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IBM Watson a Milano: toccare con mano i sistemi cognitivi

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Attualità

IBM Watson a Milano: toccare con mano i sistemi cognitivi

16 Mag 2017

di Patrizia Fabbri

Dal 16 al 23 maggio a Milano. Si potrà giocare con un biliardino speciale che analizza ed evidenzia le strategie vincenti; fare la spesa con il supporto di chi sa consigliarti in caso di diete particolari o intolleranze alimentari; allenarsi in bicicletta come la squadra americana di ciclismo. Sono solo alcuni degli show case in mostra al Watson Summit Italia che si svolge nel capoluogo lombardo in questi giorni

MILANO – “L’innovazione è intorno a noi, sta cambiando la nostra vita, quella dei nostri figli e IBM ha deciso di portare il massimo dell’innovazione, l’intelligenza aumentata di Watson, in mezzo alle persone perché possano toccarla con mano”, Luca Altieri, Direttore Marketing, Comunicazione e Citizenship di IBM Italia, spiega così l’idea di realizzare il Watson Summit Italia 2017 aprendo alla cittadinanza milanese le porte di una location particolare come il Casello del Dazio all’Arco della Pace dal 16 al 23 maggio: “Una settimana ricca di incontri e approfondimenti, ogni giorno è dedicato a un tema specifico, ma soprattutto un momento dove i diversi show case presenti consentono di comprendere come l’intelligenza di Watson possa supportarci in qualsiasi attività”.

Intelligenza aumentata…non artificiale

Nicola Palazzo, Cognitive Solutions Leader IBM Italia

Supporto, cooperazione, intelligenza aumentata… i diversi manager che si sono susseguiti nella conferenza stampa di anticipazione dell’evento che si è svolta ieri non amano utilizzare il termine “artificiale” per definire l’intelligenza di Watson: “Watson è un sistema cognitivo – chiarisce subito Nicola Palazzo, Cognitive Solutions Leader IBM Italia – che non va a sostituire l’uomo bensì a cooperare con le persone, aumentandone le capacità; fornisce quella base informativa che già esiste, ma che difficilmente un essere umano potrebbe leggere e analizzare in una vita intera”.

La quantità dei cosiddetti dark data, ossia quella marea di dati che viene raccolta ma non analizzata, è in continua crescita; fonti interne IBM stimano che l’80% dei dati oggi disponibili rientri in questa categoria e quello che fa Watson è tirare fuori questi dati dal buco nero nel quale si trovano, proporre delle relazioni, evidenziare delle connessioni da sottoporre all’uomo perché prenda poi la decisione che ritiene più giusta. Sembra sottile la differenza tra intelligenza aumentata e intelligenza artificiale (e in ogni caso continueremo a vedere equiparati i sistemi cognitivi e intelligenza artificiale) eppure un esempio portato da Palazzo chiarisce la differenza: nel mondo finanziario sono diffusi da tempo i software di high frequency trading (sofisticati strumenti software con i quali mettere in atto negoziazioni ad alta frequenza, guidate da algoritmi matematici) ritenuti da molti operatori finanziari tra i principali responsabili dell’instabilità dei mercati, mentre più recentemente si sono diffusi i cosiddetti robo advisor (servizi online di consulenza finanziaria automatizzata), ma “Watson – afferma Palazzo – non è nulla di tutto ciò, non è un advisor robotizzato, supporta la persona per suggerire un’opportunità di investimento, non investe per quella persona”.

Dalla security al supporto alle startup

Naturalmente, vista l’attualità di questi giorni con l’attacco a ospedali e aziende di tutta Europa da parte di pirati informatici, non poteva mancare un accenno alle opportunità offerte da Watson per la sicurezza informatica: “Da un anno e mezzo IBM ha iniziato a istruire Watson sui temi della security. Esiste una mole enorme di informazioni in questo ambito e Watson può aiutare a capire il livello di interazione tra le diverse attività, effettuare collegamenti che per l’essere umano e per qualsiasi altra macchina sarebbero impossibili e aiutarci a capire quello che potrebbe succedere. Di per sé il sistema non previene un attacco, ma consente di avere tutte le informazioni per capire quando sta per accadere e mettere in atto le azioni per contrastarlo”.

Infine, Nico Losito, Direttore del Digital Business Group IBM Italia, ha annunciato il lancio di BizBang jump into the future, un nuovo programma dedicato alle startup e agli sviluppatori: “In IBM siamo convinti che l’innovazione non può più nascere solo nei centri di ricerca, ma deve scaturire dal confronto tra attori tradizionali e nuovi protagonisti del mercato, come le startup e gli sviluppatori. Il nuovo programma ha proprio l’obiettivo di favorire l’Open Innovation tra startupper, IBM e i nostri clienti in una triangolazione virtuosa finalizzata alla creazione di nuove opportunità di business e di crescita per tutti”. In pratica alle startup che aderiscono al programma viene fornito l’accesso alla piattaforma cloud IBM Bluemix, che integra oltre che IaaS e PaaS anche soluzioni cognitive e di analytics, con la possibilità di ottenere fino a 120.000 euro all’anno in crediti.

Un giro al supermercato e una corsa in bicicletta

Watson aiuta a fare la spesa installazione messa a punto da InVRsion

Ma abbiamo detto che il Watson Summit Italia è l’occasione per “toccare con mano” le tecnologie ed ecco che nelle sale del Casello del Dazio ci troviamo improvvisamente proiettati in un supermercato virtuale dove, indossato apposito caschetto, Watson aiuta, in un’installazione messa a punto da InVRsion, a fare la spesa fornendo tutte le informazioni sui prodotti selezionati, combinando la scelta dei prodotti con le eventuali problematiche dietetiche, di intolleranze ecc. del consumatore.

GetInTouch di Mauden  unisce l’intelligenza di Watson a contenuti interattivi su schermi digitali integrando le informazioni che, dopo essersi registrati, vengono raccolte dall’attività social del consumatore per offrire suggerimenti nella propria esperienza di acquisto.

ReZone, realizzata da Relatech, consente, attraverso l’analisi del segnale WiFi emesso dagli smartphone dei visitatori di monitorare la presenza numerica di utenti all’interno di ambienti, così come la permanenza o l’interesse verso aree specifiche.

E ancora la lavagna cognitiva di Ricoh che usa le tecnologie cognitive e vocali di Watson per trascrivere i contenuti di una riunione o, addirittura, per tradurli in altre lingue; o Biking Experience per allenarsi in bicicletta come la squadra americana di ciclismo che utilizza un sistema basato su Watson per ottimizzare l’efficienza della squadra in allenamento.

E questi non sono che alcuni degli show case presenti: val dunque la pena fare un salto all’Arco della Pace per vedere con i propri occhi un futuro che è già presente.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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