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Stonesoft, reti sicure per la business continuity

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Stonesoft, reti sicure per la business continuity

12 Feb 2010

di Giampiero Carli Ballola

La continuità del business di quasi tutte le aziende dipende dalla sicurezza delle loro reti. Un campo nel quale la software house finlandese si è specializzata con soluzioni dedicate ad aspetti specifici del problema, dai firewall e vpn al controllo dei contenuti, ma gestibili in modo coordinato e centralizzato. Visita ed esperienze alla sede finlandese. Nella fotografia Ilkka Hiidenheimo, fondatore e ceo di Stonesoft

Helsinki – Di questa stagione, in Finlandia, il sole sorge a metà mattina e tramonta alle tre del pomeriggio, e anche se tra giugno e luglio è la notte ad essere corta, la breve estate nordica non basta a compensare i lunghi mesi in cui si vive e lavora in un mondo dove i fari delle auto e i lampioni sono sempre accesi. Vi chiederete, a questo punto, cosa c’entri tutto ciò con la sicurezza informatica, che è il  business della finlandese Stonesoft. C’entra perché secondo Ilkka Hiidenheimo, che di Stonesoft è il fondatore e Ceo, il buio è uno dei motivi per cui qui i ragazzi passano più ore che altrove stando in casa davanti a un computer che (grazie anche alla banda larga gratuita in tutto il paese), è sempre connesso alla Rete. E a forza di stare in rete può venire la voglia di provare il gusto di diventare hacker… oppure di combatterli.
Ora, è chiaro che il discorso di Hiidenheimo era un modo di rompere il ghiaccio, con un po’ di autoironia, con il gruppetto di giornalisti invitati a sperimentare come sia facile violare un sito aziendale superando la fragile barriera delle password (vedi riquadro a lato), ma è un fatto che proprio qui, a Helsinki, sia nata quella che è praticamente l’unica società non americana specializzata nella sicurezza delle reti a protezione dei dati e della business continuity delle imprese che fondano la loro attività su Internet.
Relativamente piccola in confronto a molte sue concorrenti, contando poco più di 250 dipendenti, Stonesoft vanta in compenso un notevolissimo tasso di crescita (le cifre ufficiali, relative all’esercizio 2008, parlano di un fatturato di 24,42 milioni di euro, cresciuto del 28% rispetto ai 19,02 del precedente esercizio), un notevole impegno nella Ricerca e Sviluppo, che lo scorso anno ha assorbito oltre un quinto del fatturato e che ha tre centri in Finlandia, uno in Francia, a Sophia Antipolis e uno, di recente apertura, a Cracovia, in Polonia, e, infine, una notevole presenza globale, con una sede negli Usa, ad Atlanta, che è equiparata alla sede centrale di Helsinki, una seconda sede a Singapore e uffici in numerose città europee, compresa Milano.
In Italia, dove sempre in base ai dati economici dell’ultimo esercizio, la crescita del fatturato è stata del 21%, la presenza della casa finlandese è affidata a tre distributori, Itway, Magirus e Xerity, che fanno riferimento a un country manager italiano (Emilio Turani, con sede appunto a Milano) e possono contare su un training center autorizzato operativo dal 2003. I clienti italiani di Stonesoft si concentrano nella fascia medio-alta delle imprese operanti, in particolare, nei settori Finance, Telco, Pa e Sanità. Tra i nomi che si possono citare (quando si tratta di sicurezza molti utenti preferiscono non comparire) troviamo Fastweb, Wind, Istituto Superiore di Sanità, DeLonghi, la Ausl di Piacenza e la Provincia di Avellino.

Network security: spinte allo sviluppo
Come si è detto, la specializzazione di Stonesoft è la sicurezza delle reti, un’area che Hiidenheimo vede in forte sviluppo, sulla spinta di una serie di fattori. Due dei maggiori trend evolutivi dell’It, il cloud computing e la virtualizzazione di desktop e applicazioni, portano infatti a moltiplicare il traffico sia dei dati sia delle istruzioni e la crescita della domanda di ampiezza di banda che ne deriva diventa a sua volta un fattore sinergico di sviluppo alimentando il “ciclo -> più banda -> più traffico -> più rischio”.
Una spinta secondaria ma non trascurabile è anche data dalla conformità normativa, le cui operazioni moltiplicano la presenza di dati sensibili su Lan e reti geografiche, mentre la crescita dei contatti con l’esterno tramite i social network (sempre più usati dalle imprese) moltiplica le opportunità di accesso ad hacker e virus.
La conseguenza è il crescere esponenziale delle possibili minacce e la necessità di farvi fronte con difese che non solo funzionino ma che abbiano anche un costo sostenibile. È noto infatti che il costo della sicurezza non è lineare ma esponenziale: raddoppiare il livello di protezione costa quattro volte di più.
Senza volerne descrivere nel dettaglio l’offerta (per la quale rimandiamo al sito www.stonesoft.it) diciamo che la proposta Stonesoft si caratterizza per comprendere una serie di soluzioni che coprono diverse aree specifiche, e cioè:  firewall, Vpn, Ssl Vpn, autenticazione, antivirus, prevenzione delle intrusioni e scansione dei contenuti, che possono essere messe in relazione tra loro in modo da realizzare un sistema di sicurezza distribuito sulla rete ma gestito in modo centralizzato. Ciò ne riduce sensibilmente Tco e Tca, ossia i costi di ownership e administration, e proprio su questo fronte si riscontrano i più significativi vantaggi di StoneGate management Center 5.0, una “major release” della piattaforma di gestione centralizzata della sicurezza di rete che introduce, tra le altre, una esclusiva funzionalità di monitoraggio delle terze parti che consente un’efficace interoperabilità con applicazioni di sicurezza di altri vendor in modo da capitalizzare quanto è già stato speso. 

 

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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