MILANO – I modelli per fronteggiare la digitalizzazione e il percorso verso un data center ibrido e software defined: sono i due macro temi affrontati da Raffaele Pullo, Distinguished Engineer, Hybrid Cloud Architecture, IBM Services nella giornata dedicata ai CIO di IBM Think, l’evento che ha messo in campo tecnologie, soluzioni e servizi di IBM a supporto della trasformazione digitale delle imprese.

Che la digitalizzazione obblighi le aziende a rivedere i propri modelli organizzativi non lo stiamo a ripetere, limitandoci a quanto detto solo nell’evento IBM rimandiamo alla lettura dell’articolo IBM Think: il CIO da solo non ce la può fare, ma Pullo porta un esempio che concretizza bene quanto questa complessità sia diffusa e non limitata a pochi ”sperimentatori”: “Oggi in Europa, Gartner e IDC rilevano che la media dei cloud provider utilizzati dalle aziende è di quasi 5, un dato che stupisce anche gli addetti ai lavori: e qual è il problema maggiore nell’utilizzo di 5 cloud provider? È l’integrazione”.
Dello stesso servizio fanno parte anche i seguenti articoli:
- IBM Think: il CIO da solo non ce la può fare
- Facility management: componente strategica per abilitare Industria 4.0
- Integrazione e orchestrazione: la chiave di volta della cyber resiliency
La figura 1 mostra quali sono le sfide della digitalizzazione che hanno i maggiori impatti dal punto di vista organizzativo: al primo posto vi è proprio la gestione multicloud.

“E questo dimostra che le aziende sono già in marcia verso nuovi modelli che possiamo sintetizzare nel concetto di service composition: si acquistano servizi e il CIO non deve conoscere in profondità ogni servizio, ogni tecnologia, ogni oggetto. Ma deve capire quale oggetto/servizio gli serve”. Quali sono quindi i modelli da adottare e le azioni da compiere per muoversi in questa service composition?
























