Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Si chiama Dynatrace, si legge Next Generation Apm

pittogramma Zerouno

Si chiama Dynatrace, si legge Next Generation Apm

25 Feb 2015

di Nicoletta Boldrini

Compuware compie un’importante scelta di re-branding facendo confluire tutta la sua offerta dedicata al mondo Apm sotto Dynatrace. Scopriamo tutti i retroscena della scelta strategica con Emanuele Cagnola, Italy Sales Director della società.

MILANO – La scelta di Compuware di sviluppare e rafforzare il proprio posizionamento in ambito Application Performance Management (Apm), con gli aspetti di ‘end user experience’ quali tasselli cardine dell’intera strategia e offerta tecnologica, risale ormai a più di cinque anni fa, per cui la decisione di far confluire l’intera offerta Apm sotto il brand Dynatrace [la startup acquisita da Compuware nel luglio del 2011, integrata all’interno della divisione Compuware Apm, che oggi diventa una realtà a sé stante grazie al piano di sviluppo messo in atto dal fondo di investimento Thoma Bravo il quale ha finalizzato le operazioni di acquisizione della società lo scorso dicembre 2014 – ndr] non dovrebbe oggi sorprendere più di tanto il mercato.

Emanuele Cagnola, Italy Sales Director di Dynatrace

“Cinque anni fa – conferma Emanuele Cagnola, Italy Sales Director di Dynatrace – il board di Compuware decise di investire totalmente le proprie risorse nello sviluppo del Performance Management con il chiaro obiettivo di divenire ‘leader’ in questo specifico segmento di mercato It. La strategia nel corso degli ultimi anni si è concretizzata sia attraverso la crescita degli investimenti in Ricerca e Sviluppo, sia tramite importanti operazioni di mercato. E non parliamo solo di acquisizioni (Gomez nel 2009, Dynatrace nel 2011) ma anche di significative scelte di ‘dismissione’, ossia di cessioni di divisioni aziendali ritenute non strategiche rispetto alle ‘nuove’ esigenze di business [tra il 2009 e il 2013, infatti, Compuware ha ceduto le line of business ChangePoint, Borland, Uniface dedicate rispettivamente ai segmenti Ppm – Project and Portfolio Management, al testing e al linguaggio di programmazione per l’Application Development, nonché la divisione che fungeva da system integrator attraverso l’offerta di servizi professionali – ndr]”.

Concentrarsi su un unico tema e divenirne i fornitori tecnologici riconosciuti a livello globale: potremmo riassumere così la visione iniziale del board di Compuware che offre la risposta a tutte le scelte e le operazioni messe in atto nell’ultimo quinquennio. “Con risultati concreti visibili a tutti – osserva Cagnola -. Oggi siamo riconosciuti dagli analisti quali leader nell’Apm di nuova generazione [dal 2013 Gartner posiziona l’azienda tra i leader, in prima posizione rispetto ai competitor quali Ibm e Ca Technologies – ndr], avendo sviluppato competenze specifiche in questo segmento e tecnologie in grado di garantire un monitoraggio end-to-end, su tutto lo stack It, ma avendo come ‘punto di partenza e di riferimento’ l’esperienza utente e, quindi, la qualità del servizio It percepita dall’end user”.

Oggi quella fase storica può dirsi conclusa e l’azienda riparte infatti da un nuovo piano: “Compuware Apm diventa a tutti gli effetti Dynatrace [la società ha già nominato il nuovo Ceo, John Van Siclen, che dal 2012 era General Manager della divisone Compuware Apm – ndr] – dettaglia Cagnola -, grazie ad un importante piano di crescita sviluppato dal fondo di investimento che ci ha acquisito lo scorso anno [Thoma Bravo, la quale ha ‘messo sul piatto’ circa 2,5 miliardi di dollari – ndr]. Sarà indubbiamente necessaria una fase di ‘assestamento interno’ che ci vedrà impegnati sia nelle operazioni di centralizzazione del back-end sia nella ridefinizione organizzativa e del modello di go-to-market”.

Su quest’ultimo punto chiediamo a Cagnola qualche anticipazione il quale rivela l’intento dell’azienda di concentrare gli sforzi nella definizione di un più efficace ecosistema di partner: “Abbiamo deciso di stringere alleanze sinergiche con alcuni top player, i quali ci consentono di raggiungere le aziende italiane sia attraverso competenze verticali specializzate sia mediante servizi consulenziali e capacità progettuali, oggi indispensabili per accompagnare le aziende verso nuovi percorsi di trasformazione”, conclude Cagnola.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Si chiama Dynatrace, si legge Next Generation Apm

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 4