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Il coraggio di rompere gli schemi

pittogramma Zerouno

Il coraggio di rompere gli schemi

02 Dic 2009

di Nicoletta Boldrini

È con uno slogan simile che QlikView incontra clienti e partner all’annuale user conference italiana, occasione per annunciare anche i risultati ottenuti nel nostro Paese e la nuova versione della soluzione di business intelligence che gli analisti collocano da diversi anni nel quadrante dei “visionari” per potenzialità e semplicità d’uso

MILANO – Iniziamo dando i numeri: fondata nel 1993 in Svezia QlikTech (www.qlikview.com) è la società produttrice di QlikView, una specifica soluzione di business intelligence o, meglio, di business analysis che a livello mondiale ha raggiunto ormai circa 12.000 clienti con oltre 550.000 utenti che la utilizzano (una curiosità: la società acquisisce circa 13,7 clienti nuovi al giorno); oltre 800 sono i partner e circa 550 i dipendenti (più che raddoppiati dal 2005); 22 uffici in 12 Paesi e 120 milioni di dollari di fatturato nel 2008, in crescita rispetto al 2007 del 50% (nei tre anni precedenti la crescita annuale ha avuto una media del 75%). In Italia, il trend di crescita è più o meno simile a quello registrato dalla multinazionale a livello mondiale, con oltre 2000 clienti (a luglio 2009; 2281 quelli annunciati durante la user conference di ottobre), 15.000 utenti, 158 partner ufficiali.
Le ragioni del successo ce le spiega Leslie Bonney, senior vice president worldwide sales intervistato da ZeroUno a margine dell’evento: “QlikView è una suite nata appositamente per gestire i propri processi decisionali e, avendo ben chiara da subito la mission che volevamo affidare alla soluzione, ci siamo sempre concentrati su due fattori chiave: la potenza di calcolo e la semplicità di utilizzo”. Sembrerebbero i soliti slogan marketing se non fosse che il vendor ha registrato il miglior punteggio nell’ultimo sondaggio “Bi Survey 8”, il più esteso studio sugli utenti di soluzioni di business intelligence e performance management, condotto da Nigel Pendse e realizzato da Business Application Research Center (www.bi-survey.com). La soluzione di QlickTech si è aggiudicata il primo posto proprio per le potenzialità e la semplicità d’uso, superando così i big come Sap (con Business Objects), Oracle (con Hyperion) e Ibm (con Cognos). “La semplicità d’uso è una delle caratteristiche delle nostre soluzioni che sembra tanto banale nel dirla ma che non lo è affatto se pensiamo ai moltissimi progetti di Bi falliti o all’incapacità delle aziende di utilizzare correttamente e a pieno gli strumenti tecnologici”, dice Bonney. “Dei 12 mila clienti acquisiti a livello mondiale, circa 10mila sono aziende di medie dimensioni che non hanno a disposizione le risorse economiche e tecniche che hanno le grandi aziende, impegnate, di solito, in grandi progetti It”. Massimo San Giuseppe (nella foto a sinistra) presidente di QlikView Italy vuole però sottolineare come “la tecnologia da sola non possa bastare” ed è per questo che lo slogan scelto dalla multinazionale svedese parla di “rottura degli schemi”. “A nostro avviso – spiega San Giuseppe – perché una soluzione di Bi riesca davvero a produrre il valore per cui è stata sviluppata (cioè facilitare, migliorare e velocizzare le decisioni di business) deve essere inserita in un contesto in cui ci sia “la voglia” di cambiare le regole, cioè di rivedere processi, strategie, metodologie”. A sostegno delle parole di San Giuseppe, ci sono i fatti: Stefano Perfetti, Ict service line corporate manager di A2A (www.a2a.eu) è stato chiamato sul palco a ritirare il premio per essere stato il cliente numero 2000 in Italia e dalle sue parole si comprende cosa significa fare business intelligence oggi. “Quando ho visto i signori di QlikView per la prima volta li ho letteralmente cacciati dal mio ufficio – spiega con tutta serietà Perfetti -. Sostenevano che le mie scelte legate alla business intelligence fatte in passato non producessero valore alla mia azienda. Nonostante la diffidenza iniziale però, ho avuto il coraggio non tanto di analizzare la situazione, quanto di intraprendere una strada evolutiva di cambiamento, con molta soddisfazione poi degli utenti che oggi usano la suite”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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