Red Hat, la strategia open verso l’edge

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Attualità

Red Hat, la strategia open verso l’edge

Sfruttare le tecnologie open per innovare estendendo i vantaggi dell’hybrid cloud fino all’edge per garantire l’operatività e valorizzare i dati. La proposta di Red Hat

01 Apr 2022

di Roberta Fiorucci

Il futuro della tecnologia operativa non è più limitato al data center o al cloud pubblico, ma è sempre più spostato verso la periferia della rete innalzando l’elaborazione dei dati dell’edge computing al centro degli investimenti aziendali e dell’innovazione. Un paradigma, quello innovativo, in cui l’open source la fa da padrone come sottolinea subito Giorgio Galli, Senior Manager Solution Architecture durante l’incontro organizzato per comprendere come Red Hat applica l’open all’edge computing.

“L’approccio open entra nel mondo dell’edge per garantire l’interoperabilità sicura a livello di IT e OT, all’interno di uno scenario di hybrid cloud e multi-cloud” afferma il manager. Una progettualità che sfrutta, in una sorta di contaminazione, la tecnologia in modo trasversale e trasferisce esperienze e tecnologie di natura enterprise anche in contesti più critici, garantendo sicurezza e interoperabilità con certificazioni delle soluzioni da e verso le terze parti. Quali sono, dunque, le prospettive dell’edge computing e come rendere concreti e reali i casi d’uso edge?

La strategia Red Hat “Hybrid Multi Cloud & Edge”

Nell’ultimo Global Tech Outlook realizzato da Red Hat, la combinazione di edge computing (28%) e IoT (49%) cresce ed è sempre più alla base delle strategie aziendali tanto da superare (sempre in combinazione) intelligenza artificiale e machine learning, considerate prioritarie per il 53% dei leader IT intervistati. Il Global Tech Outlook è un report nato proprio per comprendere meglio le tendenze in evoluzione relative alla trasformazione digitale sulla base delle priorità di finanziamento IT e non IT e dei tipi di infrastruttura su cui vengono eseguite applicazioni.

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“Il vantaggio dell’edge – spiega Giorgio Galli – è quello di portare i benefici dell’hybrid cloud fino alla periferia, dove i dati vengono generati”. Red Hat parla di “Open Hybrid Multi Cloud esteso all’Edge” come strategia che supporta le aziende verso un ecosistema interconnesso e integrato. L’obiettivo è permettere a developer e aziende di sviluppare le applicazioni una sola volta e decidere dove devono essere rilasciate e utilizzate, disaccoppiando l’applicazione dall’infrastruttura.

Giorgio Galli, Senior Manager Solution Architecture di Red Hat

Skill, cloud brokering e piattaforma agnostica

Una strategia, quella delineata, che consente di utilizzare cloud e risorse in uno scenario ibrido e multicloud ma permette anche di migliorare la user experience nella gestione e nel rilascio applicativo, di abilitare l’utilizzo di competenze ed estendere in modo agile le capability. Allo stesso tempo, fa da leva al cloud brokering come modello di servizi per nuove soluzioni multi cloud in grado di ampliare ed estendere la competitività delle aziende (anche dal punto di vista commerciale e contrattuale) senza vincoli di processo o tecnologici legati a singoli ambienti. Il vantaggio operativo è evidente.

Red Hat utilizza la stessa tecnologia sia nell’infrastruttura centralizzata che in quella periferica, abilitando una gestione agile estesa all’edge con la capacità di elaborare informazioni velocemente e vicino a dove sono generate. A ciò si aggiunge competitività e vantaggi delle tecnologie in un’ottica open. “Offriamo una piattaforma agnostica e standard per poter essere interoperabile e utilizzata dall’ecosistema e dagli ISV (Independent Software Vendor) che intervengono con applicazioni più specifiche per i diversi tipi di industria” conclude Giorgio Galli.

Tecnologia e convergenza IT/OT

“Occorre capire come creare interoperabilità tra IT e Operation Technology, che hanno paradigmi e processi differenti ma necessità di dialogare tra loro e mettere, così, l’edge al centro” afferma Alessandro Denicoli, Hybrid Cloud & Edge Solution Sales Specialist di Red Hat. Serve offrire interoperabilità, garantire che i sistemi critici siano connessi in modo sicuro (quello della sicurezza è uno dei temi centrali per Red Hat), e integrare in modo effettivo i processi.

Alessandro Denicoli, Hybrid Cloud & Edge Solution Sales Specialist di Red Hat

Le tecnologie permettono di avere subito disponibili informazioni da asset distribuiti e abilitare scenari di business innovativi basati su real time analytics e modelli data driven. Secondo Alessandro Denicoli, la trasformazione deve portare all’abbandono definitivo dei modelli a silos. L’approccio tecnologico dell’azienda si basa su: Red Hat Enterprise Linux, in grado di operare non più solo nei data center ma anche su workload molto piccoli e con risorse di calcolo limitate, e Red Hat OpenShift, piattaforma Kubernetes per scalare in modo agile dai gateway, ai cluster, fino a deployment cloud.

Questa tecnologia copre tutta la catena infrastrutturale e vanno ad aggiungersi le soluzioni per la gestione operativa e di controllo: Red Hat Application Services, Red Hat Advance Cluster Security for Kubernetes, Red Hat Advanced Cluster Management for Kubernetes, Red Hat Ansible Automation Platform e Red Hat Quay.

Casi d’uso e verticalizzazioni

Ma dove si trova la tecnologia Red Hat? Automotive, manufacturing, retail, health-life science, energy e public sector sono tra i settori verticali che abbracciano la strategia open estendendola all’edge. “La visione unificata della strategia di Red Hat permette di realizzare applicazioni e di valorizzare i contesti informativi dell’edge nelle diverse industry” afferma Luca Bigotta, Solution Sales Specialist Hybrid Cloud di Red Hat Italia.

Luca Bigotta, Solution Sales Specialist Hybrid Cloud di Red Hat Italia.

Tra i casi d’uso, occorre ricordare Alstom e la gestione del sistema di segnalazioni delle reti ferroviarie negli Usa. L’azienda di mobility ha adottato un sistema operativo e tecnologia per i container per l’elaborazione e trasformazione dei dati, con il vantaggio di aver standardizzato e gestito in sicurezza l’intera infrastruttura edge grazie anche all’utilizzo di Ansible come piattaforma di automazione. Una soluzione di mobility software e hardware completamente data drive.

In Italia, come ricorda Giorgio Galli a conclusione, le tecnologie cloud-native di Red Hat hanno permesso a BrianzAcque di automatizzare la gestione centralizzata della sua rete IoT e di ridurre il tempo destinato al data management.

Roberta Fiorucci

Giornalista

Roberta Fiorucci scrive di tecnologia, innovazione digitale e digital transformation per le imprese, prima come copywriter e technical writer poi collaborando con case editrici e riviste di settore. Nel 2008 ha creato una sua agenzia di comunicazione specializzata in brand management nel settore IT e sviluppo di progetti innovativi. Nel 2020 ha iniziato la sua collaborazione con ZeroUno

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