Guida agli strumenti digitali per il facility management

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Guida agli strumenti digitali per il facility management

Internet Of Things, Big Data Analytics, intelligenza artificiale e modellazione sono le chiavi di volta per la gestione degli edifici, sfruttando il potere delle informazioni

02 Set 2020

di Arianna Leonardi

La trasformazione digitale sta promuovendo nuove modalità operative in tutti i settori di attività, incluso il facility management con un forte impatto sulle mansioni delle figure chiave: il facility manager è il responsabile che vigila sulla progettazione dei servizi, implementazione e manutenzione degli edifici, compresi gli impianti e le attività a supporto (ad esempio, l’approvvigionamento di gas ed energia oppure la portineria e la ristorazione). Ha l’obiettivo di mantenere gli standard qualitativi delle strutture perché soddisfino le esigenze aziendali in modo ottimale e efficiente, minimizzando i costi. Sulla spinta di trend tecnologici quali Internet Of Things, Big Data, Intelligenza Artificiale, oggi dispone di nuovi strumenti digitali che permettono di migliorare i processi di gestione sotto il profilo dell’efficienza, della qualità e della velocità.

Di seguito vengono riportati alcuni esempi sulle tendenze tecnologiche che stanno rivoluzionando la gestione degli edifici, con le criticità di adozione e i risvolti più evidenti sull’operatività delle strutture e degli impianti, nonché sul lavoro del facility manager.

La necessità di innovare il facility management

Prima di iniziare la disamina, occorre però una premessa di scenario per inquadrare l’importanza della digitalizzazione nel settore del facility management.

Il business oggi corre a ritmi senza precedenti e per mantenere i livelli di efficacia richiesti deve necessariamente potere contare su strutture solide e performanti. Ecco perché il successo aziendale è sempre più legato alla capacità di gestire gli edifici e gli spazi secondo i criteri di efficienza e innovazione. Da qui deriva la crescente rilevanza del facility management come motore di sviluppo imprenditoriale e quindi target di investimenti da parte delle aziende di tutto il globo.

La digitalizzazione rappresenta un’opportunità di ottimizzazione interessante e addirittura indispensabile per il mondo delle facility e andrebbe promossa e facilitata. Tuttavia, la capacità di cavalcare l’onda da parte degli addetti al settore non sempre è scontata. Come per qualsiasi altro comparto, applicare i nuovi strumenti al facility management significa modificare i processi a monte ed essere pronti a un profondo cambio culturale: si tratta infatti di uscire dalla comfort zone per abbracciare altri paradigmi operativi e organizzativi.

L’innovazione insomma presuppone la volontà di mettersi in gioco e superare le sfide, non può essere ridotta alla semplice implementazione della tecnologia ma piuttosto riguarda una trasformazione metodologica. Solo così l’utilizzo di soluzioni IoT, analitiche e AI possono avere un impatto decisivo sulle attività del facility manager.

Internet Of Things, la rivoluzione nel facility management

L’Internet Of Things rientra a buon diritto tra i fattori rivoluzionari del facility management, offrendo un contributo sostanziale in ambiti come il controllo delle risorse energetiche e la gestione degli impianti industriali.

Grazie ai sensori applicati su macchinari e oggetti all’interno delle strutture lavorative (fabbriche, uffici, magazzini e così via), il facility manager ottiene una serie di informazioni utili alla gestione degli edifici e dei servizi connessi. Si tratta ad esempio di dati relativi alle condizioni ambientali, allo stato di salute delle macchine, al consumo di elettricità, alle eventuali anomalie di funzionamento.

Tutti i processi possono essere tenuti sotto controllo grazie agli indicatori provenienti dal campo e convogliati attraverso la rete verso i sistemi aziendali di archiviazione ed elaborazione, siano essi in cloud oppure on premise.

Grazie ai software di analisi e ai cruscotti di visualizzazione, le informazioni raccolte vengono elaborate per ricavare evidenze utili al decision making, con la possibilità di ottenere una vista centralizzata e di immediata consultazione sull’intero edificio.

L’IoT insomma abilita funzioni di remote control su qualsiasi componente o servizio dell’immobile: permette infatti di monitorare a distanza le condizioni di stato ed esercizio, con la possibilità di inviare agli oggetti input di regolazione per correggere o migliorare i processi (banalmente, regolare a distanza l’impianto di condizionamento in caso si registrino temperature troppo elevate).

I vantaggi derivanti dall’Internet Of Things sono oggi ampiamente riconosciuti, come dimostrano i numeri di un mercato fortemente in espansione. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, il settore IoT italiano nel 2019 ha registrato un valore di 6,2 miliardi di euro, con un’impennata del 24% rispetto all’anno precedente (la crescita media nei Paesi Occidentali è compresa fra il +20% e il +25%).

