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Smart working e distanza dall’ufficio, quali ripercussioni sui lavoratori?

Nella Connections Survey presentata da Boomi si legge che la maggior parte dei C-level è alla ricerca di modi per innovare ed essere creativi, mentre la metà della forza lavoro vorrebbe avere nuove possibilità di apprendere, nello studio le principali tecnologie che si stanno adottando

26 Ott 2020

di Redazione

Quasi il 60% dei dipendenti si sente più isolato e disconnesso dal proprio lavoro e dai propri team, con il 49% che dichiara di voler vedere i propri uffici migliorare gli strumenti e i sistemi di collaborazione a distanza. È quanto emerge dalla Connections Survey, ricerca pubblicata da Boomi, azienda di Dell Technologies, e realizzata in collaborazione con Researchscape coinvolgendo più di 1.000 lavoratori statunitensi e su più di 200 decisori IT statunitensi nel settembre 2020.

La ricerca di Boomi analizza l’impatto interpersonale e tecnologico del lavoro a distanza ed esplora le sfide che i lavoratori e i leader IT devono affrontare, così come i modi unici in cui stanno creando nuovi collegamenti per superare le difficoltà e far crescere le proprie organizzazioni. Per affrontare le nuove sfide, sta cambiando l’uso della tecnologia: il 41% dei lavoratori utilizza la tecnologia più frequentemente e il 38% segnala l’aggiunta di nuove applicazioni o processi che li aiutano a svolgere il loro lavoro.

I C-level intervistati hanno osservato che il lavoro a distanza sta influenzando la loro capacità di innovare e di essere creativi, con il 60% che indica una mancanza di condivisione di informazioni di persona con i colleghi.

Dal canto loro, i CIO e i leader IT si stanno affermando come eroi nel contribuire a creare questi collegamenti necessari e a far progredire le organizzazioni.

La dipendenza dalla tecnologia mentre si lavora in remoto sta migliorando la percezione dei team IT. Quasi l’80% dei leader IT afferma che il proprio team si sente più apprezzato in quest’era di lavoro a distanza.

Il sentimento è reciproco, poiché il 78% dei dirigenti senior ha dichiarato che l’IT è stato utile o estremamente utile (rispetto al 58% dei singoli collaboratori che hanno condiviso il sentimento).

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I leader IT si stanno rivolgendo a silos informativi con nuove connessioni. Le due aree in cima alle loro agende: Architettura e Design IT (al primo posto per importanza con il 32%) e Strumenti di Collaborazione e Dati (al primo posto per il 25%).

La ricerca Boomi Connections Survey ha inoltre evidenziato che i CEO sono ansiosi di tornare alle proprie scrivanie: l’idea di tornare in ufficio risulta entusiasmante per il 58% dei CEO, contro il 23% dei collaboratori.

Sia agli introversi che agli estroversi manca lo stare in contatto: sia gli introversi (48%) che gli estroversi (55%), in particolare i Baby Boomer, rischiano di perdere il contatto con i propri coetanei. Ma allo stesso tempo, l’85% dei lavoratori ha una certa preoccupazione nel tornare in ufficio.

I dipendenti fanno ricorso a nuove modalità (e agli animali domestici) per far fronte alla situazione: senza la macchinetta del caffè per fare quattro chiacchiere, il 20% dei lavoratori ha iniziato a parlare con i propri animali domestici per affrontare l’isolamento. Si tratta di una percentuale superiore a quella di coloro che si sono rivolti alla meditazione online (18%), allo sviluppo professionale (17%) o alla terapia (9%).

“Ora è più importante che mai superare i silos di dati e collegare le informazioni – ha detto Mandy Dhaliwal, chief marketing officer di Boomi – i sistemi e, in ultima analisi, le persone. Quando siamo connessi emergono nuove idee, i problemi vengono risolti e l’ingegno umano prevale. Quando si connettono sistemi e dati, alla fine ci si connette tramite le persone ed è questo potere di connessione che ci guida. Stiamo entrando in una nuova era di esperienze integrate in cui le infrastrutture tecnologiche e, soprattutto, le persone, hanno bisogno di essere connesse meglio e offrire senza soluzione di continuità la stessa esperienza che stiamo vivendo tutti come consumatori digitali. In quest’epoca è ancora più importante essere autentici e dare agli altri il permesso di fare lo stesso. Quando si parte dall’intento di costruire interazioni umane integrate e di sfruttare le tecnologie disponibili, come la piattaforma Boomi AtomSphere, si gettano le basi per una vera innovazione digitale”.

R

Redazione

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