Editoriale

I rischi legati all’AI generativa e gli ammonimenti di Asimov



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Con il linguaggio naturale gli utenti usano strumenti di cui ignorano completamente il funzionamento “sotto il cofano”. È una buona idea?

Pubblicato il 24 ott 2023



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Immagine di VLADGRIN su Shutterstock

A quasi un anno dal lancio di ChatGPT, il caotico garbuglio di paure e allarmi lanciati sull’impatto a livello sociale dell’AI generativa si è (almeno parzialmente) dipanato in qualcosa di più comprensibile. Se in ambito business le sue possibili applicazioni sono ancora estremamente variegate e rappresentano sicuramente il settore in cui l’intelligenza artificiale può godere degli orizzonti più ampi di sviluppo ed evoluzione, nel mondo consumer è ormai evidente che il suo impatto maggiore riguarderà pochi e ben definiti ambiti.

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