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Colt a supporto del Made in Italy

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Colt a supporto del Made in Italy

14 Lug 2015

di Arianna Leonardi

Con un’offerta globale di servizi Ict (rete, voce, data center, cloud), il carrier si rivolge alle aziende italiane del Luxury e Fashion supportandole nell’affrontare le nuove sfide di settore: dall’internazionalizzazione al marketing omni-channel fino al re-shoring.

Nella classifica mondiale delle prime 75 grandi imprese del Luxury, ben 23 sono italiane. Il dato è emblematico circa l’importanza che l’industria del Lusso e in particolare il settore della Moda rivestono per lo Stivale: da qui l’attenzione che Colt, carrier con un’offerta globale di servizi Ict (rete, voce, data center, cloud), dedica ai big player nazionali del Fashion, come racconta Davide Suppia, Director per Divisione Network Services presso la filiale italiana.

Davide Suppia, Director per la Divisione Network Services di Colt Italia

“Oggi – spiega il top manager – le imprese del Luxury, stanno facendo i conti con tre principali direzioni strategiche: il re-shoring, ovvero il reintegro in Italia di processi precedentemente delocalizzati all’estero; l’internazionalizzazione, cioè l’attuazione di politiche volte a migliorare la presenza e la competitività sui mercati globali; la digitalizzazione del business, attraverso il marketing omni-channel [stessa esperienza utente, di acquisto, interazione e percezione del brand, su qualsiasi canale / dispositivo, ndr] via sito web, e-commerce, app e così via. Per ciascuna esigenza, siamo in grado di offrire un supporto solido e globale”. Con headquarter a Londra, infatti, il carrier dispone di una rete proprietaria pan-europea, 22 data center carrier-neutral distribuiti nel Vecchio Continente e 7 Ced nella regione Asia Pacifico derivanti dall’acquisizione di KVH, società di Tokyo specializzata in servizi Ict gestiti. Sull’architettura poggiano  servizi Internet (Ip access, Managed Dedicated Firewall ecc.), di sicurezza gestita (ad esempio, per email e web), di fonia e contact center, di hosting delle applicazioni e delle infrastrutture, di data center (colocation, disaster recovery e così via), cloud (nello specifico IaaS e workspace as-a-service).

“L’affidabilità delle piattaforme tecnologiche e infrastrutture di telecomunicazione – prosegue il director – è fondamentale per la continuità di servizio 24×7: non è tollerabile che si possa verificare un downtime mentre il cliente effettua un acquisto online. La nostra presenza globale permette alle imprese del Fashion di aprire filiali ed espandere la capacità produttiva in qualsiasi mercato, potendo contare su servizi IaaS garantiti, soluzioni Voce tradizionali e Voip (Ucc) per l’abbattimento dei costi, tecnologie per la mobility e il lavoro da remoto sempre e ovunque. Anche le aziende che desiderano riportare la produzione in Italia per aumentare la qualità dell’offerta, con Colt trovano sul territorio servizi Ict robusti e altrettanto economici”.

Le prospettive del Luxury sono interessanti: secondo le stime di Bain & Co, i 330 milioni di consumatori del 2013 diventeranno 500 milioni nel 2030; per le aziende italiane si tratta di cogliere le sfide della globalizzazione, con un’offerta diversificata e sempre più internazionale. “Il nostro obiettivo – conclude Suppia – è stare al loro fianco. Attualmente nel mondo le nostre reti interconnettono in modalità ridondata 537 data center, proprietari e di terze parti, di cui oltre 120 in Asia. Si tratta della soluzione Dedicated Cloud Access, che abbiamo realizzato grazie agli accordi presi con molti provider da Amazon a Microsoft e VMware“.

Arianna Leonardi

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