l'analisi

Rapporto Clusit 2026: la manifattura è il primo bersaglio in Italia


Indirizzo copiato

Nel primo semestre 2026 il settore manifatturiero concentra il 18,4% degli incidenti cyber noti in Italia. Cresce il peso del cybercrime, aumentano gli attacchi ad alto impatto e si rafforza il rischio lungo l’intera filiera tecnologica. Toccato un nuovo record di incidenti gravi a livello mondiale

Pubblicato il 28 ott 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Clusit Verona


Punti chiave

  • Il primo semestre 2026: la manifattura è il primo bersaglio (18,4%); l’Italia conta 245 incidenti noti, con vittime manifatturiere pari al 17% del totale mondiale.
  • Composizione: il cybercrime è ~82% in Italia; il malware sale al 43%, cala l’hacktivism e aumentano gli impatti elevati.
  • Rischio sistemico: dipendenza da fornitori ICT; servono continuità e piani di ripristino. La intelligenza artificiale accelera attacchi e richiede difese automatizzate.
Riassunto generato con AI


La manifattura è il primo bersaglio degli incidenti cyber noti in Italia: raccoglie il 18,4% dei casi censiti nel primo semestre 2026. E le vittime italiane rappresentano il 17% di quelle manifatturiere mondiali, mentre il peso del Paese sul totale degli incidenti si ferma al 5%.

L’aggiornamento di ottobre del Rapporto Clusit 2026, presentato al Security Summit di Verona, censisce 245 incidenti cyber nel primo semestre dell’anno in Italia, contro i 280 rilevati nello stesso periodo del 2025, con una flessione del 12,5%.

Il confronto con il semestre immediatamente precedente mostra però un’inversione di tendenza: gli episodi tornano a crescere di circa l’8%. Cambia anche la composizione degli attacchi, con il ridimensionamento delle azioni dimostrative e un ulteriore rafforzamento del cybercrime, che rappresenta ormai circa l’82% del campione italiano.

Lo studio dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica analizza gli incidenti di particolare gravità divenuti di dominio pubblico e ricostruiti attraverso fonti aperte. Tra i settori più colpiti, la manifattura si colloca al primo posto (18,4%), davanti agli attacchi rivolti a obiettivi appartenenti a più comparti (18%) e al settore governativo, militare e delle forze dell’ordine (11%).

Aumenta anche il peso dei fornitori tecnologici. Il settore ICT raggiunge l’8,6% degli incidenti italiani, con un incremento di 4,4 punti percentuali rispetto al 2025; la stessa quota spetta al commercio all’ingrosso e al dettaglio.

Manifattura18,4%
Obiettivi multipli18%
Governo, militare, forze dell’ordine11%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio8,6%
ICT8,6%
Fonte: Clusit, Rapporto 2026 — aggiornamento ottobre 2026; periodo: Italia, primo semestre 2026; quota sui 245 incidenti noti

Manifattura e fornitori ICT: il rischio attraversa la filiera

La concentrazione degli incidenti nelle imprese produttive si accompagna a un cambiamento nelle tecniche rilevate.

Il malware torna al primo posto in Italia con il 43% dei casi, rispetto al 22,7% dell’intero 2025. Nella lettura dei ricercatori, le piccole e medie imprese manifatturiere restano obiettivi di una criminalità informatica sempre più efficiente e automatizzata.

«Nel nostro Paese sarà sempre più necessario gestire il rischio sistemico», osserva Luca Bechelli, del Comitato direttivo Clusit. Secondo Bechelli, oltre una certa frequenza di incidenti, manifattura, amministrazioni, infrastrutture critiche e servizi ICT possono trovarsi in una condizione di sofferenza costante, con ricadute sul funzionamento dei settori e sull’economia nazionale.

Il che suggerisce di collegare la valutazione dei fornitori ai processi aziendali che quei servizi sostengono. La domanda operativa diventa quali attività si fermerebbero in caso di indisponibilità, quali alternative esistano e come coordinare il ripristino. È una conseguenza della dipendenza tra organizzazioni che il rapporto mette in evidenza.

Il record mondiale degli incidenti gravi e il vuoto sui dettagli tecnici

Il quadro italiano si colloca in un semestre da record mondiale: Clusit conta 4.911 incidenti gravi noti, il 71% in più del primo semestre 2025 e il 105% in più del secondo, quando erano stati 2.392. In sei mesi si raggiunge il 93% degli episodi censiti nell’intero 2025. La media mensile sale a 819, contro i 439 dello scorso anno.