Tra le statistiche più rilevanti, lo Smart Building, legato in particolare alla videosorveglianza e alla gestione dei consumi energetici negli edifici, ha toccato la cifra di 670 milioni di euro (+12%), attestandosi tra i principali fattori di traino dell’Internet Of Things.

Big Data Analytics per una migliore conduzione degli edifici

Se le opportunità dell’Internet Of Things derivano dalla disponibilità di enormi volumi di dati, la chiave per concretizzare i benefici attesi risiede nella capacità di estrarre gli insights dall’imponente bacino informativo.

Per maggiore chiarezza, nell’ambito del facility management, i vantaggi derivanti dalla proliferazione e corretta elaborazione delle informazioni (non solamente IoT ma provenienti da più fonti, come i sistemi Erp o Crm, i servizi online eccetera) possono essere sintetizzati in: maggiore controllo sui componenti e sui servizi dell’edificio, con monitoraggio in tempo reale delle performance; possibilità di identificare eventuali inefficienze operative e sprechi energetici, quindi di ottimizzare processi, consumi e allocazione degli asset; capacità di pronosticare guasti imminenti e attivare strategie di continuità operativa; previsione delle future necessità e pianificazione delle risorse materiali ed economiche; automazione delle attività, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.

Si evince quindi che l’utilizzo delle soluzioni analitiche può portare benefici dal punto di vista sia della conduzione sia della progettazione di un edificio, agendo: sul fronte del condition monitoring (controllo dello stato attuale dell’edificio); in funzione predittiva (anticipare problemi e bisogni così da intervenire preventivamente o pianificare in modo più razionale); per aumentare l’efficienza, ottimizzando e automatizzando i processi e la gestione.

La digitalizzazione oggi permette di ottenere Big Data (informazioni che si caratterizzano per enormi volumi, varietà di fonti e formato, velocità di aggiornamento) su una pluralità di aspetti che riguardano gli edifici (ambienti e impianti): consumi energetici, flussi del personale, temperatura, umidità, inquinamento acustico e così via. I progressi tecnologici hanno reso disponibili software analitici molto potenti che permettono di elaborare grandi quantitativi di dati in tempo reale, restituendo un’immagine fedele delle condizioni della facility, disegnando scenari what-if e portando alla luce evidenze – altrimenti nascoste – fondamentali per prendere decisioni e pianificare interventi correttivi o migliorativi.

La criticità più evidente del processo consiste però nella capacità di districarsi dalla sovrabbondanza di informazioni e sapere effettuare un’opportuna selezione dei dati pertinenti, eliminando il rumore inutile. Dalla qualità e dalla rilevanza delle informazioni dipende infatti la bontà dei risultati analitici. Inoltre, per sfruttare con successo i Big Data, i facility manager devono sviluppare non solo le competenze tecniche per utilizzare i nuovi strumenti, ma anche una vera e propria cultura analitica ovvero una propensione all’uso intensivo delle informazioni a supporto di qualsiasi decisione.

Progettare Smart Building per un uso intensivo dei dati

Internet Of Things e Big Data Analytics sono trend tecnologici già maturi, ma ancora relativamente recenti. Utilizzare soluzioni di nuova generazione per edifici ormai datati e non predisposti significa comunque apportare modifiche strutturali e di processo, con risultati non sempre ottimali.

Tra le nuove tecniche per la digitalizzazione degli immobili, invece, sta acquistando crescente popolarità il Bim ovvero il Building Information Modeling. Ogni edificio viene studiato nei minimi dettagli a partire da un modello 3D, che permette di generare dati, gestire i documenti tecnici e simulare scenari what-if durante l’intero ciclo di vita del progetto nelle diverse fasi, quindi dalla pianificazione preliminare fino alla gestione e manutenzione, una volta ultimata la costruzione.

Il facility manager può quindi attingere direttamente le informazioni necessarie alla gestione dell’immobile proprio a partire dal modello e dalla documentazione disponibile. È chiaro che cambia radicalmente l’approccio alla conduzione dei progetti, soprattutto perché grazie alla simulazione è possibile anticipare problematiche e bisogni in funzione predittiva, migliorando notevolmente le capacità di pianificazione del facility manager.

Insomma, la disponibilità dei dati e gli strumenti di analisi sono realmente le chiavi per trasformare anche il mondo del facility management, semplificando e migliorando le attività degli addetti al settore.

Facility Management - Guida alle soluzioni tecnologiche per ottimizzare i servizi

Arianna Leonardi

Giornalista

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