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Smart working: le tecnologie necessarie

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Executive Meeting

Smart working: le tecnologie necessarie

13 Dic 2016

di Valentina Bucci

Come si stanno muovendo le aziende italiane rispetto al capitolo “Smart Working Technology”? I dati di una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano svelano il ruolo che ha la social collaboration, la workplace technology e le mobile business app.

Quali sono le tecnologie necessarie a supportare lo smart working? Ne ha parlato Fiorella Crespi, Direttore dell’Osservatorio Smart Working, Politecnico di Milano, durante l’Executive Meeting realizzato da ZeroUno in collaborazione con Cisco “Smart working: tecnologie di collaboration per una nuova ‘experience’”. Ecco alcuni dei punti evidenziati dall’analista commentando alcuni dati, relativi alle grandi aziende italiane, di una recente ricerca dell’Osservatorio:

Di questo servizio fanno parte anche i seguenti articoli:
LO SCENARIO – Smart working: di cosa hanno bisogno le aziende?
IL DIBATTITO – Smart working: come la pensano le aziende
L’OFFERTA – Lo smart working secondo Cisco: al centro l’utente

 

1) Social collaboration

Figura 1 – Diffusione degli strumenti di social collaboration – Fonte: Politecnico di Milano

“Le soluzioni che supportano la comunicazione in tempo reale da remoto – social network aziendali, forum, blog ecc. – hanno un tasso di diffusione ancora eterogeneo”, spiega Crespi, che ha poi sottolineato come questi strumenti siano fondamentali non solo per lavorare da remoto efficacemente, ma anche per creare un senso di appartenenza del lavoratore rispetto alla community aziendale.

 

 

 

 

2) Workspace technology

Figura 2 – Diffusione delle Workplace technology – Fonte: Politecnico di Milano

Smart working non è solo “lavorare da remoto”, significa anche poter essere agili quando si svolgono le proprie attività in ufficio. Gli spazi fisici si trasformano e si permeano di tecnologie utili a favorire il lavoro intelligente: strumenti come il Wifi o i sistemi di videoconferenza sono già piuttosto diffusi (rispettivamente 79% e 67% del panel intervistato), mentre, come dice Crespi, “risultano ancora poco presenti altri sistemi che vedranno sicuramente una crescita interessante nel prossimo futuro: soluzioni che permettono di monitorare in real time lo stato di occupazione delle sale [solo il 4% delle aziende li ha – ndr] o  per la prenotazione smart delle sale riunioni, per esempio attraverso schermi posti all’esterno delle stesse che permettono di prenotare in tempo reale gli spazi vuoti, poi occupabili previo check in di conferma [10% delle aziende li ha – ndr]”

 

3) Mobile business app

Figura 3 – Diffusione delle Mobile business app – Fonte: Politecnico di

Rispetto al tema mobility Crespi si è soffermata sul capitolo delle mobile business app, strumenti fondamentali per la la produttività aziendale, e degli smart worker in particolare; come suggerisce la ricerca del Politecnico, non solo risultano già piuttosto diffuse ma sono molte anche le aziende che hanno previsto una loro prossima introduzione; è quindi ragionevole pensare che giocheranno un ruolo importante nei prossimi anni supportando la diffusione del lavoro agile.

 

 

 

Per approfondire queste tematiche vai al canale Collaboration & Social Networking di ZeroUno

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

Smart working: le tecnologie necessarie

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