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Lo smart working secondo Cisco: al centro l’utente

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Executive Meeting

Lo smart working secondo Cisco: al centro l’utente

13 Dic 2016

di Valentina Bucci

Il capitolo “Smart working technology” non può essere banalizzato: le soluzioni vanno scelte con attenzione; devono essere in grado di adattarsi alle caratteristiche di persone e situazioni e devono costruirsi “attorno all’utente” rendendo i suoi flussi di lavoro senza soluzione di continuità. È quello che si propone di fare Cisco con “Spark”.

“Per fare smart working non basta una webcam”, dice provocatoriamente Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry Iot Leader, Cisco Italy che durante un recente evento realizzato da ZeroUno in collaborazione con la stessa Cisco, ha spiegato come ci sia la tendenza a banalizzare il

Di questo servizio fanno parte anche i seguenti articoli:
LO SCENARIO – Smart working: di cosa hanno bisogno le aziende?
LA RICERCA – Smart working: le tecnologie necessarie
IL DIBATTITO – Smart working: come la pensano le aziende

tema smart working sul piano tecnologico, sottovalutando l’attenzione che va posta nella scelta delle soluzioni hardware e software a sostegno dei progetti; al contrario è importante che queste (così come promettono di fare gli strumenti Ucc di Cisco, e Spark in particolare) “soddisfino – ha detto Dalmazzoni – le esigenze di utenti diversi per età e maturità digitale e si adattino a situazioni di comunicazione differenti, più o meno formali, di diversa importanza strategica, che coinvolgono persone interne oppure esterne ecc.”

Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry Iot Leader, Cisco Italy

Inoltre, aspetto davvero in grado di fare la differenza in ottica smart working, devono assicurare all’utente semplicità e continuità rispetto ai suoi workflow permettendogli di muoversi tra un luogo di lavoro e l’altro (casa, ufficio, macchina ecc.) e da un device all’altro (dallo smartphone al grande schermo di una sala riunioni attrezzata) senza soluzione di continuità.

“Con Cisco Spark – ricorda Dalmazzoni – non solo tutti i contenuti e gli strumenti di lavoro sono accessibili, indipendentemente dai device usati, da un’unica interfaccia che ha in sé tutte le funzionalità necessarie (file sharing, chat, video conference ecc.), ma è possibile lavorare passando da uno strumento all’altro senza alcuna interruzione: lo smart worker che avvia una videochiamata in ufficio, può proseguirla facendo ‘scivolare’ la finestra del video dallo schermo della sala riunioni al proprio smartphone, mantenendo la videochiamata in corso sempre attiva”.

Per approfondire queste tematiche vai al canale Collaboration & Social Networking di ZeroUno

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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