Il contributo di Netmind alla continuità operativa delle imprese

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Il contributo di Netmind alla continuità operativa delle imprese

Le risposte del system integrator alle esigenze di continuità operativa delle aziende create dall’emergenza coronavirus e i servizi offerti in pianta stabile per garantire l’alta disponibilità e il disaster recovery. Intervista a Simone Ponzoni, CEO di Netmind, e a Giovanni Golinelli, Pre Sales Manager dell’azienda.

10 Apr 2020

di Redazione

L’emergenza coronavirus ha reso di stretta attualità il tema della continuità dei servizi informatici, aspetto cruciale per l’operatività di aziende che devono operare in condizioni difficili, con il maggior numero o anche la totalità dei dipendenti impossibilitati a recarsi in ufficio. Una situazione che accomuna il mondo intero e che, per ogni azienda, costituisce un test d’efficacia dei piani per affrontare disastri.

“Nelle ultime settimane abbiamo risposto a richieste di notebook, strumenti di collaborazione, sistemi VDI ed erogato servizi urgenti a clienti che non avevano mai immaginato di trovarsi in questa situazione”, racconta accorato Simone Ponzoni, CEO di Netmind. Come system integrator specializzato su tematiche di data center, networking e collaborazione, Netmind ha lavorato nei giorni scorsi all’implementazione delle soluzioni per portare all’esterno la forza lavoro, dimensionando servizi, networking e firewall in modo da garantire le prestazioni e la sicurezza nelle nuove condizioni operative.

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foto Simone Ponzoni
Simone Ponzoni, CEO di Netmind

“Il nostro team di supporto, ha attivato le nuove utenze VPN sui firewall – continua Ponzoni -. Abbiamo aiutato i clienti a configurare le postazioni di lavoro e a potenziare i team di supporto, oberati dalle chiamate degli utenti a casa con problemi a configurare host, password e periferiche. Altro impegno è stato dedicato agli aggiornamenti delle policy di sicurezza che altrimenti avrebbero impedito di lavorare”.

Per far fronte all’emergenza, Netmind ha dovuto incrementare del 50% le persone che operano nel team di supporto ai clienti e potenziare il team di delivery, costretto ad affrontare situazioni nuove: “Clienti che sono impossibilitati a ricevere visite da consulenti esterni per le restrizioni attive, oppure che non riescono a reperire le forniture necessarie per affrontare l’emergenza”, racconta Ponzoni. Tra i problemi di continuità che Netmind ha risolto, l’utilizzo da remoto di workstation CAD e sistemi di progettazione: “Abbiamo ingegnerizzato un paio soluzioni VDI che hanno consentito ai progettisti di lavorare da casa con comuni PC”, precisa Giovanni Golinelli, Pre Sales Manager dell’azienda.

Business continuity e disaster recovery su misura, con HPE e MS Azure

Sul fronte delle capacità progettuali per Alta Disponibilità (AD), Business Continuity (BC) e Disaster Recovery (DR), Netmind mette in pista sia l’esperienza sia le partnership strategiche con HPE e Microsoft, rispettivamente negli ambiti chiave dell’Hybrid IT e del cloud: “Sappiamo realizzare infrastrutture allo stato dell’arte sia con server iperconvergenti – spiega Golinelli – basate su sistemi HPE SimpliVity, Microsoft Azure Stack HCI e VMware VSAN, sia con replica sincrona/asincrona dei dati su apparati storage HPE Nimble e 3PAR. La BC può essere applicativa, creando una ridondanza del servizio quando questo lo consente, oppure infrastrutturale a livello storage, creando processi di replica sincrona tra siti gemelli mantenendo consistenti i dati – prosegue il manager –. In questo secondo scenario l’AD interviene per riattivare il servizio sul sito secondario quando il principale non è più disponibile. Per il DR è fondamentale avere una copia esterna dei dati. Questa deve essere aggiornata in modo coerente con l’importanza dei dati stessi (da pochi minuti a un giorno) per ripristinare l’operatività nel caso di un attacco informatico o di un guasto alla sala macchine. Più rapida sarà la ripartenza, più la soluzione sarà onerosa”.

foto Giovanni Golinelli
Giovanni Golinelli, Pre Sales Manager di Netmind

Netmind affronta le progettualità BC/DR partendo dall’analisi dell’infrastruttura del cliente: “Da qui si ottiene una Business Impact Analysis (BIA) che si traduce in ciò che si vuole ottenere in termini di operatività, identificando i valori da assegnare a RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective) – prosegue Golinelli –. Con questi dati viene sviluppato il progetto che può anche comprendere l’uso del cloud per ottenere la resilienza nelle condizioni peggiori”.

L’alternativa del servizio gestito Intacto

Le prerogative AD/BC/DR possono oggi essere ottenute anche con servizi gestiti. “Con il nostro servizio Intacto, il cliente ospita un nostro server che raccoglie i dati provenienti dall’infrastruttura data center locale e dai pc aziendali – spiega Golinelli -. Il sistema è concepito sia per permettere l’accensione di macchine virtuali per poter ripartire con tutti i servizi essenziali in caso di guasto, sia per replicare i dati verso Microsoft Azure e quindi, in caso di disastro, poter riavviare l’operatività dal cloud”.

La scelta di approcciare Backup e DR con un servizio gestito permette all’azienda di esternalizzare completamente la gestione quotidiana dell’infrastruttura, tutte le attività di change management, di restore e i necessari test periodici per verificare che il dato sia consistente: “Di tutto questo si occupa Netmind, permettendo al personale interno di potersi dedicare ad attività più strategiche e dal maggior valore aggiunto”, specifica il pre sales manager.

E per concludere, sottolineiamo che, oltre ai progetti infrastrutturali e ai servizi gestiti, Netmind offre servizi di monitoraggio dell’infrastruttura IT: “Utili per fare prevenzione ed evitare gli scenari di disastro – precisa Golinelli -. Altro aspetto importante del nostro lavoro è il disaster recovery plan, con la documentazione dei processi per riaccendere i servizi nel più breve tempo possibile”.

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