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Così stanno cambiando le applicazioni: i risultati dell’indagine F5

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Così stanno cambiando le applicazioni: i risultati dell’indagine F5

Il report esplora gli approcci che le aziende stanno adottando nel percorso di trasformazione digitale e come l’ottimizzazione venga promossa rispetto a persone, processi e sistemi utilizzati per sviluppare, implementare e distribuire le applicazioni

06 Mar 2019

di Redazione

Il panorama delle applicazioni è in rapida evoluzione e tende sempre più verso l’automazione, la cloud-centricity e una maggiore ricettività rispetto all’innovazione del business basata sulle tecnologie digitali. Questo è quanto emerge dai risultati della quinta edizione del State of Application Services (SOAS) report, compiuto coinvolgendo a livello globale circa 2mila addetti occupati in ruoli differenti in aziende operanti in vari settori e pubblicato da F5 Networks, nel quale si entra nel dettaglio delle più recenti sfide operative e di sicurezza associate a tali cambiamenti.

“Oggi le applicazioni – ha spiegato Kara Sprague, Senior Vice President e General Manager della Business Unit “Application Services” di F5 – rappresentano la risorsa più preziosa per un’azienda moderna e hanno definito la nuova era del Application Capital. L’edizione 2019 del nostro report esplora gli approcci che le aziende stanno adottando nel percorso di trasformazione digitale e come l’ottimizzazione venga promossa rispetto a persone, processi e sistemi utilizzati per sviluppare, implementare e distribuire le applicazioni, in modo da ottenere un vantaggio sulla concorrenza e un maggiore impatto di business”.

Trasformazione digitale e sviluppo applicativo, cosa sta accadendo in Emea e nel mondo?

Secondo il report SOAS, le organizzazioni EMEA affrontano con impegno la trasformazione digitale perché la ritengono un importante fattore strategico. Circa il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver intrapreso il cambiamento, inoltre, le organizzazioni europee sono più propense ad abilitare applicazioni per i clienti mobile (40% rispetto al 36% degli altri Paesi) rispetto a quelle di altre aree geografiche. Il 41% degli intervistati in Europa ha aggiunto che è stato proprio l’impulso a sfruttare la trasformazione digitale a indirizzarli verso l’esplorazione di nuove architetture applicative, come la containerizzazione e i microservizi.

Anche in altri ambiti, le aziende EMEA dimostrano una forte attenzione all’ottimizzazione IT, considerata un obiettivo fondamentale da quasi tre intervistati su quattro (72%, dato maggiore rispetto al 69% delle altre Regioni). Tra gli ulteriori benefici legati alla trasformazione digitale indicati dagli intervistati troviamo l’ottimizzazione dei processi aziendali (58%) e una maggiore produttività dei dipendenti (53%).

In Europa gli intervistati hanno indicato alcuni trend destinati a esercitare un’influenza crescente a livello strategico nei prossimi due-cinque anni: l’implementazione del cloud pubblico (48% degli intervistati), il networking software-defined (47%) e l’analisi delle minacce in tempo reale (43 %). È interessante notare come la Regione EMEA si differenzi da Nord e Sud America e Asia-Pacifico, perché l’analisi dei Big Data (41%) non è stata inserita tra le prime tre priorità; la ragione principale è probabilmente l’entrata in vigore del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE e la conseguente cautela dal punto di vista dell’estrazione dei dati.

DevOps, multicloud e sicurezza

In Europa, il 62% delle aziende ritiene che l’approccio digital-first stia profondamente modificando il modo in cui vengono sviluppate le applicazioni; della stessa opinione il 51% degli intervistati negli altri Paesi del mondo. Per le aziende europee questo dato è positivo e ne consegue il fatto che il 46% di esse segnali cambiamenti positivi per quanto riguarda le modalità di erogazione delle App su ambienti di produzione, inclusi miglioramenti operativi consistenti come la capacità di rilasciare nuove versioni dell’App con maggiore frequenza.

A livello globale, il report SOAS evidenzia come la necessità di ottenere velocità e maggiore innovazione porti verso un’adozione sempre più estesa del DevOps da parte delle aziende, non più solo come early adopter a vantaggio della differenziazione strategica, ma come metodologia in grado di svolgere un ruolo importante nell’influenzare le operazioni di business.

Il fatto che oggi il 63% delle aziende in EMEA implementi l’automazione e l’orchestrazione dei propri sistemi e processi IT è una indicazione forte del cambiamento in atto (con una differenza rispetto ad altri Paesi che si fermano al 61%).

In linea con le edizioni precedenti, il report 2019 di F5 evidenzia il costante deterioramento delle organizzazioni a silos interni, che lasciano sempre più spazio a team inter-funzionali, maggiormente pronti a guidare l’innovazione.

