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It Security: perché le aziende devono condividere informazioni sul malware

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It Security: perché le aziende devono condividere informazioni sul malware

Di fronte a un cybercrime sempre più efficace nelle sue azioni, diventa fondamentale che sia i vendor sia le aziende utenti condividano dati e informazioni per poter capire come si evolve il mondo del malware e quindi poter reagire prontamente con aggiornamenti e soluzioni adeguati.

16 Nov 2016

di Valentina Bucci

 MILANO – Tre le caratteristiche che, secondo Antonio Madoglio, System Engineering Manager di Fortinet Italia, rendono efficace il Fortinet Security Fabric, nome dato all’approccio dell’azienda alla sicurezza informatica e alle diverse tecnologie che lo concretizzano:

  1. Centralizzazione della gestione – “Si garantisce una protezione completa, dal client fino al datacenter, piuttosto che cloud – dice il manager – attraverso un unico punto di gestione, di aggiornamento degli upgrade di sicurezza e di controllo degli accessi: l’approccio è unificato”.
  2. Scalabilità – Le soluzioni tecnologiche sono applicabili in ogni scenario, sia in ambienti piccoli sia molto estesi e si prestano a seguire le mutevoli esigenze dell’azienda nel corso della sua evoluzione.
  3. Intelligenza collaborativa – La componente di Global intelligence, come spiega Madoglio, permette di mettere a fattor comune, per tutti i clienti Fortinet, “aggiornamenti costanti generati dai nostri centri di ricerca e sviluppo studiati anche sfruttando le informazioni raccolte tramite le soluzioni installate presso i nostri stessi clienti”. Queste infatti, previa adesione dell’azienda utente, sono in grado di inviare a Fortinet dei feed back rispetto alla rilevazione di determinate tipologie di attacco fondamentali per tenere il passo con le evoluzioni del mondo del malware.

Tutti devono mettere a fattor comune la conoscenza

Antonio Madoglio, System Engineering Manager di Fortinet Italia

La componente di Global Intelligence sopra descritta permette quindi di condividere i dati relativi agli attacchi subiti perché tutta la community dei clienti Fortinet possa beneficiare di una protezione più efficiente. E tuttavia le aziende sono spesso restie nel concedere questo tipo di apertura: “Temono di violare normative in ambito privacy, che possano uscire dalla rete informazioni sensibili o che, in caso di incidente, vi possa essere una fuga di notizie a danno della brand image”, dice Madoglio, sottolineando però come queste paure siano spesso frutto di una conoscenza incompleta delle tecnologie e degli accordi di riservatezza [tra azienda vendor e azienda cliente – ndr] che impediscono che simili eventualità si verifichino. Più aumenterà la disponibilità delle imprese più sarà alta l’efficacia della Global Intelligence, che è comunque già fortemente alimentata da informazioni che arrivano anche da altre fonti: “Fortinet partecipa da tempo con alcuni competitor a consorzi dove si condividono dati sul malware”, dice il manager; se dunque alcune aziende utenti risultano ancora frenate, sono invece attive preziose dinamiche di coopetition [collaborazione tra aziende concorrenti per ottenere un vantaggio comune – ndr] come quella descritta che, nello specifico, alimentano costantemente l’Intelligenza del Security Fabric (ai consorzi citati partecipano, contribuendo con i propri dati, anche le Cert-Computer Emergency Response Team, organizzazioni finanziate generalmente da Università o Enti Governativi, incaricate di raccogliere le segnalazioni di incidenti informatici e potenziali vulnerabilità nei software che provengono dalla comunità degli utenti) e che, più in generale, risultano preziose per compensare, ampliando il bacino dei dati a disposizione delle realtà appartenenti al mondo della sicurezza informatica, la ancora scarsa disponibilità che molte aziende utenti assumono in quest’ambito.

Valentina Bucci

Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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