggio e la manutenzione predittiva che, in base ad algoritmi di machine learning, permette di evitare al nostro team operazioni lunghe e ripetitive. In caso di problematiche, inoltre, l’accordo di servizio con il Gruppo Lutech garantisce interventi con SLA garantiti per la risoluzione delle segnalazioni.

In definitiva, un progetto replicabile in molte realtà del manifatturiero impegnate in processi di espansione ma che richiede comunque attenzione nella modulazione dei carichi e nella impostazione dei processi automatizzati. Un’attività possibile grazie a una collaborazione costante tra partner It e azienda cliente in tutto l’arco del progetto, dall’ideazione al rollout.

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