growITup, dove le startup incontrano le imprese

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growITup, dove le startup incontrano le imprese

Nasce a Milano, per volontà di Fondazione Cariplo e Microsoft Italia, un “luogo” dedicato alla open innovation, pensato per creare un ecosistema dove cooperano incubatori/acceleratori, business school, grandi imprese, investitori e partner tecnologici. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di startup nei settori di eccellenza dell’industria italiana, per aumentare le loro chance di successo e per favorire la digitalizzazione delle imprese.

19 Lug 2016

di Elisabetta Bevilacqua

“Dove un tempo si costruivano le armi oggi c’è Cariplo Factory, un progetto di pace per dare fiducia, speranza e avvenire ai giovani”. Con queste parole Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo apre l’evento di presentazione di GrowITup, iniziativa promossa con Microsoft Italia. L’obiettivo del progetto, che ha sede a Milano dove sorgeva l’Ansaldo, è mettere in contatto, in un’ottica di open innovation, le grandi imprese del Made in Italy con startup innovative, per sostenere da un lato la crescita di nuove aziende e, dall’altro, accelerare la trasformazione digitale delle aziende italiane.

Un momento del lancio di growITup, Carlo Purassanta, Presidente e Amministratore Delegato di Microsoft Italia, e Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo

“Non vogliamo creare l’ennesimo incubatore”, chiarisce subito Carlo Purassanta, Presidente e Amministratore Delegato di Microsoft Italia. Gli incubatori e gli acceleratori esistenti sono parte integrante di questo ecosistema che comprenderà grandi aziende, business school come il Politecnico di Milano e la Luiss, partner tecnologici come Accenture, Avanade e Hpe, investitori come Quadrivio e Invitalia. L’iniziativa GrowITup non è infatti nata per ospitare le startup ma per favorire le loro opportunità di business e il loro incontro con le imprese e gli investitori, oltre a sviluppare attività per ampliare le loro competenze.

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È indubbio che uno dei freni per la crescita delle startup italiane sia la scarsa presenza di capitali di rischio dedicati; ma anche se il venture capital in Italia dovesse raddoppiare, sarebbe sempre inferiore di un ordine di grandezza rispetto ai principali Paesi europei, per non parlare degli Usa. “L’Italia deve dunque trovare un modo nuovo per far crescere le sue startup migliori : invece di puntare sul venture capital o sull’intervento diretto dello Stato, deve sfruttare la cultura imprenditoriale per creare un ecosistema”, puntualizza Purassanta.
L’investimento di 10milioni di euro in 3 anni che dovrebbe catalizzare 1 miliardo entro il 2020 è dedicato a sostenere il progetto growITup, non il finanziamento delle startup che sarà favorito attraverso l’attrazione di investitori italiani e internazionali, a partire dalle grandi le imprese.
Per quanto riguarda i settori industriali, si punta su quelli dove l’Italia è considerata particolarmente credibile a livello internazionale: manufacturing, fashion e design, turismo ed entertainment, energia, servizi finanziari, industria alimentare e agricoltura, salute e benessere. Ad oggi sono state coinvolte 10 imprese (fra cui Alpitour, Barilla, Enel, Generali, New Holland Agriculture, Technogym); si punta a raddoppiare il numero a fine 2016 per arrivare a 30 entro un anno.
Guideranno l’iniziativa, Anders Nilsson, già Direttore Innovazione di Microsoft Italia, ed Enrico Noseda, già Responsabile delle Partnership di Skype a livello globale. “Cerchiamo startup che abbiano già superato il seed [ndr: la prima fase di investimento] e siano pronte ad andare nel mondo e a raccogliere investimenti”, è l’appello di Purassanta.
La presenza di Nagraj Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures, ha dato l’imprimatur all’iniziativa nata da una sfida a creare startup nei settori di eccellenza dell’industria italiana, lanciata dal Ceo di Microsoft Satya Nadella, in occasione della sua visita nel nostro Paese lo scorso novembre. Kashyap, che ha svolto un ruolo primario anche nell’acquisizione di LinkedIn, ha sottolineato l’interesse, dal punto di vista di un capital venture, a investire in startup innovative italiane.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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