La crescita si concentra negli eventi per i quali la tecnica d’attacco non è pubblica. Questi casi passano da 943 nel primo semestre 2025 a 3.321 nello stesso periodo del 2026, circa due terzi del campione. Gli episodi con tecnica conosciuta scendono invece da 1.930 a 1.590. Il confronto mostra come aumenti soprattutto la parte del fenomeno sulla quale mancano dettagli tecnici accessibili.

I semestre 20252.873 incidenti
I semestre 20264.911 incidenti
Tecnica notaTecnica non divulgata
Fonte: Clusit, Rapporto 2026 — aggiornamento ottobre; periodo: primo semestre 2025 e primo semestre 2026

I ricercatori parlano di «paradosso della trasparenza»: gli obblighi di notifica fanno emergere più incidenti, ma le informazioni trasmesse alle autorità non diventano automaticamente pubbliche. Le organizzazioni mantengono riservati i dettagli anche per ragioni reputazionali e per ridurre il rischio di nuovi attacchi. La maggiore visibilità dei casi convive così con una minore possibilità di ricostruirne i meccanismi.

Su scala globale il cybercrime pesa per il 95,4%, con 4.683 incidenti. Il comparto governativo, militare e delle forze dell’ordine torna in testa tra le vittime, con 751 casi e il 15,3% del totale. Il commercio all’ingrosso e al dettaglio sale dal nono al terzo posto, con 467 episodi: oltre quattro volte quelli dello stesso semestre 2025.

In Italia meno hacktivism, ma cresce il peso degli impatti elevati

Il prevalere delle motivazioni economiche si accompagna alla contrazione dell’hacktivism, cioè delle azioni informatiche con finalità politiche o dimostrative. In Italia la sua quota scende dal 38,7% dell’intero 2025 al 17% del primo semestre 2026.

Nello stesso confronto, gli attacchi distribuiti di negazione del servizio, o DDoS, passano dal 38,5% al 17%: sono azioni che puntano a rendere indisponibili i servizi e che colpiscono frequentemente la pubblica amministrazione.

La diversa composizione si riflette sulla gravità. Gli incidenti italiani con impatto elevato raggiungono il 57%, con un aumento di quasi 20 punti percentuali rispetto al 2025; quelli medio-bassi si fermano al 35% e i critici all’8%. Secondo Clusit, il maggiore peso del cybercrime contribuisce a spiegare conseguenze più significative per le vittime.

La gravità degli incidenti in Italia

Livello di gravitàQuota nel I semestre 2026
Elevato57%
Medio-basso35%
Critico8%

Fonte: Clusit, aggiornamento ottobre 2026. Distribuzione sui 245 incidenti noti in Italia nel primo semestre 2026

Restano segnali favorevoli da verificare nel tempo. Energia e utilities riducono la propria quota dal 2,4% del 2025 all’1,2% del semestre, mentre la sanità si colloca all’ultimo posto nella distribuzione italiana. Gli autori invitano a leggere questi risultati con prudenza sui miglioramenti settoriali, perché il confronto con altri rapporti nazionali e internazionali restituisce un quadro ancora incerto.

Tra le possibili spiegazioni, Clusit indica difese e procedure migliori, ripristini più rapidi e gli effetti delle iniziative pubbliche e delle normative sulla sicurezza. L’associazione considera il possibile contributo di NIS2, legge 90/2024 e investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) un’ipotesi da consolidare con i dati dell’intero 2026. La diminuzione delle azioni dimostrative può risentire anche del loro minore richiamo mediatico.

L’intelligenza artificiale accelera gli attacchi e la risposta

Alla trasformazione del rischio si aggiunge l’intelligenza artificiale. Per i ricercatori Clusit è un moltiplicatore delle capacità offensive: facilita attività sofisticate e abbassa la barriera d’ingresso per soggetti meno esperti. Gli autori escludono però che possa essere considerata il motore della crescita degli incidenti osservata nel primo semestre 2026.

L’evoluzione attesa è l’agentic hacking: gruppi di agenti AI che coordinano azioni, adattano le strategie e combinano tecniche e vulnerabilità per compromettere i sistemi. Clusit richiama i primi segnali di questo sviluppo e prospetta attacchi interamente automatizzati. Per la difesa, la conseguenza è la necessità di accorciare i tempi di rilevazione e risposta, con contromisure automatizzate e una governance capace di adeguarsi al cambiamento.

