Avanade Italy: crescita e riorganizzazione

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Avanade Italy: crescita e riorganizzazione

Con un +10% si è chiuso l’anno fiscale Avanade, che ha visto un andamento dell’azienda nel nostro paese in linea con le dinamiche worldwide. Varata anche una riorganizzazione del modello di go to market che risponde maggiormente alle esigenze di trasformazione digitale dei modelli di business delle imprese. Incontro con l’AD Mauro Meanti

27 Ott 2016

di Patrizia Fabbri

MILANO – Una crescita di poco inferiore al 10%, risultata più sostenuta nei segmenti Pubblica Amministrazione, Risorse (Oil&Gas ed Energy) e Telco rispetto a quelli di tradizionale presenza, Finance e Products (ossia dal manufacturing ai servizi, al retail): Mauro Meanti, Amministratore Delegato di Avanade Italy, comunica con soddisfazione i risultati nazionali della joint venture Microsoft-Accenture che ha chiuso l’anno fiscale lo scorso 30 agosto. “L’andamento è in linea con i risultati worldwide dell’azienda ed è tanto più interessante se si considera la forte sofferenza del settore IT nel nostro paese”, ha affermato il top manager che ha anche ricordato il nuovo modello di go to market, frutto della recente riorganizzazione che l’azienda ha intrapreso.

Una proposizione più organica

Mauro Meanti, Amministratore Delegato di Avanade Italy

“Quello che le aziende chiedono è di essere supportate nel processo di digital transformation. Un’espressione che oggi è forse un po’ abusata, ma che per noi – precisa Meanti – significa, per esempio, integrazione tra Crm ed Erp ; sempre più spesso siamo coinvolti in progetti di questo tipo. Si tratta di progetti sicuramente più complessi, con un impatto sul business aziendale importante”, ed è proprio sulla base di queste considerazioni che è stata definita la nuova organizzazione aziendale: non più per linee di prodotto, ma focalizzata su aree che raggruppano le precedenti linee di offerta in una proposizione più organica.

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L’area Cloud riunisce tutta l’offerta che riguarda la trasformazione infrastrutturale; quella Digital abbraccia il mondo Crm e digital marketing, lo smart working; l’area Business Application si occupa del tradizionale ambito Erp (ma rivisitato con tutte le esigenze di integrazione del mondo analytics e Crm); la quarta area è quella dei Technical Services che si occupa di application modernization, application development ecc. L’area sulla quale Avanade sta crescendo maggiormente è quella Cloud dove l’azienda è, tra gli altri, impegnata in un progetto molto importante che prevede la migrazione al public cloud di tutte le principali piattaforme di Rcs MediaGroup entro tre anni.

Attenzione all’impatto delle tecnologie sugli utenti

A conferma di quanto affermato all’inizio, però, Meanti ha precisato che “il 30% dei progetti attraversa più aree” e ha aggiunto che questa organizzazione risponde “alla domanda che sempre più ci dobbiamo porre: chi è il compratore? Prima il nostro interlocutore era esclusivamente il Cio, oggi è sempre più spesso il marketing; quindi più che sugli aspetti tecnici, bisogna porre l’accento sull’impatto sul cliente”. Fondamentale, da questo punto di vista, la struttura, trasversale a tutte le aree, focalizzata sull’interfaccia: “Sono 25 persone con forti competenze di experience design e che lavorano con un approccio modulare allo sviluppo logico dell’interfaccia in modo che l’utente abbia la stessa esperienza rispetto ad attività simili. Vengono realizzati moduli riusabili non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello funzionale, dei controlli che ci stanno dietro”.
Per il futuro, oltre all’obiettivo di una crescita a due cifre, Avanade si sta fortemente impegnando negli ambiti analytics e IoT. In particolare riguardo all’Internet of Things, Meanti ha citato un progetto che la vede coinvolta nella messa a punto della componente cloud di una soluzione che servirà a tracciare i percorsi dei materiali (dalla fabbrica fino allo smaltimento) per un’azienda che produce semilavorati.
L’incontro si è concluso ricordando gli investimenti in risorse umane dell’azienda che prevede, anche per il 2017, la ricerca e l’inserimento di nuovi talenti, in particolare: Technical e Solution Architect, Solution Developer e Programmer, System Engineer, Delivery Lead, Business Analyst.

Patrizia Fabbri

Giornalista, Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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