Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Realtà virtuale e collaboration: la Fabbrica Digitale oltre l’automazione

pittogramma Zerouno

Realtà virtuale e collaboration: la Fabbrica Digitale oltre l’automazione

23 Giu 2015

di Valentina Bucci

Più informazioni, più attori coinvolti, più variabili da considerare. La complessità di tutto ciò che produciamo è aumentata esponenzialmente. Per governarla, Dassault Systèmes propone la piattaforma Plm 2.0 “3DExperience”: una fonte di dati unica a livello globale, che unisce la potenza della simulazione 3D ai principi della collaboration, estendendo quest’ultima a tutti gli attori coinvolti nel progetto, interni ed esterni all’azienda. Grandi potenzialità, che per esprimersi devono però, come spesso accade, essere accompagnate da un ripensamento organizzativo sul piano dei processi.

PARMA – In ogni settore industriale aumenta la complessità degli oggetti che produciamo, e aumenta di conseguenza il numero di informazioni necessarie a progettarli e la quantità di persone coinvolte nei processi. Per questo, ridurre il concetto di “Fabbrica Digitale” a quello di automazione non è più adeguato: “Per gestire la complessità generata da quella definita come Quarta rivoluzione industriale [trasformazione che si lega alla nascita della “fabbrica intelligente”, caratterizzata da una forte capacità di configurabilità e flessibilità, dove le macchine si coordinano e interagiscono tra loro autonomamente – ndr]  è necessario avere una piattaforma informatica che possa supportare tutte le funzioni: l’ideazione, la realizzazione, il supporto del prodotto una volta rilasciato al cliente” spiega Mauro Faccin, Service Business Partner Director EuroMed di Dassault Systèmes (3Ds), che durante la conferenza stampa dell’azienda francese realizzata in occasione del Mecspe 2015 (fiera di riferimento per l’industria manifatturiera), ha spiegato le potenzialità di 3DExperience, un Plm 2.0 che si propone di sfruttare la potenza della tridimensionalità per simulare il prodotto in progettazione e i principi della collaboration per ottimizzare lo scambio di informazioni tra tutti gli attori coinvolti nella progettazione stessa, nonché nelle fasi di realizzazione e vendita.

Mauro Faccin, Service Business Partner Director EuroMed di Dassault Systèmes (3Ds)

“Gli scenari che dobbiamo andare a realizzare – spiega Faccin – sono sempre più multidisciplinari e portano tante persone a lavorare insieme. Come si attiva la collaborazione tra i progettisti? Come si includono i fornitori che in maniera decentrata svilupperanno la parte di realizzazione? Infine, come si tengono sotto controllo tutte le richieste del cliente?”.  Serve una piattaforma unica, capace di garantire il controllo dell’informazione, determinante per la razionalizzazione del processo produttivo: “La tecnologia ci offre strumenti eccezionali di comunicazione e collaborazione, ma dobbiamo stare attenti, soprattutto nel campo manifatturiero, a come trasferiamo la massa di informazioni con cui lavoriamo quotidianamente”, dice Faccin,  che quindi prosegue: “Più dati abbiamo sotto controllo e condividiamo correttamente con la comunità che partecipa alla realizzazione, più sarà alta la qualità del prodotto, e basso il costo di realizzazione, perché saremo sempre certi che l’informazione sarà completa, aggiornata e sicura”. La duplicazione delle informazioni e il loro cattivo trasferimento tra sistemi, come spiega Faccin, è infatti la prima causa di errori di produzione; se si pensa poi ai ritmi, alle variabili, alle modifiche repentine a cui questa deve far fronte a causa della forte dinamicità del mercato attuale, il fatto che il tema sia critico risulta evidente. 3DExperience si sviluppa quindi con questa premessa: avere una fonte di dati unica a livello globale per tutto il ciclo di vita del prodotto; mettere questa fonte a disposizione di tutte le funzioni coinvolte (centri di progettazione e produzione, reparti commerciali e di marketing, clienti e fornitori sparsi in tutto il mondo)  tramite sofisticati strumenti di sharing e di collaboration; grazie anche all’integrazione con i sistemi Erp, ‘smantellare’ tutti i compartimenti stagni in cui le informazioni vengono generalmente raccolte e far sì che ogni funzione le sfrutti in base alle proprie esigenze (diventa per esempio possibile preparare report e dashboard di progetto, garantire ai fornitori l’accesso ai dati necessari per agevolare gli approvvigionamenti, preparare budget e preventivi in tempi estremamente rapidi).
Il valore del 3D
Questo processo di condivisione si completa trovando “forma” nella simulazione 3D: “La tridimensionalità – spiega Faccin – è uno strumento di comunicazione feroce: non serve solo ai progettisti per visualizzare il proprio lavoro, è anche fondamentale per condividere l’idea con tutti gli altri attori, interni ed esterni all’azienda”.  La “Virtual Room” a disposizione dei visitatori al Mecspe, ha dimostrato l’efficacia offerta da una realtà virtuale entro cui è possibile muoversi “esplorando” l’oggetto progettato e, tramite un puntatore, ‘tagliarlo’ in sezioni, effettuare delle misurazioni, smontare e rimontare dei pezzi. Queste potenzialità possono però disperdersi facilmente: “Se le aziende vogliono sfruttare in maniera proficua questi strumenti devono ripensare ai propri processi interni affinché si adattino alla logica della piattaforma informatica, e per far questo dovranno impostare, da subito, a una chiara pianificazione del lavoro, articolando le attività nel tempo e scegliendo immediatamente chi dovrà portarle a termine”.


Non solo industria…

Dassault Sistèmes, grazie a 3DExperience, ha realizzato molti progetti anche in ambito non strettamente tecnico-industriale. Eccone alcuni:

  • Acqua potabile? Trainiamo un Iceberg. L’ingegnere francese Georges Mougin ha lavorato a un’idea rivoluzionaria per oltre 40 anni: trainare gli iceberg dove serve acqua potabile. Grazie alla piattaforma 3DExperience, è stato possibile dimostrare la fattibilità tecnica del suo progetto apparentemente “bizzarro”. Sfruttando le funzionalità social della piattaforma per organizzare una rete internazionale di esperti nel campo dell’ingegneria, della glaciologia, della meteorologia e dell’oceanografia, la simulazione 3D e gli strumenti di calcolo per studiare i dati oceanografici e meteorologici, Mougin ha potuto testare numerosi scenari e ipotesi, ed è oggi nelle condizioni di concretizzare il progetto.
  •  Pianificare azioni pericolose.  Raid, squadra scelta di pronto intervento delle forze di polizia francesi, incaricata della protezione di luoghi considerati ad alto rischio (es. ambasciate, consolati, edifici governativi, aeroporti, impianti nucleari e musei), collabora con 3DExperience per addestrare la squadra alle missioni più rischiose. La riproduzione digitale in 3D dei siti consente alla squadra di esercitarsi “sul campo” (simulato virtualmente) e acquisire una conoscenza più dettagliata dell’area di intervento.
  •  Ricostruire il passato: Cheope. 3DExperience ha aiutato a far luce sul mistero legato alla costruzione della Grande Piramide di Cheope. Se la teoria presentata qualche anno fa dall’architetto Jean-Pierre Houdin (che si lega all’uso di una rampa che saliva a spirale lungo le pareti interne della piramide, per portare i blocchi verso la cima con un sistema di contrappesi) è oggi l’unica teoria scientificamente provata, lo si deve infatti al lavoro di modellazione 3D che ne ha dimostrato la veridicità attraverso una minuziosa ricostruzione di tutte le caratteristiche geometriche e fisiche della piramide.

 

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 3