La misura dei risultati resta la capacità di contenere gli effetti degli incidenti e riprendere le attività. Anna Vaccarelli, presidente di Clusit, richiama il rischio di interpretare il minore peso italiano sul totale mondiale come un rassicurante arretramento della minaccia. La cybersecurity, afferma, «va considerata il fondamento della continuità operativa». Per le imprese questo significa valutare insieme protezione, dipendenze dai fornitori e capacità di ripristino dei servizi da cui dipende il business.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

DATA CENTER HUB

Tutti
I PROTAGONISTI
GUIDE
RICERCHE
APPROFONDIMENTI
Leggi l'articolo Sviluppo dei data center, l’approccio integrato di Deerns
l'identikit
Sviluppo dei data center, l’approccio integrato di Deerns
Leggi l'articolo Campus data center e interconnessione: come si sviluppa l’ecosistema Equinix
l'identikit
Campus data center e interconnessione: come si sviluppa l’ecosistema Equinix
Leggi l'articolo Continuità elettrica per i data center: le soluzioni di Riello UPS
l'identikit
Continuità elettrica per i data center: le soluzioni di Riello UPS
Leggi l'articolo Data center, le 50 parole chiave
glossario
Data center, le 50 parole chiave
Leggi l'articolo Equans, un approccio end-to-end per i nuovi data center
l'identikit
Equans, un approccio end-to-end per i nuovi data center
Leggi l'articolo Munters, il raffreddamento che sostiene l’evoluzione dei data center
l'identikit
Munters, il raffreddamento che sostiene l’evoluzione dei data center
Leggi l'articolo Elettrificazione e distribuzione elettrica ad alta efficienza secondo ABB
L'identikit
Elettrificazione e distribuzione elettrica ad alta efficienza secondo ABB
Leggi l'articolo Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
l'identikit
Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
Leggi l'articolo Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
l'identikit
Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
Leggi l'articolo Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
VADEMECUM
Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
Leggi l'articolo La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Lo studio
La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Leggi l'articolo Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Vademecum
Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Leggi l'articolo Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Energy efficiency
Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Leggi l'articolo Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
L'analisi
Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
Leggi l'articolo Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
vademecum
Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
Leggi l'articolo Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
L'approfondimento
Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
Leggi l'articolo Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
L'intervista
Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
Leggi l'articolo Sviluppo dei data center, l’approccio integrato di Deerns
l'identikit
Sviluppo dei data center, l’approccio integrato di Deerns
Leggi l'articolo Campus data center e interconnessione: come si sviluppa l’ecosistema Equinix
l'identikit
Campus data center e interconnessione: come si sviluppa l’ecosistema Equinix
Leggi l'articolo Continuità elettrica per i data center: le soluzioni di Riello UPS
l'identikit
Continuità elettrica per i data center: le soluzioni di Riello UPS
Leggi l'articolo Data center, le 50 parole chiave
glossario
Data center, le 50 parole chiave
Leggi l'articolo Equans, un approccio end-to-end per i nuovi data center
l'identikit
Equans, un approccio end-to-end per i nuovi data center
Leggi l'articolo Munters, il raffreddamento che sostiene l’evoluzione dei data center
l'identikit
Munters, il raffreddamento che sostiene l’evoluzione dei data center
Leggi l'articolo Elettrificazione e distribuzione elettrica ad alta efficienza secondo ABB
L'identikit
Elettrificazione e distribuzione elettrica ad alta efficienza secondo ABB
Leggi l'articolo Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
l'identikit
Dallo staffaggio alla protezione antincendio: l’offerta Hilti per i data center
Leggi l'articolo Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
l'identikit
Come HiRef ottimizza il raffreddamento e l’efficienza energetica dei data center
Leggi l'articolo Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
VADEMECUM
Data center in Italia: come cambia l’ecosistema della filiera
Leggi l'articolo La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Lo studio
La corsa all’AI fa esplodere la domanda energetica dei data center
Leggi l'articolo Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Vademecum
Dal data center all’AI factory: cosa serve sapere prima di investire
Leggi l'articolo Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Energy efficiency
Consumi AI data center: ABB scommette sulla corrente continua
Leggi l'articolo Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
L'analisi
Data center, cresce l’appeal del mercato italiano per i capitali
Leggi l'articolo Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
vademecum
Data center “lights-out”: quanto manca all’infrastruttura autonoma
Leggi l'articolo Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
L'approfondimento
Etichetta UE per i data center: più trasparenza sui consumi
Leggi l'articolo Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”
L'intervista
Data center, Becker: “La sovranità digitale passa dalla dimensione regionale”

Articoli correlati