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Startup e aziende, l’importanza di chiamarsi Cio

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Startup e aziende, l’importanza di chiamarsi Cio

27 Mag 2015

di Fabrizio Marino

Il Cio è una figura chiave nei grandi gruppi che stanno cercando innovazione ma hanno poca voglia di rischiare. Alla Digital Innovation Academy, il progetto della School of Management del Politecnico di Milano rivolto alla Community dei Cio e dei Business Executives, viene illustrata l’esperienza di Enel e Snam in tema di innovazione. La collaborazione con le startup è decisiva, ma non sempre ci sono le risorse necessarie.

All’interno del variegato mondo dell’ecosistema startup la domanda è ricorrente: qual è lo stato dei rapporti tra startup e imprese tradizionali? Con una variante: che ruolo e quali opportunità ci sono per le grandi aziende? In ogni caso c'è un corollario: esiste, o dovrebbe esistere, all’interno delle grandi aziende una figura che si relaziona in maniera costante con le startup? Ovviamente non c'è una risposta scontata e per questo le domande hanno animato a lungo il quinto workshop della Digital Innovation Academy 2015, il progetto della School of Management del Politecnico di Milano rivolto alla Community dei Cio e dei Business Executives, dal titolo “Innovare attraverso le startup: quale il ruolo del CIO”, tenutosi lo scorso maggio presso le aule del Mip Politecnico di Milano.

Pierluigi Paracchi, cofondatore e amministratore delegato di Genenta Science

Alla presenza di oltre 30 tra Cio e Innovation manager, è stata l'occasione per condividere esperienze personali tra investitori, fondatori di startup, docenti universitari e manager che ricoprono un ruolo strettamente connesso al mondo deldigitale all’interno della loro azienda. ”Quando decisi di entrare nel mondo delle startup tecnologiche, nel 2002, ricordo che una delle difficoltà più grandi fu convincere gli investitori ad investire i loro capitali nell’innovazione con un’attesa di ritorni”, ha raccontato Pierluigi Paracchi, una vita nel venture capital, ora Cofondatore e Amministratore Delegato di Genenta Science. «Una complessità che sembra ripetersi ancora oggi nel rapporto grandi aziende – startup. Spesso le multinazionali faticano a farsi carico dei necessari rischi per innovare, e capita che siano disposte ad aspettare che sia una startup a farlo al posto loro. Se poi l’idea è vincente sono disposte a comprala pur di acquisire innovazione e talenti. Le startup per definizione sono pronte a prendersi tutti i rischi per innovare, questo ne giustifica l’enorme tasso di mortalità”. Per Paracchi il vero problema in Italia è tutt’ora la scarsità di imprenditori dell’innovazione e di investimenti: ”Nel nostro Paese c’è una grande difficoltà a trasformare le buone idee, la buona ricerca, in impresa, e questo è dovuto principalmente alla mancanza di risorse umane, l’’intraprenditore’, e finanziarie. Se ci confrontiamo con gli Stati Uniti, che rappresenta il modello di riferimento, il rapporto con il nostro Paese in termini di investimenti è 1 a 240 quando a livello di popolazione il rapporto è 1 a 6!. Ciò spiega molte cose”.

Ernesto Ciorra responsabile del settore Innovazione e Sostenibilità di Enel

Eppure sembra che il vento stia cambiando e, in qualche caso, le grandi imprese vedono nelle startup risorse su cui investire e con cui instaurare fin da subito un rapporto di collaborazione. « Quando l'ing. Starace [Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel ndr] mi ha offerto l'opportunità di ricoprire questo ruolo», racconta Ernesto Ciorra Responsabile del settore Innovazione e Sostenibilità di Enel, «ho pensato subito che le startup innovative per noi potessero essere un valore aggiunto, a patto che collaborassimo insieme fin da subito senza perdite di tempo. Se vogliamo stare al passo con gli enormi cambiamenti che sta portando con sé l’innovazione dobbiamo cercare partner in grado di arrivare dove noi non riusciamo». Il riferimento in questo caso è all’accordo che Enel Green Power ha siglato qualche giorno fa con Tesla – la società di Elon Musk che produce auto elettriche – per un progetto legato all’installazione di batterie con potenza di 1,5 MW tra fotovoltaico ed eolico. «Non a caso – continua Ciorra – da qualche settimana abbiamo deciso di collaborare con SEP (Startup Europe Partnership), proprio perché vogliamo conoscere le startup migliori europee in ambito energetico. Ma vogliamo anche incontrarle periodicamente e fare un percorso strutturato insieme a loro».

Non è sempre facile costruire una relazione stabile con il mondo delle startup, specialmente quando le risorse sono scarse. Ma le soluzioni si possono trovare, sempre. «Il processo di innovazione in Snam è stato un processo praticamente a costo zero», ha raccontato Gloria Gazzano responsabile ICT di Snam.

Gloria Gazzano responsabile ICT di Snam

«Ho cercato di realizzare un meccanismo che fosse più che mai strutturato dal punto di vista organizzativo, e che fosse potenzialmente replicabile nella quotidianità. Abbiamo strutturato il processo in due filoni out-in – attraverso il monitoraggio di tutto ciò che succede fuori dall’azienda per ottenere spunti innovativi – e in-out – cioè attraverso meccanismi di stimolazione della creatività dall’interno».

Le parole di Gloria Gazzano danno bene l'idea dell'importanza ma anche delle fatiche di un Cio all’interno di una grande azienda. Il da fare non manca e gli spazi di potenziamento sono enormi. «Non abbiamo la possibilità di relazionarci con tutte le startup che vorremmo, anche perché non siamo abbastanza strutturati per poterlo fare», continua Gazzano. «È obbligatorio per noi fare scremature generali, magari sbagliando perché no, ma quando sposiamo un progetto decidiamo di farlo a pieno. Ad oggi, delle circa novanta presentazioni di progetti innovativi da parte di startup che abbiamo ricevuto in quest’ultimo periodo, ne abbiamo sviluppato uno e un altro è in fase di definizione».


Digital Innovation Academy

La Digital Innovation Academy della School of Management del Politecnico di Milano, giunta alla settima edizione, è il punto di riferimento in Italia per i decisori aziendali che intendono accrescere la sensibilità e la consapevolezza verso le tecnologie e l’innovazione digitale come strumento di competitività per le imprese. Attraverso un calendario annuale di incontri e momenti conviviali di networking, la partecipazione all’Academy permette:

  • un costante contatto con la più prestigiosa community di Cio ed Executive in Italia, per un confronto sui progetti di digital innovation nelle imprese più importanti e nella Pubblica Amministrazione;
  • la visibilità sui principali risultati delle ricerche sulla Digital Innovation degli Osservatori del Politecnico di Milano.

Il calendario dei workshop affronta un ampio spettro di contenuti con ospiti autorevoli e numerose aziende, coinvolgendo i principali player operanti in Italia.

 

Fabrizio Marino

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