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Modernizzare le imprese: gli spunti del Micro Focus Summit 2019

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Attualità

Modernizzare le imprese: gli spunti del Micro Focus Summit 2019

Gli stimoli che oggi spingono le imprese a essere più agili e a impiegare meglio i dati, le esperienze di realtà italiane che hanno avviato la trasformazione digitale, le best practice per il cambiamento e l’importanza della continuità nei supporti tecnologici tra i temi discussi nei giorni scorsi al Micro Focus Summit 2019 di Arese

02 Dic 2019

di Piero Todorovich

Anche quest’anno il Micro Focus Summit 2019 non ha tradito le promesse come occasione d’aggiornamento su tecnologie, metodi e casi di studio nei diversi campi in cui si articola la trasformazione digitale delle imprese. Lo ha fatto nel luogo simbolo del Museo Alfa Romeo di Arese, “che esprime il senso della ricerca della velocità tra passato, presente e futuro, che rappresenta l’impegno ultra quarantennale di Micro Focus nel campo dell’IT”, come hanno spiegato nel saluto iniziale Andrea Viola, Country Sales Manager e Giuseppe Gigante, Country Marketing Manager per l’Italia.

Un futuro che richiede alle aziende dei cambiamenti nel modo di fare business e che, a loro volta, necessitano di nuovi strumenti software e metodologici per lo sviluppo applicativo e il deploy, tecnologie d’analisi sofisticate e predittive oltre a supporti efficaci per sicurezza e governance dei dati. Tematiche che oggi sono al centro dell’impegno di Micro Focus e delle presentazioni al Summit, con l’aiuto degli sponsor e dei clienti che hanno realizzato e portato a termine importanti progetti di trasformazione.

foto Andrea Viola, Country Sales Manager
Andrea Viola, Country Sales Manager

L’urgenza di un cambiamento inevitabile

Cosa porta oggi le imprese a diventare digitali? Ci si può preparare alle disruption tecnologiche? Ha risposto a queste domande il guest speaker Giuseppe Mayer, Chief Information Officer del Gruppo Armando Testa, autore di libri sull’argomento: “Il digitale è importante perché i clienti sono digitali – spiega il manager – e la società evolve più rapidamente di quanto le aziende riescano a prevedere”. Mayer fa l’esempio di Tesla come azienda che ha cavalcato il mondo digitale per fare business innovativi in settori maturi, come l’ultimo sull’energia: “L’elettricità esiste dall’800, è una commodity ma solo finché qualcuno non vi appoggia sopra cose nuove”.

Per cambiare serve strategia ed essere agili di fronte agli elementi che è impossibile controllare: “Come l’arrivo di nuove tecnologie abilitanti – continua Mayer -. Serve poter fare business con i dati e non perdere di vista i clienti”. Tra gli esempi virtuosi c’è Netflix, “che ha cambiato modello di business tre volte in 10 anni [dai Dvd allo streaming e produzione contenuti, ndr]”. Uber, “che ha usato risorse e dati esistenti per collegare la domanda con l’offerta di trasporto”. Tra gli esempi di società mature anche Thyssenkrupp e Pirelli: “Realtà che sfruttano l’innovazione digitale per offrire prodotti tradizionali come ascensori e pneumatici con modalità d’affitto”.

Per Mayer la disruption è affrontabile, modernizzando l’impresa e dotandola delle capacità per analizzare i feedback dal mercato e dai clienti. “Serve anche avere tempo per sperimentare cose nuove, che in ambito digitale è meno dispendioso. Serve avere la capacità di proteggere e governare i dati, di dotarsi di tecnologie intelligenti (AI) per automatizzare i processi, colloquiare con i clienti, creare modelli predittivi”.

foto Giuseppe Mayer, Chief Information Officer del Gruppo Armando Testa
Giuseppe Mayer, Chief Information Officer del Gruppo Armando Testa

Trasformazione digitale e DevOps nelle esperienze di Corvallis e Nexi

Il Micro Focus Summit si è confermato un’occasione di scambio d’esperienze, con CIO e CTO di partner e aziende utenti impegnati a raccontare i progetti realizzati nelle sessioni d’approfondimento. Sul tema DevOps ha testimoniato Pietro Grande, CTO di Corvallis (azienda di software e servizi per le banche): “La nostra trasformazione digitale ha riguardato la revisione dei processi in tutta la catena del valore: da come produciamo a come vendiamo – spiega il manager –. Esperienza che abbiamo fatto e che oggi portiamo come consulenza e metodologia ai nostri clienti”.

