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FinOps: governare la variabilità dei costi cloud

Grazie alla collaborazione tra business, finance e team IT, il paradigma FinOps aiuta le aziende a governare i costi del cloud

02 Nov 2020

di Patrizia Fabbri

Trovare l’equilibrio tra costi, velocità e qualità per rendere efficiente il cloud e continuare a investire in innovazione: in estrema sintesi questo è il paradigma FinOps. Già, perché adesso che il cloud è diventato l’infrastruttura di riferimento per la maggior parte delle aziende, che l’approccio ibrido si va configurando come l’approccio standard e la tendenza è quella di rivolgersi a più di un cloud provider, ci si è resi conto che i costi rischiano di andare rapidamente fuori controllo.

Ecco perché, mutuando il nome dal più famoso DevOps (che vede una stretta collaborazione tra team di sviluppo e le operation), nell’ultimo anno è andato crescendo l’interesse verso il paradigma FinOps che prevede la collaborazione tra dipartimenti finanziari dell’azienda, linee di business e operation.

Che cos’è FinOps e perché è necessario

Il cloud ha rivoluzionato il modello di costi dell’IT che è passato da una modalità Capex che prevede un importante investimento iniziale a una modalità Opex, con il pagamento dei servizi a consumo. Ma l’utilizzo intensivo del cloud, combinato con data center on premise, il ricorso a diversi cloud provider generano una variabilità dei costi che è difficile tenere sotto controllo.

Nell’indagine Cost Management in The Cloud Age realizzata da 451 Research ne 2019, l’80% degli intervistati afferma che la cattiva gestione finanziaria del cloud ha avuto un impatto negativo sul business aziendale. E Gartner ritiene che fino al 2022, su base mensile, il 30% della crescente spesa per software e servizi cloud non sarà utilizzato.

La ricerca presentata nelle scorse settimane dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, rileva infine che:

  • nel 71% delle aziende i servizi cloud sono gestiti in maniera centralizzata dall’IT, a cui nel 76% dei casi sono anche attribuiti unicamente i costi degli stessi, mentre nel restante 24% esiste un chargeback basato sul consumo alle singole unità di business;
  • nel 29% delle imprese invece, le unità di business gestiscono direttamente i servizi in modalità self-service, nel 58% dei casi con costi comunque centralizzati sull’IT, mentre nel 42% con una ripartizione sul business
  • parallelamente, il 61% delle aziende ha adottato strategie di contenimento dei costi cloud.

Ecco allora che viene in aiuto FinOps introducendo il concetto di responsabilità finanziaria in relazione al modello cloud di spesa flessibile e prevede la collaborazione tra IT, business e finance nel processo decisionale di acquisizione di servizi cloud. Ma se uno dei vantaggi del cloud è quello della rapidità di risposta a esigenze del business, è chiaro che la decisione di accedere ai diversi servizi non può essere rallentata da lunghe procedure di verifica da parte del finance: ecco perché FinOps, cioè un processo continuo e iterativo.

La collaborazione tra le diverse aree aziendale è fondamentale per essere sicuri non necessariamente di spendere meno, ma che quel che si spende si stia traendo il massimo vantaggio.

I 6 principi fondanti FinOps

La FinOps Foundation , promossa dalla Linux Foundation e nata proprio per promuovere questo nuovo paradigma, ha sistematizzato il concetto in 6 principi fondanti (figura1):

  1. I team devono collaborare
  2. Le decisioni sono guidate dal valore aziendale del cloud
  3. Tutti si assumono la responsabilità dell’utilizzo del cloud
  4. I report FinOps devono essere accessibili e puntuali
  5. Un team centralizzato gestisce FinOps
  6. Trarre vantaggio dal modello a costo variabile del cloud
FinOps 1 principi
Figura 1 – I principi base di FinOps. Fonte: FinOps Foundation

L’adozione di questi principi consente uno scambio di conoscenze che è fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Pur rimanendo competenti nelle proprie aree di attività, business, IT e finance acquisiscono le conoscenze di base fondamentali delle altre (figura 2):

  • il finance impara a conoscere il cloud; essendo in contatto continuo con il team IT, oltre a capire meglio come vengono utilizzate le risorse, familiarizza con i progetti futuri ecc.;
  • il team IT capisce meglio cosa significa in termini finanziari il passaggio da Capex a Opex e come queste spese vengono rendicontate; i team tecnici posso così considerare con maggior chiarezza anche il costo come elemento di efficienza;
  • i business manager stabiliscono, come è ovvio, le priorità aziendali ma, grazie al rapporto continuo con le altre due componenti aziendali, possono prendere decisioni che considerino il corretto equilibrio tra costi, velocità e qualità.
FinOps 2 team
Figura 2 – Il team FinOps. Fonte: FinOps Foundation

Come implementare FinOps

La FinOps Foundation ha identificato tre fasi di implementazione del modello FinOps:

  • Informare: è la prima fase del journey FinOps, che fornisce alle organizzazioni e ai team visibilità, allocazione, benchmarking, budget e previsione. La natura elastica e su richiesta del cloud, insieme a prezzi e sconti personalizzati, rende necessaria una visibilità accurata e tempestiva per decisioni intelligenti. L’allocazione accurata della spesa per il cloud basata su tag, account o mappature aziendali consente un chargeback accurato. Gli stakeholder aziendali e finanziari vogliono anche assicurarsi che il ROI rispetti il budget ed essere quindi nelle condizioni di prevedere accuratamente la spesa, evitando sorprese. Il benchmarking come coorte e contro i team fornisce alle organizzazioni le metriche necessarie per sviluppare un team ad alte prestazioni.
  • Ottimizzare: è la fase in cui vengono individuate e misurate le possibili ottimizzazioni come il ridimensionamento, la frequenza di accesso allo storage o il miglioramento della copertura delle istanze riservate. Qui è importante conoscere bene le proposte dei diversi cloud provider, tenendo presente che la capacità su richiesta senza alcuna programmazione è sempre la più costosa. I cloud provider offrono infatti sconti per incoraggiare la pianificazione avanzata, ma bisogna saperne approfittare; qui una stretta relazione tra business, che per esempio può prevedere con parecchio anticipo momenti di picco, e IT è fondamentale, intendiamoci, non è che oggi questo non avvenga, il punto è inserire questo tipo di informazioni in un processo continuo di scambio.
  • Operare: un’attività all’insegna del miglioramento continuo e del funzionamento senza interruzioni. Le organizzazioni iniziano a valutare continuamente gli obiettivi di business e le metriche che stanno monitorando rispetto a tali obiettivi e come stanno andando, misurando l’allineamento del business su velocità, qualità e costi.
FinOps 3 fasi
Figura 3 – Le fasi di implementazione di FinOps. Fonte: FinOps Foundation

La figura 3 mostra nel dettaglio quali sono le attività consigliate per ogni fase.

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Patrizia Fabbri

Giornalista, Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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