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Cybersecurity: verso la protezione end-to-end

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Cybersecurity: verso la protezione end-to-end

14 Nov 2016

di Riccardo Cervelli

Uno studio europeo fra medie e grandi aziende rivela che per il 48% delle realtà la risposta migliore contro le violazioni di sicurezza sono le tecnologie in grado di fornire protezione lungo l’intero ciclo di vita della minaccia. Cresce il ricorso ai managed security service provider

MILANO – Vulnerabilità dei sistemi It e sicurezza cloud sono, entrambe con il 53% delle risposte a un’indagine condotta da Lightspeed per Fortinet, le due preoccupazioni principali delle aziende della regione Emea (Europe Middle East Africa) per quanto riguarda la cybersecurity. Solo al terzo posto, con il 40% delle menzioni, arrivano le minacce provenienti dall’interno dell’organizzazione.

Figura 1 – Le principali preoccupazioni relative alla security – fonte: Fortinet Security Census 2016

In conseguenza di questo stato di cose, per il vendor di Sunnyvale (California), fra i leader mondiali nelle soluzioni di sicurezza It (1,23 miliardi di dollari di fatturato mondiale nel 2015, pari a un +37% sull’anno precedente; l’Europa è risultata in crescita del 40%), le imprese sono sempre più alla ricerca di soluzioni di tipo end-to-end, gestite da un unico soggetto. Una conferma arriva peraltro della stessa ricerca: sempre a livello Emea (dove sono stati intervistati 531 It decision maker di aziende con oltre 250 dipendenti) il 48% delle aziende sostiene che la risposta migliore contro l’aumento delle violazioni di sicurezza è rappresentata dagli investimenti in nuove tecnologie cybersecurity, in grado di fornire protezione lungo l’intero ciclo di vita della minaccia.

Figura 2- Nuove tecnologie per prevenire gli attacchi – fonte: Fortinet Security Census 2016

Anche il notevole ricorso a soluzioni di Cyber Threat Intelligence (Cti) in modalità cloud o comunque fornite in outsourcing da terze parti (fra le aziende italiane queste due opzioni sono abbracciate rispettivamente dal 27 e dal 25% del campione) è un’ulteriore riprova che molte aziende non ripongano più molta fiducia in soluzioni di sicurezza installate in modo puntuale (spesso in risposta a attacchi subìti) ma non sufficientemente integrate e gestite da personale specializzato.

La risposta di Fortinet

Filippo Monticelli, Country Manager in Italia, Fortinet

“Fortinet – sottolinea Filippo Monticelli, Country Manager in Italia – fornisce una risposta a tutti e tre i principali mal di pancia delle aziende: mitigazione dei rischi connessi all’utilizzo sempre maggiore del cloud, identificazione delle vulnerabilità dei sistemi It, e carenza di risorse umane con le competenze idonee ad affrontare i rischi di cybersecurity attuali”. Da un punto di vista software e hardware, la strategia Fortinet si basa sul fornire, alla base di tutte le soluzioni, una Security Fabric, un’architettura che consente scalabilità, collaborazione e adattività delle tecnologie. Un altro cardine della visione del vendor americano è rappresentato dall’integrazione di questi strumenti con risorse di intelligence, al fine di ottenere una threat intelligence “azionabile”: “Stiamo investendo molto nei laboratori – dichiara Monticelli – che ricevono e analizzano segnalazioni provenienti dai Siem (Security information and event management) nostri e di partner”. La collaborazione con un numero in crescita di laboratori di terze parti per lo scambio di “feed” è un altro punto di forza della strategia dell’azienda. Che ha lanciato anche un programma di training e certificazioni a favore degli studenti di alcune università proprio per arricchire le file degli esperti in cybersecurity e nelle sue tecnologie in particolare.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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