L’introduzione di DevOps è stata una componente chiave: “Un passaggio che è irreversibile e nel quale è importante scegliere supporti tecnologici adeguati e sviluppare gli skill”, prosegue il manager. Un aspetto centrale della trasformazione di Corvallis è stato passare allo sviluppo software test driven: “Il segreto per sviluppare più in fretta senza imprevisti è prestare dall’inizio l’attenzione su sicurezza e performance”.

Atro caso è quello di Nexi Group, società di pagamenti digitali, raccontato da Marco Valioni, Chief Information & Tech Officer: “Nasciamo dallo scorporo dei servizi di monetica da altre realtà e fusioni con società tecnologiche, situazione che ci ha imposto trasformazioni profonde”, spiega il manager. Il primo progetto, durato 9 mesi e concluso il 25 novembre scorso, “ha riguardato il replatforming di applicazioni mainframe in ambiente open con rifacimenti dei gateway e ricertificazioni con i circuiti di pagamento”.

Il nuovo ambiente consente a Nexi di ridurre i costi, migliorare la scalabilità e introdurre Agile e DevOps a vantaggio delle future evoluzioni: “Un fattore di successo del progetto è stato riuscire a semplificare le migrazioni dei dati, mantenendo le codifiche esistenti e l’ambiente database DB2, concentrando il maggiore impegno sul codice”.

Le risorse di Micro Focus per la trasformazione digitale

Micro Focus ha annunciato l’introduzione del Modernization Maturity Model, un insieme di best practice per la digital transformation, messa a punto in anni d’esperienza in progetti con partner e clienti. Il Modello comprende l’analisi della situazione, l’individuazione degli elementi significativi per la modernizzazione e quindi delle azioni più efficaci impiegando i tool Micro Focus. Modernization Maturity Model promette di facilitare progetti complessi che comprendono applicazioni mainframe e migrazioni verso il cloud Microsoft Azure.

Al Summit di Arese, l’azienda ha presentato le proprie credenziali come partner software affidabile per la digital transformation. “In Italia cresciamo del 20% nell’application modernization e del 50% nei prodotti di enterprise DevOps – ha spiegato Viola -. Cresciamo anche nell’application e data security rispettivamente del 30 e 25%. Gli analisti di Forrester ci hanno premiato nei giudizi per aver associato le capacità analitiche al service management. Gartner ci ha eletti leader nell’application security e testing”.

Viola ha ricordato le iniziative di quest’anno per lo sviluppo del programma partner, “pensato per dare più valore attraverso la collaborazione con il gruppo dei servizi professionali”. Oltre che sulla digital transformation, nel 2020 punterà sullo sviluppo della robot process automation (RPA), sull’impiego dell’advanced e predictive analytics nella sicurezza e nei processi DevOps.

“Micro Focus ha le risorse e la volontà di continuare nello sviluppo e nell’integrazione con soluzioni nuove delle tecnologie sulle quali i clienti hanno investito nel passato”, ha precisato Jorge Dinarés, president international Emea e America Latina di Micro Focus, ricordando le 20 acquisizioni fatte dalla propria azienda in 11 anni. “Diamo modo d’innovare a basso rischio, di decidere il cambiamento quando esistono le ragioni di business per farlo”, conclude il manager.

foto Jorge Dinarés, president international Emea e America Latina di Micro Focus
Jorge Dinarés, president international Emea e America Latina di Micro Focus

Piero Todorovich

Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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