Manufacturing: come si stanno ridefinendo le supply chain di nuova generazione

pittogramma Zerouno

Sponsored Story

Manufacturing: come si stanno ridefinendo le supply chain di nuova generazione

Nel contesto dell’Industry 4.0, il cloud diventa un motore di innovazione, abilitando business model alternativi e profittevoli. La visione e l’esperienza di WIIT

11 Apr 2022

di Redazione

‎La Quarta Rivoluzione Industriale, che vede la compenetrazione tra sistemi fisici, digitali e biologici, sta trasformando profondamente il settore del Manufacturing, sfruttando i progressi dell’Information Technology e in particolare del cloud.

“L’Industry 4.0 – spiega Davide Capozzi, Director of Business Integration and Innovation di WIIT – ha il merito di portare l’intelligenza a bordo macchina, mentre la precedente Rivoluzione, caratterizzata dall’ingresso dell’Informatica nei processi aziendali, si fermava all’utilizzo di applicazioni (per esempio, i sistemi di Enterprise Resource Planning) per organizzare la produzione e la filiera con maggiore efficacia. Oggi, al fine di ottimizzare la supply chain, è possibile sfruttare le informazioni in modo ancora più intensivo, aggiungendo gli indicatori di campo che provengono direttamente dai macchinari”. Come puntualizza Capozzi, di fatto, si assiste alla creazione di un nuovo dominio dei dati che concorrono alle decisioni aziendali.

Il cloud per abilitare le iniziative dell’Industry 4.0

Da un punto di vista pratico, l’Industry 4.0 comprende una miriade di tecnologie differenti, che convergono allo scopo di mettere in comunicazione il mondo dell’informatica con la sfera delle Operations. Qui trovano spazio le applicazioni di intelligenza artificiale, i sistemi dell’Internet Of Things e tutti gli strumenti che utilizzano massivamente i dati.

Come evidenza Capozzi, il cloud diventa il fattore abilitante indispensabile per gestire le grandi moli di informazioni che caratterizzano l’Industria 4.0 e le iniziative di supply chain optimization, mettendo a disposizione una capacità di storage e calcolo potenzialmente infinita.

“Prima – chiarisce Capozzi – era impensabile conoscere lo stato di funzionamento dei macchinari in tempo reale, mentre oggi è possibile ottenere immediatamente le informazioni di dettaglio addirittura sul singolo componente. Tuttavia, il passo decisivo è processare gli enormi volumi di dati disponibili per ricavare evidenze a valore: servono algoritmi sofisticati che richiedono una potenza computazionale elevata. Il cloud fornisce una risposta a entrambe le esigenze, di raccolta e analisi delle informazioni”.

Riassumendo, il cloud permette di delegare l’archiviazione dei dati a società specializzate, che garantiscono spazi e know-how superiori rispetto alle effettive capacità di qualsiasi azienda. Inoltre, i provider possono fornire una potenza di calcolo scalabile, on demand e sempre disponibile, a supporto degli algoritmi più complessi.

“In ambito Industry 4.0 – prosegue Capozzi – conviene appoggiarsi a un player terzo, con capacità di investimento superiori e competenze specializzate. WIIT si propone come partner affidabile per concretizzare le iniziative di digitalizzazione delle aziende manifatturiere”.

La servitizzazione abilitata dal cloud

A questo proposito, esemplificativo è il progetto legato all’Internet Of Things realizzato con il Gruppo Viasat, attivo a livello europeo nell’offerta di sistemi di sicurezza satellitari. All’interno di un portafoglio diversificato, l’azienda produce anche le scatole nere installate a bordo dei veicoli che forniscono alle agenzie assicurative i dati necessari all’elaborazione di contratti personalizzati per i propri clienti. “Tutta l’elaborazione delle informazioni provenienti dalle centraline – precisa Capozzi – avviene all’interno del nostro cloud, attraverso gli algoritmi proprietari di Viasat che sono molto esigenti dal punto di vista computazionale. Il Gruppo fa business sul cloud: nonostante sia un’azienda manifatturiera, grazie alla nuvola, ha potuto generare nuovi ricavi vendendo gli insights come servizio correlato. L’unico costo sostenuto è legato all’effettivo consumo delle risorse in cloud”.

La servitizzazione, come afferma Capozzi, è un fenomeno sempre più diffuso, abilitato dai progressi del cloud computing. “Molte aziende del Manufacturing – asserisce – stanno studiando nuovi modelli di vendita per monetizzare attraverso l’erogazione di servizi aggiuntivi. Il processo consiste nell’individuare una variabile di business rilevante per il cliente finale, che verrà associata a un metodo di pagamento. Per esempio, un produttore di macchine movimento terra potrebbe capitalizzare sui dati relativi al numero di scavate effettuate. L’indicatore, infatti, risulta di interesse per gli utilizzatori, che quindi sono disposti a pagare una tariffa a consumo aggiuntiva, contestualmente alla spesa per l’acquisto o il noleggio del macchinario”.

L’obiettivo è creare un business model profittevole, basato sulla stretta collaborazione tra cloud provider e cliente. “Come nel caso di Viasat – suggerisce Capozzi – bisogna elaborare, in un contesto di Open Innovation, un modello di pricing che garantisca sia la scalabilità del servizio sia la certezza di costi e ricavi”. Insomma, il cloud apre le porte all’immaginazione per l’offerta di nuovi servizi, ma occorre necessariamente il supporto di un partner capace di fornire non solo gli asset tecnologici, ma anche la visione strategica.

R

Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

Articolo 1 di 4