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Enel Lab: 15milioni in startup tecnologiche per cambiare le regole del gioco

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Enel Lab: 15milioni in startup tecnologiche per cambiare le regole del gioco

10 Giu 2014

di Elisabetta Bevilacqua

Creare da un lato un ecosistema favorevole alla crescita di startup innovative che contribuiscano a realizzare sviluppo per il Paese e presidiare l’innovazione per anticipare i trend; proporre, dall’altro, nuove offerte che consentano di mantenere la leadership del Gruppo. Questa la doppia valenza dell’iniziativa Enel rivolta alle startup.

E’ partito lo scorso anno il progetto Enel Lab (http://lab.enel.com), un incubatore riservato a idee di impresa (provenienti da Italia e Spagna) nel settore delle Clean Technologies ma anche in differenti ambiti digitali in settori potenzialmente utili al business Enel. Con questa iniziativa il Gruppo favorisce lo sviluppo di nuove imprese, incoraggiando l’auto-imprenditorialità e l’innovazione come strumento fondamentale di rilancio in questo difficile momento di congiuntura economica. Il progetto prevede di selezionare 18 startup in tre anni attraverso competizioni annuali in cui verranno scelti 6 progetti di impresa ad alto contenuto tecnologico. Le start-up selezionate accederanno a un programma di sviluppo che prevede un funding complessivo di 650mila euro ciascuna, una sede di lavoro e una serie di altri servizi per la crescita, per un investimento di 15 milioni di euro in tre anni.

Luciano Tommasi, Enel Lab – Strategic Planning

“Investiamo sostanzialmente sul team e sulla tecnologia che speriamo ci possa dare un vantaggio competitivo grazie al ritorno in termini di innovazione tecnologica”, spiega Luciano Tommasi, Enel Lab – Strategic Planning. E’ questa la principale differenza rispetto ad altri incubatori e acceleratori che puntano soprattutto ad un ritorno finanziario spingendo la nuova azienda alla quotazione in Borsa o alla vendita. “Enel Lab entra con una quota di minoranza nel capitale della startup che può trarne vantaggio non solo in termini economici ma anche nel poter sfruttare la presenza di un socio della portata di Enel anche come garanzia rispetto al credito – sottolinea Tommasi – A noi interessa però soprattutto il risultato, il progetto pilota sviluppato nei due anni di incubazione, che viene testato all’interno delle strutture di Enel, come può accadere ad esempio per i progetti Smart City che conduciamo a livello internazionale. Se il prodotto funziona, la nuova azienda entra a far parte dell’ecosistema Enel”. Viene ad esempio chiesta un’esclusiva del prodotto, fatto un contratto di lungo periodo, non escludendo l’acquisizione ma solo in casi particolari.
Nel primo anno, Enel Lab mette a disposizione delle startup selezionate un premio di 250mila euro e, soprattutto, le proprie competenze tecnologiche e di business per individuare un percorso di crescita per la definizione del progetto pilota. Durante questa fase le giovani imprese potranno sfruttare il know how del Gruppo, utilizzando i laboratori e avvalendosi dei servizi fiscali, amministrativi e legali. Dopo un anno, le startup più meritevoli passeranno alla seconda fase, usufruendo di un ulteriore contributo di 400mila euro e di tutti dei servizi necessari per la realizzazione del progetto pilota.
L’attenzione non è rivolta solo al mondo delle clean technology ma anche a tecnologie digitali e Ict come ad esempio Internet of Thing, big data (per il profiling dei clienti o la diagnostica predittiva degli impianti), modelli di social network per le utility, robotica (per interventi sugli impianti i situazioni a rischio).
Fra le startup italiane finora selezionate ne ricordiamo tre nel campo delle reti intelligenti (Smart-I, www.smart-interaction.com, e-IM, www.i-em.eu, Green Lab Engineering), una nel settore della digitalizzazione e sistemi di comunicazione (Athonet, athonet.com/athonet), una nel campo dello stoccaggio di energia (Calbatt, www.calbatt.com ) e una nel settore delle energie rinnovabili (Atea).

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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