Automatizzare e orchestrare i processi di sviluppo e deployment diventa quindi un aspetto vitale per la capacità di un’organizzazione di stare al passo con il rapido tasso di cambiamento richiesto dalle applicazioni che si interfacciano con il mondo del web. Gli strumenti più noti che vengono scelti per l’automazione in EMEA provengono da Cisco (52%), VMware (53%), OpenStack (33%) e da un mix di soluzioni open source (27%). In questo contesto, quelli preferiti dai DevOps, come Jenkins (21%) e GitHub Enterprise (16%), sono sempre più popolari.

Se prendiamo in esame complessivamente l’automazione e l’orchestrazione, la Regione EMEA è dominata dagli script Python (59% degli intervistati), Ansible (52%), Puppet (27%) e GitHub Enterprise (27%).

Per quanto riguarda l’utilizzo del cloud, il 45% degli intervistati in EMEA prende le proprie decisioni basandosi sull’ambiente più adatto per ogni diversa applicazione, un trend destinato a crescere e ricevere un ulteriore impulso con l’adozione diffusa degli ambienti multi-cloud. Complessivamente, il 42% delle aziende europee ha dichiarato di utilizzare da due a sei fornitori di servizi cloud contemporaneamente (percentuale ben al di sotto della media degli altri Paesi del mondo – 53%). L’11% utilizza da sette a dieci fornitori e il 4% da 11 a 20. Più di un quarto di tutte le aziende EMEA (28%) sceglie di evitare il cloud in qualsiasi forma, ad eccezione del SaaS.

I problemi di sicurezza sembrano essere il principale ostacolo per le organizzazioni che attualmente non hanno in programma di fornire app nel cloud pubblico. La più grande sfida multi cloud identificata in EMEA, infatti, riguarda le minacce esistenti ed emergenti (40%), seguita dalla conformità normativa (31%) e dall’applicazione di policy di sicurezza coerenti rispetto alle app di tutta l’azienda (30%). In generale, gli intervistati in EMEA si mostrano scettici sulla capacità di proteggere le applicazioni off-premise. Più di un terzo (35%) ha indicato una “scarsa fiducia” nella possibilità di resistere a un attacco a livello dell’applicazione in tutti e tre gli scenari off-premise: applicazioni SaaS, cloud pubblico e data center in colocation. Ancora una volta, i regimi normativi e l’attenzione alla privacy dei consumatori, più severi in Europa, portano a una maggiore resistenza rispetto al cloud pubblico.

Guardando al futuro dei servizi applicativi

I servizi applicativi attualmente più diffusi in EMEA sono i firewall di rete (89%), la gestione delle identità e degli accessi via SSL VPN (87%), gli antivirus (87%), la sicurezza IPS/IDS (76%) e la gestione delle identità e degli accessi utilizzando i controlli di accesso alle applicazioni (74%).

Mentre l’Europa è in linea con l’atteggiamento globale nei confronti della criticità dei servizi di sicurezza – definendoli come: “la cosa peggiore da trascurare quando si effettua il deployment di un’applicazione” – in genere EMEA è più focalizzata sulla disponibilità del servizio (25%) rispetto ad altre Regioni (20%), mostrando anche una preoccupazione minore rispetto a prestazioni e mobilità.

Guardando al futuro, le principali implementazioni dei servizi applicativi pianificate dalle aziende europee riguardano i gateway IoT (38%), la tecnologia DNSSEC (34%), i gateway HTTP/2 (32%), i gateway SDN (30%) e le tecnologie di service mesh (29%). Il report SOAS suggerisce che l’inclusione di soluzioni di service mesh dimostri come le scelte tecnologiche siano sempre più guidate da un interesse crescente per lo sviluppo moderno di applicazioni, ambienti cloud e architetture a micro-servizi.

“Il multi cloud – ha dichiarato Vincent Lavergne, RVP Systems Engineering di F5 Networks – si è evoluto da esperimento a strategia globale di innovazione. Nell’ecosistema delle app, che oggi rappresenta un’economia fiorente, i servizi applicativi si sono affermati come un fattore chiave per la trasformazione digitale e per il successo del business. La trasformazione digitale continua a cambiare lo scenario; l’implementazione di servizi applicativi coerenti consente alle organizzazioni di stare al passo con la concorrenza e con uno sviluppo tecnologico inarrestabile. Implementare policy per la sicurezza e la disponibilità che siano uniformi rispetto a tutto il portfolio applicativo permetterà alle aziende di migliorare notevolmente la capacità di soddisfare le esigenze sempre più complesse dei clienti.”

R

Redazione

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