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Red Hat: Containers e DevOps per la Digital Transformation

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Attualità

Red Hat: Containers e DevOps per la Digital Transformation

I Containers rappresentano uno degli strumenti tecnologici indispensabili per supportare approcci DevOps che abilitano la trasformazione digitale dei processi (It e di business). Un mix di tecnologia, metodologia e processo che da tempo definiscono la strategia hybrid cloud / open source di Red Hat

24 Giu 2019

di Nicoletta Boldrini

Il mix tra Containers e DevOps è ciò che, nella visione di Red Hat, permette oggi alle aziende di accelerare percorsi di trasformazione digitale applicando, da un lato, metodologie basate su una cultura di collaborazione che valorizza la condivisione e la trasparenza, dall’altro, tecnologie che semplificano sviluppo e distribuzione di applicazioni utili al business.

Il tema è stato oggetto di dibattito durante un recente evento in cui Red Hat e Tech Data hanno congiuntamente riunito partner e aziende utenti con l’obiettivo di far comprendere come Containers e DevOps siano esattamente l’uno complementare all’altro.

La complementarietà tra Containers e DevOps nella visione di Red Hat

Per garantire il successo di un approccio DevOps è fondamentale scegliere strumenti che supportano i processi, è la premessa da cui si è partiti, mentre i Containers semplificano il trasferimento delle applicazioni tra gli ambienti di sviluppo, test e produzione nonché il deployment applicativo laddove lo richiede il business (ossia fog, edge e sistemi distribuiti).

A spiegare meglio cosa significa è stato Luca Gabella, EMEA Business Development Manager for Digital Transformation and IoT di Red Hat che ha esordito facendo alcune doverose e importanti premesse: “La Digital Transformation deve intendersi come ripensamento dei modelli di business, dei processi e dell’ecosistema che ruota attorno ad un’azienda (le partnership con le quali sviluppa il proprio business). Un percorso che richiede: 1) nuovo sviluppo applicativo e integrazione dei servizi applicativi; 2) modernizzazione delle infrastrutture verso modelli cloud-based; 3) processi più agili, sia IT sia di business”.

Ed è proprio su queste direttrici che Red Hat ha modellato la sua strategia di posizionamento passando dall’essere “l’azienda dell’open source enterprise” degli anni passati, all’azienda dell’open hybrid IT di oggi la cui proposta tecnologica, ormai end-to-end in grado di coprire tutto lo stack, dall’infrastruttura al software passando per la piattaforma, si snoda tra:

1) hybrid cloud infrastructure;

2) cloud-native app platform;

3) management and automation software.

Containers per l’edge computing: driver per IoT ed Industry 4.0

“L’attuale scenario di cambiamento che vivono le aziende è caratterizzato, dal punto di vista tecnologico, da una sfida importante, l’edge computing”, richiama all’attenzione Gabella. “Secondo alcune analisi di IDC, il 50% dei processi interessati da percorsi di Digital Transformation nei prossimi anni saranno gestiti fuori dal Data Center aziendale. Una sfida che riguarda anche l’analisi real-time dei dati che dovrà sempre più essere spostata nell’edge”.

Per avvalorare la visione, Gabella condivide con partner ed aziende utenti alcuni esempi pratici:

1) il mondo industriale è digitalizzato ma oggi i dati sono ancora gestiti a silos: il salto che devono fare queste aziende è integrare dati provenienti da macchine, robot, sensori, dispositivi connessi sparsi ovunque per poterli analizzare in real-time e là dove i dati sono (nell’edge, appunto);

2) nel segmento Oil&Gas il tema portante oggi è la sicurezza delle persone che dipende anche da contesti esterni e ambienti dove è difficile fare previsioni; servono tantissimi dati e un elevato livello di intelligence/analytics;

3) l’ultimo esempio riguarda i produttori di grandi macchinari industriali complessi (l’Italia ha una posizione di leadership in quest’ambito): qui la sfida è avere macchinari sensorizzati che generano dati, situazione che può completamente stravolgere il modello di business portando le aziende a passare dalla logica della vendita del prodotto alla vendita di servizio (un modello di business oggi chiamato “servitization”).

La risposta a tutti questi bisogni, dalla prospettiva Red Hat, viene dai Containers: “i container permettono di far evolvere domini applicativi e tecnologici che hanno logiche totalmente differenti, per cui due mondi che hanno caratteristiche diverse possono convivere nello stesso ambiente tecnologico”, conclude Gabella. “Oggi la logica dei Containers abilita in modo efficace il modello Industry 4.0, noi lo facciamo con una open end-to-end IoT Architecture convinti, da sempre, che l’open source sia l’elemento strategico che abilita l’integrazione tra più sistemi, un plus importante proprio quando si parla di progetti IoT”.

Nicoletta Boldrini

Direttore responsabile di ZeroUno

Direttore di ZeroUno e del portale AI4Business dedicato all'intelligenza artificiale, seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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