Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Agile e Continuous Delivery, i cardini della mobility di Ats

pittogramma Zerouno

Agile e Continuous Delivery, i cardini della mobility di Ats

27 Nov 2015

di Nicoletta Boldrini

Sviluppo agile e velocità di rilascio ma con una fortissima attenzione al rispetto dei requisiti, all’integrazione tecnologica e, non da ultimo, alla user experience, che diventa elemento fondamentale di analisi fin dalle primissime fasi di sviluppo di un’applicazione. Ne parliamo con Gianni Genta, Partner ATS

Efficienza nel governo e nell’esecuzione del progetto e soddisfazione delle esigenze dei clienti a livello di time to market. Sono questi i due obiettivi cardine da cui scaturisce la strategia di ATS – Advanced Technology Solutions per la Mobility, incentrata su Agile e Continuous Delivery, ossia sulla metodologia di sviluppo e delivery delle applicazioni e dei servizi digitali che l’azienda ha ‘adattato’ in modo flessibile in base alle reali necessità del mercato. L’azienda utilizza questa metodologia sia nello sviluppo di applicazioni specifiche sia nell’attività di system integration e di supporto alle aziende di tutti i settori nell’automazione dei processi aziendali.

Gianni Genta, Partner ATS

“Non applichiamo la metodologia Agile secondo uno standard predefinito (Kanban, Scrum, ecc.) bensì secondo una nostra visione ‘più flessibile’, in particolare coinvolgendo di volta in volta il cliente a seconda delle esigenze e delle strutture interne aziendali disponibili, il tutto con un focus molto attento e rigoroso rispetto sia ai requisiti generali sia di dettaglio”, afferma Gianni Genta, Partner ATS: “Il nostro approccio è più che altro incentrato sul concetto di ‘microservizio’: ogni progetto è gestito per fasi e ogni singola fase è governata con requisiti chiari, condivisi e approvati in modo da pianificare tutte le interazioni progettuali al meglio e consegnare al cliente un’applicazione funzionante e integrata perfettamente nell’ambiente It aziendale all’interno del quale ‘girerà’ la soluzione una volta rilasciata in produzione. In questo scenario diventa fondamentale effettuare test paralleli molto frequenti sull’infrastruttura It target ed effettuare bug fixing in maniera rapida e continua; nel caso specifico delle app mobile è diventato un must produrre ‘build intermedie’ per alimentare i test group del cliente e mostrare avanzamenti progressivi”.

Un simile approccio diventa fondamentale per far fronte alle esigenze degli utenti che utilizzano le applicazioni e i servizi digitali, soprattutto in ottica di multicanalità: “Un elemento di fondamentale importanza è sicuramente lo studio della User Experience in fase di progettazione dell’app, con particolare riferimento alle attività di benchmarking competitivo: il successo di un’applicazione passa attraverso una ricerca molto precisa sull’usabilità e sull’architettura dell’informazione che nulla hanno a che vedere con grafica e animazioni di interfaccia, certamente importanti ma non sempre rendono le app realmente usabili e concettualmente lineari”.

Non solo, prosegue il manager: “È altrettanto importante che il team che si dedica alla User Experience sia fortemente integrato con gli sviluppatori in modo da non generare gap tra concept e reale fattibilità tecnica, soprattutto in fase di realizzazione effettiva dell’app dove i due team devono sempre lavorare a stretto contatto per trovare le migliori soluzioni”.

Entrando poi nel dettaglio tecnico, il manager aggiunge: “Per il back end, da tempo facciamo uso di tecnologie che consentono di rispondere in modo adeguato alla volatilità del mercato scegliendo framework (Akka, Spray e Play) che permettono di sviluppare applicazioni reactive – prosegue Genta – e Api con elevate caratteristiche di scalabilità, orientate alla realizzazione di microservizi; per il deployment Cloud utilizziamo ambienti come Aws o Azure o in alcuni casi anche PaaS come Openshift che è dotato di autoscaling in caso di picchi”; abbiamo comunque sviluppato numerose applicazioni con stack più ‘tradizionali’ utilizzando per esempio Java J2EE, Oracle, Osgi ecc. senza mai perdere di vista alta affidabilità e continuità di servizio”. Per quanto riguarda lo sviluppo mobile l’azienda si avvale della tecnologia Xamarin cross platform che, spiega Genta “consente di sviluppare applicazioni native sulle tre tecnologie iOs, Android e Uwp senza perdere in performance rispetto allo sviluppo nativo e soprattutto accentrando la business logic dell’applicazione in unico punto ed evitando i disallineamenti tipici dello sviluppo nativo su tre tecnologie”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 4