Wpc 2016, come cambia la formazione It nella digital era

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Wpc 2016, come cambia la formazione It nella digital era

A Milano tre giorni di conferenze e sessioni tecniche sulle tecnologie Microsoft. L’evento, organizzato da OverNet Education è stata inoltre l’occasione per fare il punto sui più recenti annunci e i progetti in corso della Casa di Redmond

01 Dic 2016

di Arianna Leonardi

MILANO – Come ogni anno, il Wpc, l’appuntamento di formazione dedicato alle soluzioni Microsoft , ha avuto una vasta partecipazione di professionisti It provenienti da tutta Italia, oltre 400 quelli che hanno aderito a questa 23ma edizione. Organizzata da OverNet Education, la tre giorni di sessioni tecniche ha offerto highlight interessanti per capire strategie e tecnologie Microsoft.

Claudio Salano, Amministratore Delegato di OverNet

“Stiamo vivendo un momento meraviglioso – ha esordito Claudio Salano, Amministratore Delegato di OverNet, nel keynote e durante un’intervista esclusiva – in cui la digital transformation offre a chiunque incredibili opportunità di crescita personale e professionale”. Ma ogni cambiamento implica la capacità e la volontà di evolvere e mettersi in gioco: “Servono innanzitutto competenze per una crescita solida, in grado di portare valore all’azienda. Il compito delle Hr oggi non è soltanto assumere i talenti, ma occuparsi del loro percorso formativo: gli skill devono essere arricchiti per rispondere agli stimoli di un mondo digitalizzato sempre più veloce. Le imprese hanno bisogno di nuove figure professionali, anche molto specifiche: dal Chief Data Officer al Chief Social Security Officer”.

In questo contesto disruptive, anche la corporation di Redmond ha cambiato pelle, come ha sottolineato Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, dal palco del Wpc: “Ricorderemo il 2016 – ha dichiarato – come un anno di svolta sia politica (dalla Brexit a Trump) sia tecnologica. Oggi tutto può essere tracciato (concetto implicito in Industry 4.0): il dato è al centro dell’impresa e riconosciuto come fattore di successo. Fondando il business sull’informazione, Huber doppia Ford nel settore dei trasporti, Airbnb batte Marriott nel comparto ricettivo”. Vince, insomma, chi sa innovare e Microsoft, dopo qualche anno di incertezza, sta evolvendo, come dimostrano le Borse: “Oggi le nostre azioni hanno segnato il nuovo record dal 1999, quando eravamo i monopolisti del pc. Un risultato importante visto lo scenario competitivo”.

Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia
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Davanti, nella classifica delle società It, restano ancora Apple e Google, “ma la rimonta è tracciata – afferma Purassanta che elenca i segnali più recenti della rotta intrapresa: il progetto Hololens per la realtà 3d immersiva, la Conversation as a Platform (ovvero la vision per creare maggiore interazione uomo-macchina attraverso linguaggio naturale e intelligenza cognitiva), l’acquisizione di LinkedIn, l’impegno verso le startup (è stata comprata ad aprile anche la prima società italiana, la bolognese Solair), il lancio di Teams (la chat di Office365), il completamento di Dynamics365 (tutta la suite Crm e Erp di Ms è stata portata sulla nuvola), l’adesione come premium partner alla Linux Foundation, che più che mai sancisce la svolta open-source di Redmond.

Insomma, i tempi cambiano e le aziende italiane stanno cavalcando l’onda Microsoft, come testimoniano i progetti portati sul palco: da Rcs (che sta portando tutti i magazine online su Azure) a Infocert (che ha adottato la suite Office365) a GiGroup impegnata in una partnership con Microsoft, OverNet e QiBit per la formazione di neolaureati e imprese.

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Arianna Leonardi

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